In alto, a sinistra i tavoli della mostra | a destra: Carlo Aymonino, Il Campus di Pesaro nella Tempesta di Giorgione, 1978, china e pastelli cera, 50 × 35 cm. Courtesy Luciana Tissi
Che il tema dello (scarso) intervento pubblico sull’edilizia sociale programmata sia una questione piuttosto urgente ce lo ha ricordato, recentemente, anche la Commissione Europea, grazie all’iniziativa per gli alloggi a prezzi accessibili detta Nuovo Bauhaus Europeo: se mancano le case, infatti, tende ad indebolirsi tutta l’organizzazione sociale, costringendo sempre più nuclei familiari ad allontanarsi dai centri urbani.
Per questo, in occasione del centenario della nascita di Carlo Aymonino (1926-2010), un gruppo di storici, economisti, fotografi e architetti ha deciso di rileggere il lascito di un’epoca che torna, improvvisamente, attualissima: l’esperienza urbanistica di Pesaro che nel 1969 – e fino a metà degli anni ’80 – per una serie di fattori politici, economici e culturali, è riuscita a dare una nuova impostazione a un territorio, dotandolo di nuovi alloggi e nuovi servizi pubblici.
Un modello che merita di essere riscoperto, tra gli esempi di welfare urbano più importanti di quel periodo storico. Un lavoro che ha saputo modificare il baricentro della città, adeguandola alla nuova dimensione territoriale, raggiunta con il boom economico e lo sviluppo del distretto del mobile, e rendendola un caso di studio internazionale.
Disegno di Carlo Aymonino (courtesy eredi Aymonino)
Ecco qua un altro pezzo di città: lo scenario
Siamo alla fine degli anni Sessanta. Mentre Pesaro si trova nella sua fase di massima espansione demografica e industriale, chi la governa – Marcello Stefanini – alza lo sguardo oltre i propri confini amministrativi e sceglie di interpretare il territorio comunale come parte di un sistema transcomunale. Così include quattro comuni limitrofi (Montelabbate, Tavullia, Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo, questi ultimi due oggi riuniti nell’unità amministrativa denominata Vallefoglia) decidendo di formulare un Piano Regolatore Intercomunale, ovvero di regolare l’evoluzione dell’organizzazione spaziale nei loro territori in modo congiunto.
Nel 1969 vengono conferiti gli incarichi per condurre le indagini preliminari e inizia l’iter politico-amministrativo, che si concluderà l’8 marzo 1973, quando la Giunta regionale delle Marche approverà il Piano Intercomunale di Pesaro, il primo adottato in Italia. Nel centro storico, con opere di restauro (Casa Rossini, Rocca Costanza) e interventi di nuova costruzione (via Mazza). In periferia, realizzando il complesso scolastico che raccoglieva tre scuole superiori, un Campus collegato alla rete viaria provinciale quindi alla scala della città-territorio.
Aymonino e il Gruppo Architettura – formatosi allo Iuav nel 1968, quando Aymonino torna dopo un anno di insegnamento a Palermo, composto da Gianni Fabbri, Gianugo Polesello, Luciano Semerani, Raffaele Panella e altri – modernizzano così il capoluogo marchigiano con una visione ambiziosa in competizione diretta con il lavoro di Giancarlo De Carlo a Urbino e Rimini degli stessi anni. Con il Piano Particolareggiato del centro storico di Pesaro il gruppo si scioglie, e solo Panella rimane impegnato nel capoluogo marchigiano a dirigere il Laboratorio urbanistico fino al 1980.
Campus © photo Paolo Rosselli
Carlo Aymonino, Pesaro, Centro direzionale Benelli © ph Paolo Rosselli
Carlo Aymonino, Pesaro: centro civico: studi planimetrici, 1979, pennarello nero e rosso su carta da lucido, 70 x 86 cm. Iuav Archivio Progetti
La mostra
Curata da Manuel Orazi e promossa dal Comune di Pesaro e Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive (in collaborazione con Pesaro Musei e il patrocinio di Università Iuav di Venezia, IN/Arch Marche, OAPPC della provincia di Pesaro e Urbino) la mostra presenta i materiali d’archivio dell’assessorato ai lavori pubblici del Comune di Pesaro e dell’Archivio Progetti IUAV di Venezia: disegni, plastici, fotografie e video perlopiù inediti che raccontano l’architettura e l’urbanistica pubbliche progettate e realizzate in parte a Pesaro. Ma ripercorre anche la vicenda – unica nel suo genere, per molti motivi – che ha reso questo lavoro corale così importante, allora come oggi.
“La figura di Carlo Aymonino” commenta il curatore Manuel Orazi “si staglia nell’architettura del secondo Novecento grazie soprattutto all’esperienza pesarese dove ha coordinato il Gruppo Architettura proveniente dallo IUAV di Venezia per lavorare intorno all’ipotesi di un piano intercomunale, ovvero una città-territorio adeguata alla nuova dimensione territoriale che il distretto del mobile ha prodotto nella vallata del Foglia dopo il boom economico degli anni ’60. Le architetture del Campus scolastico, dell’housing sociale in via Mazza e del Centro Benelli, pubblicate assai all’estero per la coerenza con gli studi tipologici, meritano oggi una rilettura visto che da più parti si ritiene necessario tornare a intervenire nelle politiche urbane.”
La mostra, ospitata nella chiesa del Suffragio – edificio dodecagonale raro esempio di architettura barocca a pianta centrale, oggi parte del complesso del Centro Arti Visive Pescheria gestito dal Comune di Pesaro – si compone di un allestimento leggerissimo, disegnato da Simone Capra dello studio STARTT, con grandi tavoli-isole dove poter osservare da vicino disegni, schizzi, fotografie. E un bellissimo plastico in terracotta.
È inoltre accompagnata da un catalogo, edito Quodlibet, con contributi di Antonio Calafati, Elena Calafati, Simone Capra, Gianni Fabbri, Kersten Geers, Manuel Orazi, Paolo Rosselli.
L’ARCHITETTURA DEL WELFARE A PESARO
Il Piano intercomunale e il gruppo architettura di carlo Aymonino
19 luglio-1° novembre 2026
Chiesa del Suffragio,
Corso XI settembre 184, Pesaro
Orari
luglio-agosto giovedì 17-20, 21-23
venerdì-domenica e festivi 17-20
da settembre venerdì-domenica e festivi 16-19
pesaromusei.it/larchitettura-del-welfare-a-pesaro/
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