È stata Serena Brancale a chiudere in musica Vinitaly and the City 2026 a Reggio Calabria. L’attesissimo concerto della cantautrice barese, andato in scena nella serata di domenica 9 agosto all’Arena dello Stretto “Ciccio Franco”, ha completato due giornate dedicate al vino calabrese, alle eccellenze agroalimentari, alla cultura e allo spettacolo. Una conclusione coinvolgente per la manifestazione che ha trasformato il Lungomare Italo Falcomatà in una grande festa a cielo aperto. Degustazioni, masterclass, cooking show, incontri con i produttori e musica dal vivo hanno accompagnato cittadini e visitatori in un viaggio tra le identità e i sapori delle cinque province calabresi.
Sul palco è arrivata una delle cantanti italiane più popolari del momento. Accolta dall’entusiasmo del pubblico, Serena Brancale ha portato a Reggio Calabria la forza della sua voce e uno stile musicale originale, costruito contaminando jazz, soul, funk, rhythm and blues e sonorità mediterranee.
Serena Brancale chiude il Vinitaly di Reggio Calabria
La grande attesa che aveva accompagnato il concerto si è trasformata in entusiasmo quando Serena Brancale ha raggiunto il palco dell’Arena dello Stretto. L’artista ha coinvolto il pubblico con la sua energia, alternando le atmosfere più raffinate e intime del proprio repertorio ai ritmi trascinanti delle canzoni diventate popolari negli ultimi anni.
Il concerto ha rappresentato il gran finale di Vinitaly and the City Reggio Calabria, approdato per la prima volta a Reggio Calabria. La serata era cominciata con la puntata speciale di “Era Ora”, trasmessa in diretta dal Lungomare da Rai Radio2 con la conduzione di Martina Martorano, prima di lasciare spazio alla musica dal vivo.
Dopo il concerto di Maria Antonietta e Colombre, protagonisti della serata inaugurale dell’8 agosto, Serena Brancale ha raccolto idealmente il testimone, chiudendo il programma con una performance capace di far convivere tecnica vocale, improvvisazione e divertimento.
Una grande festa tra musica, vino e sapori calabresi
Per due serate il Lungomare di Reggio Calabria si è trasformato in un percorso dedicato ai vini e ai prodotti del territorio. Le cinque aree tematiche riservate alle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria hanno permesso ai visitatori di conoscere cantine, vitigni autoctoni e differenti identità enologiche regionali.
Il concerto conclusivo ha raccolto lo spirito dell’intera manifestazione. La musica di Serena Brancale, profondamente mediterranea e legata alle sonorità del Mezzogiorno, ha incontrato una manifestazione nata per raccontare la Calabria attraverso il vino, la cucina e la capacità dei suoi territori di produrre cultura e bellezza.
L’Arena dello Stretto, affacciata sul mare e sulla Sicilia, ha offerto una cornice particolarmente suggestiva. Il pubblico ha cantato e ballato, lasciandosi trascinare dai ritmi dell’artista e dall’atmosfera di una notte estiva nella quale musica, enogastronomia e promozione turistica sono diventate parti dello stesso racconto.
Serena Brancale, la voce del Sud tra jazz e contaminazioni
Nata a Bari, Serena Brancale è una cantautrice, compositrice e polistrumentista profondamente legata alle proprie origini meridionali. Diplomata in canto jazz al Conservatorio di Bari e cresciuta in una famiglia di artisti, ha costruito un linguaggio musicale nel quale convivono formazione tecnica, istinto e sperimentazione.
La sua musica attraversa jazz, soul, funk, R&B e pop, aprendosi alle contaminazioni elettroniche e alle inflessioni dialettali. Il dialetto non viene utilizzato come semplice elemento folkloristico, ma come strumento ritmico ed espressivo, capace di restituire autenticità e immediatezza alle canzoni.
Il rapporto con il Sud emerge nella vocalità, nell’ironia e nella capacità di mescolare eleganza musicale e cultura popolare. La sua presenza a Reggio Calabria ha assunto così un significato particolare: una voce nata in Puglia ha concluso una manifestazione dedicata alla Calabria, celebrando attraverso la musica un Mezzogiorno contemporaneo, creativo e lontano dagli stereotipi.
Da “Baccalà” a “Il mio Paese”: un successo dopo l’altro
La svolta nella popolarità di Serena Brancale è arrivata con “Baccalà”, il brano diventato virale sui social grazie a un irresistibile incontro tra dialetto barese, groove, ironia e sperimentazione vocale. La canzone ha raggiunto un pubblico molto più vasto senza cancellare la formazione jazz dell’artista, ma trasformandola in un linguaggio immediato e riconoscibile.
Il successo è proseguito nel 2025 con “Anema e Core”, presentata in gara al Festival di Sanremo. Il brano ha unito dialetto barese e napoletano a sonorità jazz-funk, elettroniche, latine e popolari, confermando la capacità di Brancale di portare sul grande palco nazionale un’identità musicale fortemente meridionale.
Proprio “Baccalà” e “Anema e Core” sono diventate tra le canzoni più attese dal pubblico nei suoi concerti. Anche a Reggio Calabria i loro ritmi hanno alimentato il clima di festa, trasformando il Lungomare in uno spazio nel quale cantare e ballare insieme.
Nel 2026 Serena Brancale è tornata al Festival di Sanremo con “Qui con me”, mostrando il volto più intimo della propria scrittura. La canzone è una lettera dedicata alla madre scomparsa e affronta il dolore dell’assenza attraverso il ricordo, l’amore e la necessità di trasformare la nostalgia in qualcosa con cui continuare a vivere.
Il brano, nel quale il pop incontra sfumature jazz, ha ottenuto diversi riconoscimenti durante il Festival, tra cui il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla, il Premio Lunezia e il premio legato alle preferenze espresse sulle piattaforme TIM.
Tra i brani maggiormente attesi non poteva mancare “Al mio paese”, il singolo realizzato da Serena Brancale insieme a Levante e Delia. Pubblicata nella primavera del 2026, la canzone è diventata uno dei tormentoni dell’estate grazie a un ritmo immediato e a un racconto nel quale appartenenza, libertà e identità meridionale si incontrano.
Il brano riunisce tre artiste del Sud con personalità differenti: la pugliese Serena Brancale e le siciliane Levante e Delia. Un incontro tra lingue, accenti e sensibilità che celebra le radici senza rinunciare a una produzione moderna e aperta al pop contemporaneo.
Al Vinitaly di Reggio Calabria, “Al mio paese” ha trovato una cornice ideale. Cantata davanti al mare dello Stretto, al termine di una manifestazione costruita proprio per valorizzare i territori, la canzone ha rafforzato il senso di appartenenza e di festa che ha attraversato l’intero evento.
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Mirko Spadaro
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