«La RSU vive la fabbrica ogni giorno». Tiziano Franceschetti racconta il sindacato dentro Beko Europe



«Le RSU sono le rappresentanze sindacali unitarie. In sostanza siamo i sindacalisti che vivono nei posti di lavoro», spiega Tiziano Franceschetti, ospite alla Materia del giorno, chiarendo fin dall’inizio il significato di una sigla spesso citata nelle cronache economiche e sindacali ma non sempre conosciuta nel suo funzionamento concreto.
Dietro la sigla RSU c’è dunque il lavoro quotidiano di chi vive la fabbrica, ascolta i lavoratori e si confronta con l’azienda. Franceschetti è il coordinatore della Fim Cisl dei laghi nello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno, uno dei più importanti poli produttivi italiani dedicati agli elettrodomestici da incasso.

UNA RETE DI DELEGATI

Quella di Cassinetta è una realtà particolare. Lo stabilimento occupa oggi oltre 1.600 persone, mentre negli anni passati superava le 2.000 unità. Per questo motivo l’organizzazione sindacale interna è articolata in una rete di delegati distribuiti nei diversi reparti, coordinati da una figura di raccordo. «Io sono il collante dei delegati della Fim Cisl», racconta Franceschetti, sottolineando come un’organizzazione di queste dimensioni richieda una presenza capillare per garantire supporto ai lavoratori.
Il rapporto tra la Fim e i confederali della Cisl dei Laghi è costante. Franceschetti, già componente della segreteria della Fim, spiega che in una multinazionale come Beko il confronto con l’organizzazione sindacale territoriale è quotidiano. Non soltanto per affrontare le relazioni industriali, ma anche per garantire servizi e affrontare questioni di natura politica, previdenziale e fiscale.

UNA POPOLAZIONE CHE INVECCHIA ANCHE IN FABBRICA

Le richieste dei lavoratori sono numerose e molto diverse tra loro. Dalle pratiche per la dichiarazione dei redditi ai servizi di patronato, fino ai problemi più strettamente legati alla vita lavorativa: ferie, spostamenti di mansione, questioni organizzative e, sempre più spesso, problematiche di salute. «La popolazione italiana sta invecchiando e l’età pensionabile si allontana. Di conseguenza cresce la necessità di tutelare lavoratori che non sono più giovanissimi», osserva il sindacalista. Accanto all’attività di assistenza c’è quella della contrattazione. In una grande multinazionale il dialogo con il management richiede competenze elevate. «I manager conoscono perfettamente il contratto nazionale e la legislazione del lavoro. Si parte spesso da posizioni molto distanti, ma se entrambe le parti hanno la volontà di confrontarsi si arriva alla mediazione migliore possibile».

LE VICISSITUDINI DELLO STABILIMENTO DI CASSINETTA

Franceschetti ha vissuto in prima persona le profonde trasformazioni dell’azienda: dalla fusione tra Whirlpool e Indesit fino al passaggio a Beko Europe. Cambiamenti che hanno modificato non soltanto gli assetti industriali, ma anche lo stile delle relazioni sindacali. «Il mercato dell’elettrodomestico è diventato molto più difficile. La concorrenza asiatica è aggressiva e i prodotti arrivano in Europa con prezzi molto competitivi. Bisogna inventare ogni giorno soluzioni nuove per restare sul mercato».
La tutela dei diritti, però, resta l’obiettivo principale. «Per difendere i lavoratori bisogna anche mantenere un’azienda sana e operativa. Se non c’è il lavoro, non ci sono nemmeno i diritti».

VOLUMI PRODUTTIVI INSUFFICIENTI

Il tema delle dimensioni produttive è centrale. Franceschetti ricorre all’esempio di un condominio per spiegare la situazione di Cassinetta: se diminuiscono i prodotti realizzati, aumentano inevitabilmente i costi fissi da sostenere. Per questo il mantenimento dei volumi produttivi rappresenta una condizione indispensabile per garantire competitività allo stabilimento. Secondo il sindacalista, proprio la specializzazione nei prodotti da incasso dedicati al “caldo” rappresenta uno degli elementi sui quali Beko ha deciso di investire, riconoscendo il valore delle competenze sviluppate negli anni nello stabilimento varesino.

LE QUALITÀ DEL BUON SINDACALISTA

Alla domanda sulle qualità necessarie per essere un buon rappresentante sindacale, Franceschetti indica innanzitutto la capacità di ascolto e la disponibilità. «Non è un lavoro che finisce alle cinque del pomeriggio. I problemi delle persone non hanno un orario». Servono anche fantasia nel trovare soluzioni, studio continuo delle normative, conoscenza del contratto nazionale e attenzione a ciò che accade nell’economia mondiale, perché anche gli scenari internazionali possono influire direttamente sul futuro dell’azienda.
Tra gli strumenti entrati ormai nella quotidianità del sindacalista c’è anche l’intelligenza artificiale. Franceschetti racconta di utilizzarla, ad esempio, nella preparazione dei comunicati, sottolineando però come la qualità delle risposte dipenda sempre dalla qualità delle informazioni inserite. Guardando ai giovani, il suo invito è chiaro: avvicinarsi al sindacato.

IL RICAMBIO GENERAZIONALE DEL SINDACATO

«Abbiamo bisogno di un ricambio generazionale. È un’esperienza che rifarei perché mi ha permesso di imparare molto, di formarmi e di conoscere tante persone». Ripensando ai momenti più intensi della sua esperienza, Franceschetti indica la trattativa che ha evitato la chiusura della fabbrica frigoriferi di Cassinetta come una delle soddisfazioni più grandi. Un risultato importante, anche se il futuro presenta ancora molte incognite. «Quest’autunno potrebbe essere una stagione complicata. I volumi tardano ad arrivare e il mercato è fermo. La partita non è ancora finita».
Infine il legame personale con lo stabilimento. Entrato in fabbrica a 18 anni, ricorda ancora l’emozione del primo giorno in una Cassinetta che allora occupava circa cinquemila persone. «Tutta la mia famiglia ha lavorato qui. La sento una fabbrica mia. Sarebbe un peccato perdere una realtà così importante per il territorio».

 





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