Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.

Paternità e test del DNA: non basta evocare altri consanguinei per contestare la prova genetica

La presenza di fratelli o di altri parenti maschi del presunto padre non è sufficiente, da sola, a ridimensionare l’attendibilità dell’esame genetico. Occorre prospettare nel processo una concreta ipotesi alternativa di paternità. È quanto chiarisce la Cassazione con l’ordinanza n. 24450 del 5 agosto 2026.

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Infiltrazioni in condominio: quando scatta la responsabilità solidale

Quando le infiltrazioni provengono da terrazze, lastrici solari o parti comuni e sono riconducibili alla condotta di più soggetti, il proprietario dell’immobile danneggiato non è tenuto a individuare preventivamente la quota di responsabilità di ciascuno. In presenza di un unico evento dannoso, i diversi responsabili possono essere condannati in solido, con la conseguenza che il danneggiato può chiedere l’intero risarcimento anche a uno soltanto di essi.

È questo il principio centrale affermato dalla Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con l’ordinanza 23 luglio 2026, n. 23963, pronunciata in una controversia relativa alle infiltrazioni subite da un’autorimessa collocata al piano interrato di due edifici condominiali.

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Contratti via email: quando proposta e accettazione sono conformi

La Cassazione, con l’ordinanza n. 24240 del 30 luglio 2026, ha chiarito come debba essere verificata la conformità tra proposta e accettazione nei contratti a formazione progressiva. Il confronto non può limitarsi alle parole utilizzate nei singoli documenti, ma deve ricostruire l’effettiva volontà negoziale attraverso una valutazione complessiva degli atti, delle email e del comportamento tenuto dalle parti.

Il principio assume particolare rilievo nelle trattative commerciali sviluppate mediante comunicazioni successive, nelle quali il contenuto dell’accordo può emergere da più documenti collegati tra loro.

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Sanità in carcere: per le cure risponde la ASL, non il Ministero

La responsabilità per le prestazioni sanitarie erogate ai detenuti ricade sulle strutture del Servizio sanitario nazionale, mentre il Ministero della Giustizia conserva le competenze relative alla custodia, alla vigilanza, alla sicurezza e all’organizzazione degli istituti penitenziari. Il Tribunale di Catanzaro ha applicato questo riparto di funzioni, escludendo il risarcimento in assenza della prova del nesso causale tra le condizioni della detenzione e il danno alla salute lamentato.

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Ricerca telematica dei beni: come si liquidano i compensi dell’avvocato

L’attività svolta dal difensore per la ricerca telematica dei beni da pignorare ai sensi dell’art. 492-bis c.p.c. può essere liquidata autonomamente rispetto alla successiva procedura esecutiva? La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 24518 del 7 agosto 2026, ha affrontato la questione chiarendo che la ricerca dei beni costituisce una fase prodromica, inserita nella sequenza dell’esecuzione forzata. Ne deriva che il compenso professionale non deve essere liquidato separatamente, ma all’esito della procedura esecutiva, ferma la rimborsabilità delle spese documentate sostenute dal creditore.

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Eredità con beneficio d’inventario: niente decadenza nella liquidazione individuale

L’erede che ha accettato con beneficio d’inventario può decadere dal beneficio per non avere rispettato il termine assegnato dal giudice per liquidare le attività ereditarie? Non sempre. Con l’ordinanza n. 24491/2026 (puoi leggerla cliccando qui), la Cassazione ha chiarito che il termine previsto dall’art. 500 c.c. riguarda esclusivamente la liquidazione concorsuale dell’eredità. Se l’erede ha invece scelto la liquidazione individuale e i creditori non hanno proposto opposizione, quel termine non può essere imposto e la sua inosservanza non determina la decadenza dal beneficio d’inventario.

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Nuova convivenza e assegno divorzile: quando il diritto resta

La nuova convivenza stabile dell’ex coniuge economicamente più debole esclude sempre l’assegno divorzile? La Cassazione (ordinanza n. 24434/2026) torna sul tema e chiarisce che la convivenza more uxorio può far venir meno la componente assistenziale dell’assegno, ma non cancella automaticamente quella compensativo-perequativa. Se la disparità economica deriva dalle scelte condivise durante il matrimonio e dal sacrificio delle aspettative professionali di uno dei coniugi, il contributo può continuare a essere riconosciuto.

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Indennizzo assicurativo prescritto: il risarcimento non aggira la prescrizione

Il diritto all’indennizzo assicurativo è prescritto: l’assicurato può chiedere, in alternativa, il risarcimento del danno per inadempimento della compagnia e beneficiare del termine ordinario di prescrizione? La Cassazione, con l’ordinanza n. 24510/2026 (puoi leggerla cliccando qui), risponde negativamente. Se è ormai definitivamente accertata la prescrizione del diritto alla manleva, non è configurabile un’autonoma pretesa risarcitoria fondata sull’inadempimento della stessa obbligazione estinta.

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Superminimo assorbibile? Conta anche la condotta del datore

Una clausola sul superminimo può sembrare chiara, ma il suo testo non basta sempre a stabilire se gli aumenti del contratto collettivo possano assorbirlo. Con la sentenza n. 24476 del 5 agosto 2026, la Cassazione ha chiarito che il giudice deve ricostruire la comune intenzione delle parti considerando anche il loro comportamento successivo. Se il datore di lavoro, per oltre dieci anni e in occasione di più rinnovi del CCNL, non ha mai assorbito il superminimo, questa condotta assume rilievo nell’interpretazione della clausola

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Diagnosi tardiva del tumore: quando non spetta il risarcimento

Il ritardo nella diagnosi di un tumore non comporta automaticamente il diritto al risarcimento. Il paziente deve provare che una diagnosi tempestiva avrebbe inciso sul decorso della malattia, sulle possibilità terapeutiche o sulle scelte personali. L’ha chiarito il Tribunale di Pisa, con la sentenza n. 763/2026 (puoi leggerla cliccando qui). 

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Il volume consigliato

La professione forense attraversa una fase di trasformazione che riguarda non soltanto il modo di prestare assistenza legale, ma anche l’organizzazione stessa degli studi. La crescente specializzazione delle competenze, la domanda di servizi multidisciplinari, l’utilizzo sempre più intenso delle tecnologie digitali e l’esigenza di mantenere strutture efficienti stanno favorendo la ricerca di modelli di collaborazione più flessibili rispetto alle forme tradizionali.

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Leonarda D’Alonzo,
Avvocato e mediatore, già Giudice
Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.

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Redazione Giuricivile

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