L’INPS ha reso operativi due incentivi destinati ai datori di lavoro privati: l’esonero contributivo per l’assunzione di madri con almeno tre figli e lo sgravio per trasformare a tempo indeterminato i contratti di giovani under 35. Le misure prevedono, rispettivamente, un tetto di 8.000 euro annui e un beneficio massimo di 500 euro al mese. Le procedure per presentare le domande sono disponibili sul Portale delle Agevolazioni.
L’Istituto spiega che i due interventi “puntano a rafforzare l’occupazione stabile e a sostenere l’inclusione nel mercato del lavoro delle categorie maggiormente esposte a condizioni di fragilità occupazionale”.
Chi può ottenere lo sgravio per le assunzioni delle madri
Il primo incentivo riguarda i datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026, assumono donne con almeno tre figli di età inferiore a 18 anni e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
L’agevolazione copre il 100% dei contributi previdenziali a carico dell’azienda, entro un limite massimo di 8.000 euro all’anno per ogni lavoratrice. L’importo viene riparametrato e applicato su base mensile. Restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.
Possono accedere alla misura tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. Il beneficio si applica alle assunzioni a tempo determinato, anche in somministrazione, ai contratti a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine già agevolati.
Non rientrano nell’incentivo le pubbliche amministrazioni, il lavoro domestico e i contratti di apprendistato.
Quanto dura l’esonero per le madri con tre figli
La durata cambia in base al contratto stipulato.
Per un’assunzione a tempo determinato, anche in somministrazione, l’esonero spetta per 12 mesi dalla data di avvio del rapporto.
Quando il contratto a termine agevolato viene trasformato a tempo indeterminato, il beneficio può proseguire fino a un massimo di 18 mesi, calcolati dalla data dell’assunzione originaria.
Se la lavoratrice viene assunta direttamente a tempo indeterminato, l’esonero può essere riconosciuto per 24 mesi.
| Tipo di rapporto | Durata massima | Importo massimo |
|---|---|---|
| Tempo determinato | 12 mesi | 8.000 euro annui |
| Trasformazione a tempo indeterminato | 18 mesi dall’assunzione originaria | 8.000 euro annui |
| Assunzione a tempo indeterminato | 24 mesi | 8.000 euro annui |
| Premi e contributi INAIL | Esclusi | Non agevolati |
Come presentare la domanda per assumere una madre
La richiesta deve essere trasmessa tramite il modulo telematico “ELM3”, disponibile nel Portale delle Agevolazioni dell’INPS, in precedenza denominato DiResCo.
Dopo l’invio, l’Istituto verifica i requisiti della lavoratrice, la disponibilità delle risorse e la regolarità del rapporto di lavoro. L’azienda può utilizzare il beneficio soltanto dopo l’autorizzazione.
La misura non va confusa con gli altri interventi rivolti direttamente alle lavoratrici madri. In questo caso il destinatario dello sgravio è il datore di lavoro che effettua l’assunzione.
Quali contratti under 35 possono essere stabilizzati
Il secondo incentivo riguarda la trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine con giovani che, al momento della stabilizzazione, non abbiano ancora compiuto 35 anni e non siano mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato.
Le trasformazioni devono essere effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026. Il contratto originario deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, deve avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi e deve essere trasformato senza interruzioni.
Il beneficio spetta per lavoratori con qualifica di operaio, impiegato o quadro. Sono esclusi dirigenti, apprendisti e lavoratori domestici.
La misura riguarda soltanto la trasformazione dei contratti già esistenti. Non si applica alle nuove assunzioni a tempo indeterminato né ai nuovi rapporti a termine.
Quanto vale il bonus per gli under 35
Anche in questo caso l’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, esclusi premi e contributi INAIL.
La durata massima è di 24 mesi, con un limite di 500 euro mensili per ogni lavoratore stabilizzato. Il valore massimo teorico raggiunge quindi 12.000 euro nell’arco di due anni, a condizione che la contribuzione dovuta consenta di utilizzare per intero il tetto mensile.
Per accedere allo sgravio, il datore di lavoro deve rispettare gli obblighi contributivi, le norme sul lavoro e i trattamenti economici stabiliti dalla contrattazione collettiva. La trasformazione deve inoltre determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei 12 mesi precedenti.
Come funziona la procedura sul portale INPS
Le richieste per la stabilizzazione devono essere inoltrate tramite il Portale delle Agevolazioni, utilizzando la sezione “Incentivi decreto Lavoro 2026 – Articolo 4 – ESTA”.
L’accesso avviene con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.
Quando la domanda riguarda una trasformazione già effettuata, l’INPS comunica l’accoglimento e l’importo autorizzato. Se il passaggio a tempo indeterminato non è ancora avvenuto, l’Istituto calcola il beneficio, accantona le risorse e invita l’azienda a completare la trasformazione e a trasmettere la comunicazione obbligatoria entro dieci giorni.
Le differenze tra le due agevolazioni
| Misura | Lavoratori interessati | Operazione agevolata | Beneficio |
|---|---|---|---|
| Esonero madri | Donne con almeno tre figli minori di 18 anni, senza impiego regolare da sei mesi | Assunzione a termine, a tempo indeterminato o trasformazione | 100% dei contributi, fino a 8.000 euro annui |
| Stabilizzazione giovani | Under 35 mai occupati a tempo indeterminato | Trasformazione da tempo determinato a indeterminato | 100% dei contributi, fino a 500 euro mensili |
| Periodo operativo | Dal 1° gennaio 2026 per le madri | Dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 per gli under 35 | Durata variabile |
| Esclusioni comuni | Lavoro domestico e apprendistato | Lavoro domestico, apprendistato e dirigenti | Premi e contributi INAIL |
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