“Il Servizio di Emergenza Urgenza 118 della provincia di Reggio Calabria naviga senza una rotta chiara”. È la denuncia del Nursing Up, che descrive una situazione sempre più critica per il sistema provinciale dell’emergenza-urgenza e annuncia il possibile coinvolgimento delle Autorità giudiziarie e della Procura regionale della Corte dei Conti. Secondo l’organizzazione sindacale, “il sistema è ormai privo di una governance definita e presenta criticità sempre più gravi sotto il profilo organizzativo, amministrativo e contrattuale. Da mesi l’Organizzazione Sindacale denuncia una situazione che, anziché trovare soluzione, continua a peggiorare nel silenzio delle istituzioni competenti”.
Tra le principali criticità indicate dal Nursing Up figura la soppressione della Centrale Operativa 118 di Reggio Calabria e il conseguente trasferimento della gestione a Catanzaro. “Tra le principali cause di questa condizione vi è, la soppressione della Centrale Operativa 118 di Reggio Calabria e il conseguente trasferimento della gestione a Catanzaro. Una scelta che il sindacato ritiene in contrasto con i principi organizzativi richiamati dal D.M. 70/2015, il quale individua, quale parametro di riferimento, una Centrale Operativa ogni 600.000 abitanti.
Le conseguenze sarebbero ormai evidenti nella gestione quotidiana dei soccorsi. Si registrerebbero frequenti invii di ambulanze su distanze difficilmente conciliabili con il principio di prossimità territoriale, per citarne alcuni : l’ambulanza di Oppido impiegata a Trunca o nel quartiere Archi di Reggio Calabria, oppure quella di Polistena inviata a San Pietro di Caridà, Dinami , Portigliola, Locri ,Nicotera. Contestualmente, le PET di Scilla, Campo Calabro e Melito di Porto Salvo verrebbero sempre più spesso utilizzate per sopperire alle carenze operative del capoluogo, con ripercussioni sull’efficienza del soccorso nelle rispettive aree”.
Carenza di personale e postazioni non operative
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla cronica carenza di personale, che determinerebbe la mancata operatività di diverse postazioni territoriali di emergenza. Ancora più preoccupante, secondo il Nursing Up, è “il ripetersi di postazioni quotidianamente non operative a causa della cronica carenza di personale. Emblematico il recente episodio che ha visto contemporaneamente chiuse le postazioni di Oppido, Taurianova e Palmi. In maniera analoga, non è infrequente che due delle tre ambulanze normalmente operative nel comune di Reggio Calabria risultino indisponibili per le stesse ragioni”.
Alle criticità operative si aggiungerebbero, secondo il Nursing Up, anche presunte anomalie amministrative legate alla competenza nella direzione e nella gestione del servizio. “A queste criticità si aggiungono, gravi anomalie amministrative. Alla luce della Legge Regionale n. 32/2021, dei successivi atti attuativi e della Convenzione tra Azienda Zero e gli Enti del Servizio Sanitario Regionale, il Nursing Up sostiene che l’ASP di Reggio Calabria non risulta competente ad esercitare le funzioni di direzione e gestione del sistema territoriale dell’emergenza-urgenza 118. Nonostante ciò, sono stati adottati provvedimenti organizzativi che il sindacato ritiene privi del necessario presupposto di competenza”.
Pronta disponibilità e utilizzo delle risorse
Il Nursing Up denuncia anche la mancata adozione del Piano Annuale della Pronta Disponibilità, previsto dall’articolo 31 del Contratto collettivo nazionale del Comparto Sanità 2022-2024. Secondo il sindacato, in assenza del Piano, “la pronta disponibilità sia stata utilizzata per sopperire all’ordinaria programmazione dei turni, con conseguente impiego delle risorse del Fondo Premialità e Condizioni di Lavoro. Ulteriore motivo di preoccupazione, per il personale, riguarda l’organizzazione operativa del servizio, in mano a due figure infermieristiche prive di qualsiasi atto formale di incarico di coordinamento. Le stesse assumono decisioni di rilevanza gestionale, disponendo spostamenti di personale e la chiusura di Postazioni Territoriali di Emergenza, con inevitabili ripercussioni sull’equilibrio della rete provinciale”.
Ulteriori perplessità riguardano la programmazione dei turni mensili e le modalità attraverso le quali i prospetti verrebbero comunicati al personale. “Permangono infine dubbi sulla regolarità della programmazione dei turni. Dalla documentazione acquisita emerge che i prospetti mensili rechino sigle non chiaramente riconducibili a un soggetto formalmente individuabile e condivisi su chat whatsapp piuttosto che per il tramite di canali aziendali ufficiali”. Per queste ragioni, il Nursing Up ha chiesto di conoscere chi abbia approvato i turni e sulla base di quale provvedimento formale.
Nursing Up pronto a rivolgersi alle Autorità giudiziarie
Il sindacato riferisce di essere già intervenuto attraverso formali diffide, chiedendo la revoca degli atti ritenuti illegittimi. In assenza di risposte ritenute adeguate, l’organizzazione annuncia nuove iniziative. “Su tutte queste questioni il Sindacato ricorda di essere intervenuto tempestivamente con formali diffide, chiedendo la revoca degli atti ritenuti illegittimi. In assenza di riscontri adeguati, l’Organizzazione Sindacale annuncia di essere prossima ad adire le competenti Autorità Giudiziarie e la Procura Regionale della Corte dei Conti affinché venga accertata ogni responsabilità”.
Il segretario provinciale del Nursing Up, Roberto Cetina, difende il lavoro quotidiano di infermieri e autisti soccorritori e chiede un intervento immediato da parte di chi ha la responsabilità di governo del servizio. “Il personale del 118 non può continuare ad essere il parafulmine delle inefficienze organizzative. Infermieri e Autisti Soccorritori garantiscono ogni giorno il servizio con professionalità e spirito di sacrificio. Non meritano improvvisazione, né decisioni assunte fuori dalle regole contrattuali” – dichiara il Segretario Provinciale Roberto Cetina – “Il tempo degli annunci è finito. È il momento che chi ha responsabilità di governo del sistema dimostri di esserne all’altezza oppure tragga le dovute conseguenze”.
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Consolato Cicciù
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