Gianfranco Battisti, oggi amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo “Falcone Borsellino”, è stato chiamato a guidare la società nella delicata fase del processo di privatizzazione.
È tra i più autorevoli manager italiani nel settore delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, con una consolidata esperienza nella guida di grandi organizzazioni complesse e nei processi di trasformazione industriale, innovazione e sviluppo internazionale.
Già amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha promosso la crescita, l’internazionalizzazione e lo sviluppo di un modello integrato di mobilità sostenibile. Attualmente è componente del consiglio di amministrazione di Fincantieri, dove presiede il Comitato Nomine e Corporate Governance, componente del consiglio di amministrazione della Luiss Business School e docente di Economia e Management dei Trasporti nei master della scuola, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di manager.
La sua attività si distingue per una visione strategica che considera le infrastrutture un fattore determinante di competitività, innovazione e sviluppo economico. Convinto sostenitore dell’integrazione tra mobilità, logistica, sostenibilità e capitale umano, promuove un modello di crescita capace di creare valore per i territori, attrarre investimenti e rafforzare il ruolo dell’Italia nei grandi corridoi economici internazionali. Capitalist lo ha intervistato.
Qual è la sua visione per fare dell’aeroporto di Palermo un hub strategico del Mediterraneo?
“La mia visione è che Palermo diventi molto più di un aeroporto efficiente: deve affermarsi come una piattaforma strategica per la mobilità, il turismo, il commercio e gli investimenti in Sicilia.
La posizione geografica dell’Isola rappresenta un vantaggio competitivo straordinario che oggi possiamo finalmente trasformare in un’opportunità di sviluppo.
Ritengo che gli aeroporti non siano più soltanto infrastrutture di trasporto, ma motori di crescita economica, capaci di attrarre imprese, generare occupazione qualificata e rafforzare la competitività dei territori.
Per questo il nostro obiettivo è costruire uno scalo sempre più internazionale, connesso ai principali mercati europei e intercontinentali e in grado di competere con i grandi aeroporti del Mediterraneo.
Nel futuro non vinceranno gli aeroporti più grandi, ma quelli capaci di integrare infrastrutture, innovazione, sostenibilità e qualità dei servizi. È questa la direzione che abbiamo scelto”.
Quali investimenti ritiene prioritari nei prossimi cinque anni?
“I prossimi cinque anni saranno decisivi per consolidare il ruolo dell’aeroporto di Palermo come una delle principali infrastrutture del Mediterraneo.
Gli investimenti dovranno seguire una visione industriale chiara: aumentare la capacità dello scalo, migliorarne l’efficienza e prepararlo alle trasformazioni del trasporto aereo dei prossimi decenni.
Il primo obiettivo riguarda il completamento del piano di sviluppo infrastrutturale, con l’ampliamento del terminal, il rafforzamento delle aree operative e commerciali, la digitalizzazione dei processi e il miglioramento continuo dell’esperienza del passeggero.
Un secondo asse strategico riguarda la transizione energetica. Investiremo nelle infrastrutture dedicate ai carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) e predisporremo lo scalo ad accogliere le tecnologie del futuro, dall’idrogeno ai nuovi sistemi di propulsione a basse emissioni.
Grande attenzione sarà dedicata anche all’intelligenza artificiale, alla gestione intelligente dei dati e all’automazione dei processi, strumenti che consentiranno di migliorare sicurezza, efficienza operativa, manutenzione predittiva e qualità dei servizi.
Infine, intendiamo rafforzare il ruolo dello scalo come piattaforma logistica del Mediterraneo, sviluppando il cargo, l’intermodalità e i servizi alle imprese.
La nostra ambizione non è semplicemente avere un aeroporto più grande, ma costruire un’infrastruttura capace di generare valore, attrarre investimenti e accompagnare la crescita della Sicilia”.
Che impatto avrà la privatizzazione di Gesap sulla competitività dello scalo?
“La valorizzazione di Gesap non è un’operazione finanziaria, ma una scelta di politica industriale.
L’obiettivo è individuare un partner internazionale capace di portare capitali, competenze manageriali, relazioni commerciali e una rete globale di opportunità.
La presenza pubblica continuerà a garantire la tutela dell’interesse generale e il legame con il territorio, mentre il partner industriale consentirà di accelerare gli investimenti, ampliare il network delle compagnie aeree e aumentare la competitività internazionale dello scalo.
Oggi la competizione non è più tra singoli aeroporti, ma tra sistemi aeroportuali. Per essere protagonisti occorrono dimensione internazionale, capacità di investimento e una governance moderna”.
Quale contributo può dare l’aeroporto alla crescita del Pil e dell’occupazione in Sicilia?
“Un aeroporto moderno è uno straordinario moltiplicatore di sviluppo.
Ogni nuovo collegamento genera effetti positivi sul turismo, sull’export, sugli investimenti, sulla logistica e sull’attrattività del territorio.
L’aeroporto crea occupazione diretta e indiretta, favorisce la nascita di nuove imprese, sostiene il sistema produttivo e rende la Sicilia più competitiva nei confronti dei mercati internazionali.
Più connettività significa più opportunità per cittadini, imprese e giovani”.
Come si possono attrarre nuove compagnie aeree e collegamenti a lungo raggio?
“Le compagnie aeree investono dove trovano affidabilità, capacità di programmazione e prospettive di crescita.
Gli incentivi possono favorire una decisione, ma non sono mai sufficienti.
Occorrono infrastrutture moderne, una gestione efficiente, stabilità regolatoria, una domanda di traffico in crescita e una visione industriale di lungo periodo.
Le rotte intercontinentali rappresentano il naturale sviluppo del percorso intrapreso. Palermo ha tutte le caratteristiche per intercettare una domanda crescente e rafforzare il proprio ruolo nel sistema aeroportuale europeo”.
Qual è il ruolo dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale nella gestione aeroportuale?
“L’intelligenza artificiale rappresenterà uno dei principali fattori di trasformazione degli aeroporti del futuro.
L’analisi dei dati consentirà di prevedere i flussi dei passeggeri, ottimizzare l’utilizzo delle risorse, migliorare la sicurezza, ridurre i consumi energetici e programmare la manutenzione prima che si verifichino criticità.
La tecnologia non sostituirà il valore delle persone. Al contrario, renderà il lavoro più qualificato e permetterà di offrire servizi sempre più efficienti e personalizzati”.
Che rapporto deve esserci tra aeroporti, porti e alta velocità ferroviaria?
“La competitività della Sicilia dipenderà sempre di più dalla capacità di integrare le proprie infrastrutture.
Aeroporti, porti, rete ferroviaria e logistica devono essere progettati come un unico sistema della mobilità, capace di mettere in connessione persone, merci e imprese.
Solo una vera intermodalità può ridurre i costi logistici, aumentare l’accessibilità dell’isola e rafforzarne il ruolo nel Mediterraneo”.
Come valuta l’evoluzione del turismo verso la Sicilia nei prossimi dieci anni?
“Sono convinto che la Sicilia abbia davanti un decennio di grandi opportunità.
La vera sfida non sarà soltanto aumentare il numero dei visitatori, ma attrarre un turismo di qualità, destagionalizzare i flussi, valorizzare le aree interne e creare un sistema turistico sempre più integrato con le infrastrutture di trasporto.
L’aeroporto sarà uno degli strumenti fondamentali per accompagnare questa crescita”.
Quale messaggio vuole lanciare agli investitori?
“La Sicilia sta vivendo una stagione nuova.
Oggi offre stabilità, grandi opportunità di investimento e un posizionamento geografico che nessun altro territorio europeo possiede.
Chi guarda alla Sicilia non deve più vedere una periferia dell’Europa, ma una piattaforma strategica al centro delle nuove rotte economiche del Mediterraneo.
Le infrastrutture, il turismo, la logistica, l’energia e l’innovazione rappresentano settori con enormi potenzialità di crescita.
Il nostro compito è creare le condizioni affinché gli investitori trovino trasparenza, efficienza, tempi certi e una visione di lungo periodo.
Chi investirà oggi in Sicilia non accompagnerà soltanto la crescita dell’isola, ma parteciperà alla costruzione di una nuova centralità economica del Mediterraneo”.
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Daniela Salemi
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