La Consob, l’Autorità che vigila sulla trasparenza e sul corretto funzionamento dei mercati finanziari, ha pubblicato il suo primo Rapporto di sostenibilità, affiancando alla Relazione annuale un documento dedicato agli impatti ambientali, sociali e di governance della propria organizzazione. L’obiettivo è rendicontare in modo strutturato le iniziative avviate per ridurre l’impronta ambientale, valorizzare il capitale umano e rafforzare i presìdi di integrità, trasparenza e sicurezza che sostengono l’attività istituzionale.
L’iniziativa si inserisce nel Piano Strategico 2025-2027, che individua la transizione sostenibile, insieme a quella digitale, come uno dei due fattori trasversali dell’azione dell’Istituto. Il Rapporto, elaborato ispirandosi agli standard europei di rendicontazione della sostenibilità (Esrs) e adattato alle specificità di un’Autorità indipendente che opera prevalentemente attraverso il proprio capitale umano, si articola lungo le tre dimensioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, restituendo una rappresentazione organica e comparabile dei propri impatti nel biennio 2024-2025.
Va ricordato che, nel campo della finanza sostenibile, l’Autorità svolge un ruolo rilevante nell’applicazione della normativa europea. Tra i suoi compiti rientrano la supervisione della rendicontazione ESG delle società quotate, la verifica dell’operato dei revisori incaricati dell’attestazione di sostenibilità e il controllo che le informazioni relative ai prodotti finanziari con caratteristiche ESG siano chiare, accurate e non fuorvianti. L’autorità vigila inoltre affinché gli intermediari tengano conto delle preferenze di sostenibilità degli investitori, contrastando fenomeni di greenwashing e mis-selling e contribuendo, attraverso l’attività di vigilanza e regolamentazione, a rendere i mercati finanziari più trasparenti, affidabili e capaci di sostenere la transizione verso un’economia sostenibile.
La misurazione delle performance ambientali, sociali e di governance completa questo percorso, offrendo una visione integrata dell’impatto dell’Istituto e rendendo più coerente l’approccio alla sostenibilità.
Emissioni: Scope 2 azzerate
Il profilo emissivo della Consob è contenuto, in linea con quello di un’organizzazione di servizi, i cui principali impatti ambientali derivano dalla gestione delle sedi, dalle infrastrutture tecnologiche e dai consumi energetici. Negli ultimi anni l’Autorità ha realizzato interventi di efficientamento nelle sedi di Roma e Milano, tra cui l’illuminazione a LED, l’ottimizzazione degli impianti di climatizzazione e la riduzione dei consumi nelle ore notturne. È inoltre in corso la sostituzione degli infissi della sede di Roma per migliorare l’efficienza energetica. Sul fronte delle emissioni, le Scope 2 sono state azzerate grazie all’approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate, mentre le Scope 3, legate soprattutto alla mobilità del personale e alla catena del valore, rappresentano la quota prevalente dell’impronta carbonica e costituiscono la principale area di intervento per le future strategie di riduzione.
La dimensione climatico-energeticaè stata analizzata lungo i tre livelli previsti dal Ghg Protocol: emissioni dirette (Scope 1), emissioni da energia acquistata (Scope 2) ed emissioni lungo la catena del valore (Scope 3).
Le emissioni Scope 2 sono state azzerate grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili certificate. La quota principale delle emissioni Scope 3 (circa l’80% del totale) è riconducibile alla mobilità del personale, con particolare riferimento agli spostamenti casa-lavoro e ai viaggi di lavoro.
Parità di genere e inclusione
La Consob considera il capitale umano una leva strategica per lo svolgimento delle proprie funzioni di vigilanza e regolazione. Le politiche del personale puntano a rafforzare competenze, benessere organizzativo e pari opportunità attraverso programmi di formazione continua, strumenti di flessibilità e welfare, iniziative dedicate a diversità e inclusione, come la Commissione paritetica e lo Sportello di ascolto, e presìdi di integrità, tra cui il sistema di whistleblowing.
L’obiettivo è promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, orientato alla crescita professionale e alla valorizzazione delle persone.
Il Rapporto evidenzia una sostanziale parità di genere tra i 672 dipendenti dell’Autorità, con il 50,6% di uomini e il 49,4% di donne. Anche nei ruoli manageriali la presenza femminile raggiunge il 43,4%. Nel 2025 sono state inoltre rafforzate le iniziative dedicate a diversità e inclusione, con l’istituzione di una Commissione paritetica e l’avvio sperimentale di uno sportello di ascolto per il personale.
Governance: rafforzate trasparenza e sicurezza
Sul versante della governance, il documento segnala il rafforzamento dei presìdi di trasparenza, integrità e sicurezza informatica. Nel biennio 2024-2025 non sono state registrate segnalazioni di whistleblowing né violazioni dei dati personali, mentre sono proseguiti gli investimenti per potenziare le capacità di difesa cyber dell’Istituto.
La Consob ha migliorato il proprio sistema di prevenzione della corruzione e di tutela della trasparenza, con l’obiettivo di ridurre il rischio di comportamenti illeciti e individuare tempestivamente eventuali criticità. Il presidio è affidato al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), supportato dal Servizio Compliance, mentre il quadro di controllo comprende obblighi di trasparenza amministrativa, Codici etico e di comportamento, misure per prevenire i conflitti di interesse, rotazione del personale e Patti di integrità negli appalti. È inoltre operativo un canale digitale di whistleblowing che garantisce anonimato e tutela del segnalante.
Un altro ambito che ha visto l’impegno dell’organo di vigilanza è quello della sicurezza informatica, che rappresenta uno dei pilastri dell’attività della Consob, chiamata a proteggere dati, servizi digitali e infrastrutture in un contesto di crescente esposizione alle minacce cyber. Nel 2025 l’Autorità ha ulteriormente rafforzato i propri sistemi di difesa, riuscendo a contenere gli effetti degli attacchi informatici e a migliorare le capacità di rilevazione e risposta agli incidenti. Tra le principali iniziative figurano l’aggiornamento delle procedure di sicurezza, test periodici e simulazioni di attacco, il potenziamento del monitoraggio delle minacce, la formazione del personale e il rafforzamento delle competenze specialistiche. Prosegue inoltre l’evoluzione delle infrastrutture digitali verso architetture cloud, con un impiego dell’intelligenza artificiale orientato a sicurezza, protezione dei dati ed efficienza operativa.
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Alessandra Frangi
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