La Valle d’Aosta trasforma l’intero territorio con una mostra d’arte diffusa


Il cielo sopra le Alpi non è più solo una visione poetica o immutabile: è uno spazio solcato da satelliti, droni, reti di sorveglianza e intelligenza artificiale. Parte da questo scenarioSotto il cielo di stelle. Costellazioni di arte, scienze e culture, l’ambizioso progetto di mostra diffusa curato da Fortunato D’Amico e promosso dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con Moebius edizioni.

Gilberto Zorio Stella per purificare le parole 2023 © Daniela Pellegrini Foto

L’iniziativa punta a consolidare la Valle d’Aosta come nuovo polo dell’arte contemporanea, superando il concetto di museo tradizionale per creare una rete culturale distribuita su tutto il territorio, come spiega Viviana Maria Vallet, Dirigente della Struttura patrimonio storico-artistico: “Il nostro obiettivo è di fare rete tra i musei e con il territorio, facendo uscire l’arte contemporanea dalle sue pareti perché scavalchi i confini e renda la regione sempre più protagonista“.

“Sotto il cielo di stelle”: il Castello Gamba a Châtillon

Il progetto funziona come un vero e proprio sistema planetario: le sedi espositive non sono luoghi isolati, ma “stazioni” tematiche collegate tra loro in rete. Il viaggio parte dal Castello Gamba a Châtillon, capofila del contemporaneo valdostano con la sezione Stazione orbitante. Qui, attorno ad Orbita — la monumentale installazione luminosa che dal 2022 avvolge la torre del castello, opera di Massimo Uberti (artista scomparso nel 2024) —, si muovono le visioni di maestri del calibro di Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini e Franco Perrotti. A spiegare il senso profondo di questo approccio è lo stesso curatore, Fortunato D’Amico: “Perché ‘Sotto il cielo di stelle’? Raccontare il cielo come una visione romantica o meramente poetica non renderebbe giustizia a ciò che è oggi. Il vero tema è che questo cielo è stato antropizzato: ci sono i satelliti, la stazione spaziale, i droni che fanno la guerra. È uno spazio ‘appropriato’. Pensare di fare una mostra sul cielo senza affrontare questi temi significa non parlare davvero di arte e cultura contemporanea“.

“Sotto il cielo di stelle”: MEGA Museo di Aosta

Dalle altezze di Châtillon il percorso scende nelle viscere di Aosta, al MEGA Museo (il Parco Archeologico Megalitico), per la tappa Archeologie del cielo futuro: forse il cortocircuito più affascinante del progetto. Nel parco megalitico di Aosta, dove oltre 6.000 anni di storia materiale incontrano il mondo contemporaneo, la preistoria si fa attualità. Come sottolinea il direttore del sito, Generoso Urciuoli, l’area sacra antica fu concepita proprio attraverso l’osservazione del cielo e delle stelle. La mostra inserisce qui le opere di Giuliana Cunéaz, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altri, creando un ponte tra l’infinitamente piccolo (nanotecnologie e microcosmo) e le mappe cosmiche dell’antichità.

Angelo Bonello Axis Mundi 2026 © Daniela Pellegrini
Angelo Bonello Axis Mundi 2026 © Daniela Pellegrini

“Sotto il cielo di stelle”: da Courmayeur alla Val Ferret

L’itinerario sale poi verso Courmayeur, toccando due luoghi fortemente simbolici: la Chiesa Valdese, dove l’artista Franco Perrotti presenta Dissuader, ovvero installazioni che rielaborano i dissuasori per volatili e le spine urbane. La colomba della pace di Noè si trasforma in un’immagine ambigua, “piccione d’acciaio” che evoca i droni, i confini e le tecnologie del controllo aereo. E poi Les Maisons de Judith in Val Ferret (purtroppo la valle è attualmente interessata da gravi limitazioni di accesso: a causa dell’accelerazione della velocità di scivolamento del ghiacciaio di Planpincieux le visite alla struttura fondata da Glorianda Cipolla sono solo su appuntamento). In questo luogo di baite solitarie risuonano i temi della coscienza planetaria con i lavori di Michelangelo Pistoletto (Terzo Paradiso, Spac3, Autoritratto di stelle), legati anche alle missioni spaziali condotte con ESA e ASI.

Fare sistema ai piedi del Monte Bianco: la visione di Courmayeur

L’operazione su Courmayeur sintetizza perfettamente la volontà delle amministrazioni di connettere il centro ai paesaggi alpini più fragili e maestosi. Come emerge dalle voci del territorio: “Abbiamo iniziato questo dialogo con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali perché ci permetteva di creare un legame tra il paese e le valli, la Val Ferret e la Val Veny”, spiega ad Artribune Nathalie Communod, Project Manager ed Event Specialist presso il Consorzio Turistico Courmayeur Mont Blanc. “È una linea che stiamo perseguendo: fare sistema tra il centro, la Skyway Monte Bianco, le vallate e le frazioni, proprio perché è un’offerta composita che merita di essere valorizzata. Da parte nostra c’è il massimo piacere a far diventare continuativa questa collaborazione con la Soprintendenza e la cultura regionale. Vogliamo proporre appuntamenti distribuiti durante tutto l’anno per dare continuità — come abbiamo fatto a Pasquetta con la mostra sull’artigianato valdostano legata alla ‘Foire de la Paquerette’. L’obiettivo è intrecciare i temi dell’arte con l’identità dei luoghi per valorizzare entrambi“.

Claudia Giraud

SOTTO IL CIELO DI STELLE. Costellazione di arte, scienze e culture

Châtillon, Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta
Località Crêt-de-Breil – 11024 Châtillon
Fino al 18 ottobre 2026
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Aosta, MegaMuseo – Museo Archeologico contemporaneo
Corso Saint-Martin-de Corléans 258, Aosta
Fino al 18 ottobre 2026
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Courmayeur, Val Ferret, Les Maisons de Judith
Fino al 23 agosto 2026
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Courmayeur, Chiesa Valdese
Piazza Petigax, Courmayeur
Fino al 27 settembre
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