10 film crime sottovalutati e spietati da vedere assolutamente


I film crime continuano a essere uno dei territori cinematografici per raccontare l’ambiguità morale, la natura violenta e la fragilità dell’essere umano. Al di là dei titoli più celebri, esistono opere che meritano una riscoperta per la loro capacità di spingersi oltre i confini del genere, ponendo criminali, poliziotti e persone comuni in una zona grigia dove il bene e il male finiscono spesso per confondersi.

I film crime da vedere almeno una volta nella vita

Dalle derive allucinatorie di Herzog al pessimismo cosmico dei fratelli Coen, passando per i noir indipendenti e i polizieschi classici, vi consigliamo dieci titoli da recuperare se siete alla ricerca di storie dure, tese e prive di facili consolazioni. Un percorso ideale attraverso alcune delle opere più intense e sottovalutate del cinema crime.

Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans (2009)

Questo stranissimo remake de Il cattivo tenente (1992) di Abel Ferrara – anche se Werner Herzog insiste sul fatto che non bisognerebbe definirlo così, visto che i due film hanno poco in comune – è un’opera imprevedibile, inafferrabile e irresistibile.

Nicolas Cage, in uno dei ruoli più folli e memorabili della sua carriera, interpreta Terence McDonagh, detective tossicodipendente e moralmente alla deriva che deve farsi strada tra omicidi, debiti e allucinazioni. Herzog trasforma quello che potrebbe sembrare un classico poliziesco in una sorta di incubo psichedelico, popolato da personaggi grotteschi e situazioni sempre più estreme.

Non è un paese per vecchi (Foto: Wikimedia Commons/Georges Biard) – Newscinema.it

Non è un paese per vecchi (2007)

I fratelli Coen firmano uno dei thriller più importanti del nuovo millennio. La storia prende il via quando un uomo trova una valigetta piena di denaro dopo un massacro legato al traffico di droga. Da quel momento si scatena una caccia all’uomo dominata dalla presenza terrificante di Anton Chigurh, killer interpretato da Javier Bardem. 

Più che un semplice crime movie, il film è una riflessione sul destino, sulla violenza e sulla fine di un’epoca (anche cinematografica). Teso, spietato e profondamente pessimista, è oggi un punto di riferimento assoluto del genere.

Lo sciacallo (2014)

Tra i migliori thriller americani degli ultimi anni, Lo sciacallo racconta l’ascesa di Louis Bloom, uomo senza scrupoli che vuole farsi spazio nel remunerativo ambiente dei videoreporter notturni di Los Angeles. Jake Gyllenhaal offre una performance inquietante nei panni di un protagonista che non si pone limite e considera il mondo un giocattolo da strapazzare a proprio piacimento.

Il film, tra le altre cose, analizza il rapporto malato tra media, spettacolarizzazione della violenza e ambizione personale. Il risultato è un racconto gelido e disturbante che lascia il segno. Dan Gilroy non realizza un film dal 2019, ma speriamo di poterlo nuovamente vedere dietro la macchina da presa.

La promessa dell’assassino (2007)

David Cronenberg affronta il mondo della criminalità organizzata russa con uno dei suoi film più cupi, con Viggo Mortensen nei panni un enigmatico autista legato alla mafia del’Est europeo, coinvolto in una vicenda fatta di segreti, tradimenti e lotte di potere.

La regia asciutta e l’atmosfera nerissima rendono ogni scena carica di tensione. Celebre la brutale sequenza del combattimento nei bagni turchi, ancora oggi una delle più realistiche e scioccanti viste in un film crime contemporaneo.

In perfetta continuità con i precedenti film di Cronenberg, anche per il protagonista di questo film la fisicità riveste un ruolo di primaria importanza. Il corpo di Nikolai è infatti ricoperto da 43 vistosi tatuaggi e Mortensen ha dovuto studiarne la simbologia grazie a un libro e al documentario girato nelle prigioni russe da Alix Lambert.

Blue Ruin (2013)

Piccolo cult indipendente diretto da Jeremy Saulnier, Blue Ruin è una straordinaria storia di vendetta. Il protagonista è un uomo apparentemente incapace di affrontare il mondo, che decide di regolare i conti con il responsabile della morte dei suoi genitori. A differenza di molti revenge movie, qui non ci sono eroi invincibili né piani perfetti. Ogni scelta genera conseguenze devastanti e ogni atto di violenza è carico di presagi nefasti. Un film essenziale, realistico e sorprendentemente emotivo.

Nonostante il modesto successo di critica di Murder Party (2007), il regista stava per arrendersi al fatto che non avrebbe potuto proseguire una carriera cinematografica. Grazie anche all’incoraggiamento dell’amico di una vita Macon Blair, che interpreta il protagonista, decise però di non demordere e finanziare questo Blue Ruin con i risparmi di famiglia e una campagna Kickstarter.

Dragged Across Concrete (2018)

S. Craig Zahler costruisce un crime durissimo e senza compromessi, interpretato da Mel Gibson e Vince Vaughn nei panni di due poliziotti sospesi dal servizio che decidono di sfruttare la loro conoscenza degli ambienti criminali per guadagnare soldi facili.

Il film procede con un ritmo deliberatamente lento e contemplativo, accumulando tensione fino a esplodere in momenti di violenza improvvisa e brutale. Cinico e controverso, Dragged Across Concrete è una riflessione amara sulla disperazione economica e sulla corruzione morale.

Anche S. Craig Zahler, dall’uscita di questo film, non ha più realizzato nulla. Le cose però stanno fortunatamente per cambiare: è stato infatti annunciato il suo prossimo progetto da regista – The Bookie & The Bruiser – e da una sua sceneggiatura sarà tratto il nuovo attesissimo film di Park Chan-wook.

Gene Hackman nel 1972
Gene Hackman nel 1972 (Foto: Wikimedia Commons/Chicago Daily News) – Newscinema.it

Il braccio violento della legge (1971)

Il film di William Friedkin rivoluzionò il poliziesco americano. Gene Hackman interpreta Jimmy “Popeye” Doyle, detective ossessionato dal catturare una banda di narcotrafficanti internazionali. La pellicola colpisce ancora oggi per il suo taglio realistico e documentaristico, oltre che per uno degli inseguimenti automobilistici più celebri della storia del cinema. Un’opera fondamentale che ha influenzato generazioni di registi e ridefinito il concetto stesso di crime movie.

Lo scontro fra “buoni e cattivi”, mutuato da classici come Il mucchio selvaggio e Gangster Story, viene reinterpretato senza alcuna carica nostalgica e retorica, giungendo a un finale sospeso, originale e amarissimo.

Cold in July (2014)

Il film diretto da Jim Mickle – e tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore Joe R. Lansdale – è un film che si trasforma continuamente, giocando con le aspettative del pubblico. Tutto comincia quando un padre di famiglia uccide un intruso entrato in casa sua. L’evento scatena una serie di conseguenze che arriveranno a coinvolgere un ex detenuto, un investigatore privato e a scoperchiare alcuni segreti inconfessabili. 

Cold in July mescola noir, thriller e dramma familiare con grande abilità, regalando colpi di scena e una tensione costante fino al suo epilogo. Il cast principale è composto da Michael C. Hall, Sam Shepard e Don Johnson.

I segreti di Wind River (2017)

Scritto e diretto da Taylor Sheridan, il film è ambientato in una riserva indiana del Wyoming, dove viene ritrovato il corpo di una giovane donna. Un cacciatore locale e un’agente federale si trovano co a indagare su un caso che rivela ferite profonde e tensioni sociali spesso ignorate. Wind River utilizza la struttura del crime per raccontare l’abbandono e l’emarginazione delle comunità native americane. Il paesaggio innevato e ostile amplifica il senso di isolamento, mentre il finale raggiunge livelli di tensione davvero notevoli.

La pellicola conclude una trilogia iniziata con Sicario e proseguita con Hell or High Water, tutti film che affrontano il tema della moderna frontiera americana. Gli amanti del lavoro di Sheridan – anche quello televisivo, da Yellowstone a Tulsa King – riconosceranno in questo suo secondo lungometraggio da regista molti dei temi centrali della sua poetica.

The Counselor – Il procuratore (2013)

Accolto in modo controverso alla sua uscita, il film di Ridley Scott merita di essere rivalutato. Il film è basato sulla prima sceneggiatura originale di Cormac McCarthy, qui anche produttore. Si tratta di una tragedia criminale in cui un avvocato decide di prendere parte a una operazione di traffico di droga convinto di poter controllare la situazione. Naturalmente le cose precipiteranno rapidamente.

Più che un thriller tradizionale, The Counselor è una riflessione cupissima sull’avidità e sull’impossibilità di sfuggire ai propri errori. Un’opera filosofica e feroce che continua a dividere il pubblico. Nel cast spiccano Michael Fassbender, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penélope Cruz e Javier Bardem.

 


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Davide Sette

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