Il conto alla rovescia è partito. Il prossimo 4 settembre il governo guidato da Giorgia Meloni diventerà ufficialmente il più longevo della storia repubblicana, superando il precedente record di durata. Un traguardo che Fratelli d’Italia ha deciso di trasformare in un grande appuntamento politico, organizzando una manifestazione nazionale al porto di Bari, dove alle 19 interverrà la presidente del Consiglio. L’obiettivo è duplice: celebrare un primato destinato a entrare nei libri di storia e rilanciare l’azione dell’esecutivo in vista dell’ultimo tratto della legislatura. La parola d’ordine è “stabilità”, un concetto che per decenni è sembrato quasi estraneo alla politica italiana, segnata da governi di breve durata e continui cambi di maggioranza. Secondo quanto filtra dagli organizzatori, l’iniziativa non sarà soltanto una festa di partito, ma un’occasione per ripercorrere i risultati che la maggioranza rivendica in questi quasi quattro anni di governo: dall’occupazione ai conti pubblici, dalla riduzione degli sbarchi irregolari alle politiche per le imprese, passando per il PNRR, gli investimenti strategici e il rafforzamento del ruolo internazionale dell’Italia. La scelta di Bari non è casuale.
Il Mezzogiorno è diventato uno dei terreni su cui l’esecutivo rivendica i maggiori risultati, a partire dalla ZES Unica e dalle misure di semplificazione amministrativa che, secondo il governo, hanno contribuito ad aumentare l’attrattività degli investimenti. Un messaggio che Fratelli d’Italia vuole lanciare anche in vista delle prossime sfide economiche. Ma il significato politico dell’appuntamento va oltre il bilancio di governo. Il record di longevità rappresenta infatti una risposta a chi, all’indomani delle elezioni del 2022, prevedeva una crisi nel giro di pochi mesi. In questi anni la maggioranza ha attraversato tensioni internazionali, una difficile fase economica, il confronto con Bruxelles sui dossier più delicati e numerose prove parlamentari senza mai mettere realmente in discussione la propria tenuta.
Anche sul piano internazionale Giorgia Meloni arriva all’appuntamento forte di una credibilità riconosciuta ben oltre i confini nazionali. Negli ultimi anni i principali media stranieri hanno spesso descritto la premier come una delle figure politiche più influenti del panorama europeo, sottolineandone il ruolo nei rapporti transatlantici, nella gestione delle crisi internazionali e nei negoziati europei. Il 4 settembre, dunque, non sarà soltanto una celebrazione simbolica. Sarà anche l’occasione per aprire una nuova fase politica. Con il traguardo del governo più longevo ormai raggiunto, Fratelli d’Italia punta a trasformare la stabilità in un argomento elettorale, sostenendo che proprio la continuità dell’azione di governo abbia consentito all’Italia di rafforzare la propria posizione economica e diplomatica. La manifestazione di Bari si preannuncia quindi come molto più di un evento celebrativo: sarà una dimostrazione di forza politica e organizzativa, con l’obiettivo di rilanciare il messaggio che il centrodestra intende portare fino alla conclusione della legislatura e, verosimilmente, alla prossima campagna elettorale.
Ma al di là del primato e della festa barese, Con il ritorno alla piena attività dopo la pausa estiva, il governo Meloni si troverà a dover affrontare un’agenda carica di questioni delicate. Il dossier di settembre è particolarmente complesso, con temi che rendono l’autunno imminente decisamente impegnativo, tra cui la riforma della Rai, il difficile capitolo delle concessioni balneari, le elezioni regionali e la questione delle carceri.
Tra le priorità del governo, come detto, c’è la riforma della Rai, una questione che continua a generare tensioni all’interno della maggioranza. La votazione per la nomina dei due consiglieri di amministrazione è fissata per il 12 settembre, ma potrebbe slittare ulteriormente a causa delle divisioni interne e della necessità di raggiungere un accordo con le opposizioni.
Un altro tema caldo sul tavolo del governo riguarda le concessioni balneari. La nuova bozza del disegno di legge, pubblicata negli scorsi giorni da Mondo Balneare, sito di riferimento dei titolari di concessione sulle spiagge italiane, propone, tra le principali misure, la proroga delle concessioni attuali fino a cinque anni, l’introduzione di indennizzi, e gare per l’assegnazione delle concessioni con durate che variano dai cinque ai vent’anni, con l’obbligo per ogni regione di mantenere almeno il 15% dei litorali liberi da assegnare. Tuttavia, il testo potrebbe subire importanti modifiche soprattutto poiché è improbabile che proroghe così lunghe vengano accettate da Bruxelles, che chiede da tempo gare immediate per il rinnovo delle concessioni.
Settembre sarà anche un mese decisivo per le elezioni regionali. La Liguria dovrebbe andare al voto il 27 e 28 ottobre, l’Emilia Romagna il 17 e 18 novembre, mentre l’Umbria non ha ancora ufficializzato i giorni in cui si andrà alle urne. L’ipotesi di un election day per accorpare i tre appuntamenti, messa in campo dal centrodestra, sembra essersi allontanata. Considerato il nodo tecnico della Liguria, che deve votare necessariamente entro ottobre, è necessario l’accordo di tutte le Regioni coinvolte ad anticipare le consultazioni al 27 e 28 ottobre. Tuttavia, questo accordo non si è ancora concretizzato.
Nel frattempo, deve ripartire anche il cantiere delle riforme, con particolare attenzione al fronte della giustizia. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere è una delle priorità, ma il dibattito è acceso anche a causa dell’emergenza legata al sovraffollamento delle carceri e al crescente numero di suicidi tra i detenuti. Dopo il decreto di luglio, sono in fase di valutazione ulteriori interventi più strutturali.
L’autunno è anche la stagione della manovra di Bilancio. Il governo dovrà presentare la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef) entro il 27 settembre, che costituirà la base per la legge di Bilancio.
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Macario Tinti
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