Al via in Calabria il restauro di Piedigrotta


C’è un luogo incantato che si incastona nel Golfo di Sant’Eufemia, lungo la costa calabra affacciata sul Tirreno. Una piccola chiesa rupestre, costruzione ipogea scavata nella roccia sedimentaria a ridosso del mare. Vista mozzafiato, file di scogli, l’intimità di una caletta cristallina, le Isole Eolie all’orizzonte e questa anomala costruzione che s’incastona nel luminoso paesaggio di Pizzo, quasi a protezione. La Chiesa di Piedigrotta, celebre sito devozionale sottoposto a tutela storico-artistica e, per sua natura, anche a vincolo paesaggistico e ambientale, è figlia di una leggenda popolare e poi di una straordinaria opera di creatività spontanea, ascrivibile al campo dell’Outsider Art.

Pizzo Calabro, la chiesa rupestre di Piedigrotta – iscrizione su marmo all’ingresso. Ph. HM

I nuovi Musei Civici e il budget per restaurare Piedigrotta

Oggi questo santuario scavato nella tenera roccia e nobilitato da un visionario teatro scultoreo, si appresta a beneficiare di un importante restauro conservativo. Dopo una lunga procedura, avviata nel novembre 2025 dall’amministrazione comunale di Pizzo, potrà essere speso il finanziamento di 1,85 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione Calabria, parte dei fondi stanziati per la tutela, la messa in sicurezza e la valorizzazione del patrimonio culturale e costiero regionale. L’accordo siglato di recente individua nella Soprintendenza di Reggio Calabria il soggetto beneficiario, in quanto responsabile dei restauri: entro il 31 dicembre 2028 dovranno essere completate tutte le fasi, dalla progettazione agli studi tecnici, dai lavori effettivi e al collaudo e alla rendicontazione finale.
Obiettivo raggiunto dunque grazie alla sinergia tra istituzioni, con il Comune di Pizzo in prima linea, già da tempo deciso ad assumersi la responsabilità diretta del bene: risale al 30 agosto 2024 la delibera di giunta che affidava all’amministrazione comunale la gestione del Castello Aragonese e della Chiesa di Piedigrotta, fino ad allora in carico alla cooperativa esterna Kairos; con la successiva delibera del 18 novembre 2024 venivano istituiti i Musei Civici di Pizzo – guidati da Mariangela Preta, archeologa e storica dell’arte – che oltre alla Chiesa e a lCastello comprendono il Palazzo della Cultura e il Museo della Tonnara.

La leggenda dei naufraghi devoti alla Madonna di Piedigrotta

L’investimento punterà a preservare un sito tra i più suggestivi e visitati della Calabria. L’origine di questo luogo si perde tra storie tramandate di bocca in bocca e mai documentate. Si narra che intorno alle metà del ‘600 un veliero proveniente da Napoli, giunto all’altezza della costa calabra tra le acque del Mar Tirreno, venne travolto da una furiosa tempesta. L’equipaggio fece voto alla Madonna di Piedigrotta, oggetto di un antico culto partenopeo, rivolgendosi a un quadro custodito nella cabina del Capitano: se la Vergine li avesse salvati avrebbero edificato una cappella in suo onore nell’area del miracoloso approdo. E così accadde. L’imbarcazione impattò contro gli scogli e andò in pezzi, ma i marinai riuscirono a nuotare sino alla spiaggetta più vicina, dove tennero fede alla promessa: scavata nella roccia una buca, vi depositarono il dipinto con l’intenzione di tornare per realizzarvi il tempietto votivo. Altre mareggiate giunsero su quel lembo di sabbia, ma l’icona continuava a tornare lì, sospinta dalle onde, nel punto in cui la grazia era sopraggiunta. E lì si scavò a lungo, fino a far emergere una grotta trasformata in luogo di devozione.

In Calabria si restaura Piedigrotta, la celebre chiesa rupestre che è un gioiello di outsider art
Ritratto di Angelo Barone

La chiesa rupestre di Pizzo diventa un’opera di Outsider Art

Verso la fine dell’800 inizia il secondo tempo della storia. Protagonista è un artista locale, di mestiere commerciante, proprietario una piccola cartoleria in paese. Non un professionista dell’arte, ma un appassionato di scultura che si era messo in testa di realizzare la sua magnum opus in quella grotta misteriosa, satura di memorie sacre. Si chiamava Angelo Barone, quello che oggi chiameremmo un artista irregolare, un outsider, autodidatta e visionario, caparbio fino all’ossessione. Mosso da fuoco della creatività e della fede, armato di vanga e piccone, Barone impiegò il resto della sua vita per dare corpo a quell’immagine che gli era sbocciata in testa: portava così alla luce grossi blocchi di roccia e li scolpiva, facendo affiorare incredibili iconografie religiose. Statua dopo statua trasformò la grotta in una cattedrale, intitolata al racconto di storie del vangelo: la Natività con il Presepe, la pesca Miracolosa, episodi delle vite di Gesù e dei Santi.
Alla sua morte, nel 1915, fu il figlio Alfonso – fotografo e pittore – a continuare l’opera interrotta, realizzando altri gruppi scultorei, capitelli con angeli, bassorilievi, poi dipingendo affreschi sulla volta della navata centrale e su quella dell’Altare Maggiore. Alfonso Barone per quarant’anni si dedicò a quella follia progressiva iniziata dal padre e nessuno, dopo di lui, pensò mai di riprendere il lavoro o di apportare delle variazioni. Ci fu solo un nipote emigrato in Canada, Giorgio Barone, che al suo ritorno in Calabria, nel 1969, volle scolpire in un angolo due grandi effigi di Papa Giovanni XXIII e il Presidente Kennedy. Fu quello l’ultimo gesto artistico consumatosi nella chiesa incantata di Piedigrotta.

In Calabria si restaura Piedigrotta, la celebre chiesa rupestre che è un gioiello di outsider art
Pizzo Calabro, la chiesa rupestre di Piedigrotta – ingresso. Ph. HM

Gli interventi per preservare il fragile sito di Piedigrotta

L’intervento conservativo odierno interesserà certamente l’ampio corpus di statue, in più punti compromesso già mezzo secolo fa: proprio il nipote di Alfonso aveva tentato, con i suoi semplici mezzi, di recuperare gli elementi maggiormente danneggiati. Ma il progetto imminente andrà ben oltre. Prioritario è infatti il consolidamento del sito ricavato nella fragile roccia arenaria, composta da micro granuli di sabbia cementatisi nei secoli: un materiale che tende a sfaldarsi e che le naturali infiltrazioni d’acqua salata mettono a dura prova, insieme all’umidità e all’azione del vento. La lenta erosione delle coste che via via sta restringendo le spiagge del golfo, costituisce un ulteriore motivo di instabilità e di rischio. Su questo fronte dovranno agire i tecnici della Soprintendenza, predisponendo sistemi di controllo dell’umidità, di rinforzo della roccia e di protezione del tratto costiero.
L’aura mistica, magica, leggendaria di Piedigrotta, unita a quell’identità genuinamente popolare e all’incontaminato contesto naturale, ne fanno un unicum artistico, paesaggistico e antropologico: in questo luogo di fervore e di memoria, di fede e di meditazione, il genio creativo è stato forza di spirito e d’istinto, non riconducibile a nessun fine, a nessuna ragione e formazione. Un tempio fragile, una preghiera in forma di sacro rifugio, il cui possibile destino di sparizione andrà arginato con ogni mezzo e massima cura.

Helga Marsala

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