Per quattro minuti la terra ha tremato come non faceva da decenni, in Colombia. Il Paese sudamericano, uno dei più esposti al rischio sismico, è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7.4, secondo il bollettino aggiornata del Servizio geologico colombiano, avvertito anche in Ecuador e a Panama, che ha causato danni gravi e perdite di vite umane. Il bilancio provvisorio è di un 47 vittime, mentre diverse persone – tra cui bambini – sarebbero rimaste sotto i detriti del policlinico di Cali. Le scosse hanno danneggiato anche un simbolo del patrimonio architettonico e culturale della Colombia, la Basilica metropolitana di Nostra Signora del Rosario, cattedrale di Manizeles, facendo crollare una torre, la cupola e causando il distacco della figura di Cristo installata sul campanile centrale. Chiusi per motivi di sicurezza gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura.
Un sisma mai così forte da tempo
Il servizio geologico colombiano ha aggiornato il suo bollettino sul terremoto precisando che è stato di magnitudo 7,4 e si è verificato alle 7.34 ora locale, alla profondità di 96 km, a San José del Palmar, nello stato colombiano di Chocó. Secondo il direttore del Servizio Geologico Colombiano, Julio Fierro Morales, quella di oggi è stata la scossa più forte che la Colombia abbia subito da decenni, ovvero dal 1979. Il sisma è stato avvertito anche in Ecuador e a Panama ed è durato 4 minuti.
Il bilancio delle vittime
Secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità, almeno 47 persone sono morte e decine di edifici sono crollati in diverse città della Colombia occidentale. Lo riporta il Guardian. Il terremoto ha causato gravi danni agli edifici e ha portato all’evacuazione di località anche molto distanti come Bogotà. Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha dichiarato che supervisionerà personalmente le operazioni di soccorso.
Sotto le macerie del policlinico
Ci sarebbero anche bambini tra le persone intrappolate sotto le macerie dell’ospedale universitario di Cali, in Colombia, danneggiato dal forte terremoto di magnitudo 7.4 registrato questa mattina. Lo riferisce Blu Radio, secondo cui alcune parti del policlinico sono crollate. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle verifiche e nelle operazioni di assistenza
Aeroporti chiusi per sicurezza
Gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura in Colomiba sono chiusi “per motivi di sicurezza”. “Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell’infrastruttura”, riferisce un comunicato ufficiale emesso dall’Aeronautica Civile colombiana dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il centro del Paese.
Le scosse di assestamento
Al sisma con magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia questa mattina sono già seguite almeno due scosse di assestamento, di magnitudo 2,8 e 4,8. Lo riferisce il Servizio geologico colombiano (SGC) che considera l’evento uno dei terremoti più forti degli ultimi dieci anni e tra i più intensi registrati nel Paese negli ultimi cento anni.
I danni alla cattedrale
Una torre della cattedrale di Manizales, in Colombia, è crollata a seguito del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese questa mattina. Il sisma ha provocato anche il crollo della cupola e il distacco della figura di Cristo installata sul campanile centrale. Altre parti della struttura avrebbero inoltre riportato danni, mentre sulle porzioni rimaste in piedi della cattedrale sono visibili profonde crepe. Le immagini diffuse sui social e rilanciate dai media locali mostrano i gravi danni riportati dalla Basilica metropolitana di Nostra Signora del Rosario, uno dei principali simboli architettonici della città. La chiesa è considerata uno degli edifici più emblematici del centro storico di Manizales ed è riconosciuta come patrimonio architettonico e culturale della Colombia. Nel 1984 è stata dichiarata Monumento nazionale. La costruzione dell’attuale cattedrale iniziò nel 1928, dopo che un incendio aveva distrutto la precedente chiesa nel 1926. Nel 1951 il tempio fu elevato al rango di basilica minore da papa Pio XII.
I missionari
Il terremoto in Colombia ha fortemente danneggiato anche il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales. “Ci sono stati molti danni, molte strutture ed edifici ecclesiali sono rimasti danneggiati. Grazie a Dio, finora non sono state segnalate vittime”, racconta al Sir il parroco, padre Adalberto Lopez. “Qui, nel santuario della Consolata, unico santuario mariano a Manizales, viviamo in undici missionari e stiamo tutti bene. Ma il santuario e la casa sono rimasti molto danneggiati. La popolazione è molto spaventata”, aggiunge il sacerdote. Il missionario descrive gli istanti del sisma: “Il terremoto è accaduto nelle ore in cui la gente stava andando al lavoro. Tutte le aziende stavano iniziando la giornata lavorativa, gli studenti stavano entrando a scuola e molte persone si stavano spostando per raggiungere il posto di lavoro. Questo ha provocato una grande congestione in città. Molti edifici sono rimasti gravemente danneggiati. Dovremo chiudere il santuario e aspettare un’autorizzazione speciale da parte del governo per riaprirlo, dopo una verifica della struttura per valutare le sue condizioni”. Non si hanno invece ancora notizia dalla diocesi di Quibdó, epicentro del terremoto. “Stiamo cercando di metterci in contatto con loro. Non sappiamo ancora se ci sono state vittime”, precisa padre Lopez all’agenzia dei vescovi.
50mila terremoti al mese
La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica. Il Paese registra una media di 50.000 terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all’uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L’epicentro del terremoto di oggi si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l’Oceano Pacifico.
I precedenti
Proprio in quest’area si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti: nel 1999, un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia, quasi alla stessa latitudine ma nella Cordigliera Centrale, causando ingenti danni e quasi 1.000 vittime. Nel 1983, Popayán, nella Cordigliera Occidentale e più a sud, fu colpita da un terremoto che provocò 287 morti.
Fonte Ansa
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