Parma, 14 agosto 2026 – Una banda di ladri ben organizzata aveva rubato tre dipinti di Cezanne, Renoir e Matisse dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano, in provincia di Parma. Ora quei quadri sono stati recuperati dai carabinieri del Comando provinciale di Parma e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, al termine di una articolata indagine e nel corso di perquisizioni delegate dalla Procura di Parma.
Il sindaco: “Una notizia di straordinaria importanza”
“Il ritrovamento dei dipinti di Cézanne, Renoir e Matisse rappresenta una notizia di straordinaria importanza, non solo per la Fondazione Magnani Rocca ma per tutto il nostro territorio. Un territorio profondamente legato a un patrimonio culturale e artistico di valore nazionale e internazionale”, ha detto il sindaco di Traversetolo, Simone Dall’Orto. “Aspettiamo ulteriori dettagli ma vorrei, d’accordo con la Fondazione, poter festeggiare il ritrovamento”, ha concluso il primo cittadino.
Le tre opere d’arte di Cezanne, Renoir e Matisse rubate alla Fondazione Magnani Rocca nel marzo scorso e recuperate dai carabinieri
Il furto era avvenuto tra il 22 e 23 marzo
Il furto era avvenuto nella notte fra il 22 e il 23 marzo scorso, ma fu reso pubblico solo una settimana dopo. Un colpo che aveva fatto clamore. Una quarta opera era stata abbandonata, probabilmente nella concitazione.
I tre dipinti rubati erano “Tasse et plat de cerises” di Paul Cezanne, “Les Poisson” di Pierre Auguste Renoir e “Odalisque Sur La Terrasse” di Henri Matisse. In totale il valore stimato supera i 9 milioni di euro. Gli accertamenti dei carabinieri sulla vicenda sono tuttora in corso.
Al setaccio le immagini delle telecamere: ecco cosa hanno analizzato gli investigatori
Nelle immagini del video, diffuso dai militari dell’Arma di Parma ed estrapolato dalle telecamere di videosorveglianza della Fondazione, si vedono due banditi all’interno con il volto travisato e una torcia frontale in testa, mentre un altro invece è fuori. Entrano con sicurezza da una finestra e vanno a colpo sicuro. Pochi minuti, meno di tre, per poi dileguarsi con le tre opere d’arte di Cezanne, Renoir e Matisse rubate lo scorso marzo e recuperate ora dai carabinieri.
All’epoca le telecamere avevano immortalato un gruppo composto da almeno 4 malviventi, tutti con il volto coperto da cappucci. Nel video diffuso però, se ne vedono chiaramente due, che entrano e dopo aver staccato i tre quadri, che si trovavano tutti nella ‘Sala dei francesi’, li passano a un terzo complice che li attende fuori dalla finestra.
Il colpo in meno di 3 minuti e l’errore commesso dalla banda
I ladri erano entrati nel museo della Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo dopo aver segato le sbarre di un cancello perimetrale.
Accurati i rilievi scientifici per tracce biologiche e impronte, in particolare su un quarto quadro, abbandonato nel museo, nel momento in cui è scattato il sistema d’allarme.
L’incursione nella “Villa dei Capolavori” – che ospita la prestigiosa collezione permanente di Luigi Magnani – sarebbe avvenuta in un tempo strettissimo: meno di tre minuti.
Il malviventi sarebbero poi fuggiti attraverso i campi.
Quali sono, cosa raccontano e quanto valgono i capolavori rubati e ritrovati
‘Natura morta con ciliegie‘, prezioso e raro acquerello su carta (di 38×49 centimetri) di Paul Cézanne, si trovava nella sala dei francesi. Realizzato intorno al 1890, raffigura un semplice interno composto da un tavolo con una tazza e un piatto colmo di frutti rossi. Il suo valore stimato è di 6 milioni di euro.
‘Les Poissons‘ di Pierre-Auguste Renoir, è un capolavoro impressionista del 1917, olio su tela di cm 40 x 51,5. E’ stato realizzato negli ultimi anni di vita dell’artista. Il suo valore stimato è di 3 milioni di euro. In quest’opera la natura è l’assoluta protagonista, le figure perdono i contorni e i colori sono vividi.
‘L’odalisca sulla terrazza‘, l’acquatinta di Henri Matisse, è un’opera valutata circa 20mila euro. Realizzata a colori su carta, misura 63 x 91 centimetri ed è stata restaurata nel 2014. Nell’opera del 1922, il maestro dei Fauves unisce i colori della Costa Azzurra all’esotismo dell’Oriente.
Da sinistra: ‘Les Poissons’ di Renoir, ‘Natura morta con ciliegie’ di Cezanne e ‘Odalisca sulla terrazza’ di Matisse
La Fondazione Magnani Rocca: “La bellezza non si porta via sotto il braccio”
Fin da subito, a seguito del furto subito nella notte tra il 22 e il 23 marzo, la Fondazione Magnani-Rocca si è resa disponibile a collaborare attivamente alle indagini con il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, con i Metronotte e con le autorità competenti. Esprimendo profonda gratitudine alle forze dell’ordine per la prontezza dimostrata, la Fondazione aveva ricordato che la sottrazione delle tre opere dalla Sala dei Maestri Francesi rappresentava “una perdita che riguarda il patrimonio culturale di tutti”.
Nonostante la gravità dell’accaduto e la ferita inferta a questo patrimonio collettivo, la Fondazione sottolineò in un comunicato che “subire una violenza non è una ragione per smettere di aprirsi, è semmai la ragione per farlo ancora di più“. La casa museo, nata dal gesto generoso di Luigi Magnani, che avrebbe potuto tenere i suoi capolavori per sé e invece ha scelto di condividerli, ribadì immediatamente con forza la propria missione fondamentale e l’intenzione fermissima di proseguire le attività e rimanere aperta al pubblico: “Loro vogliono chiudere l’arte in un cassetto. Noi vogliamo farla vedere a tutti.”
Di fronte all’atto criminale, la Fondazione ribadì ancora che la bellezza non si riduce al solo oggetto materiale: “Chi ha agito quella notte pensava di rubare la bellezza. Ma la bellezza non si porta via sotto il braccio. La bellezza non è la tela. È lo stupore che quella tela provoca in chi la guarda”.
“Il modo migliore di rispondere a chi ruba l’arte è venire a vederla ancora, raccontarla, condividerla”
Per questo motivo – secondo la Fondazione – la migliore reazione possibile sarebbe stata nella presenza e nella partecipazione attiva della comunità dei visitatori e degli appassionati d’arte: “Il modo migliore di rispondere a chi ruba la bellezza è venire a vederla ancora: raccontarla, condividerla. La Fondazione Magnani-Rocca è aperta”.
La Fondazione invitò quindi la collettività, le istituzioni, le aziende e i media a far sentire la propria vicinanza, ad aderire al programma Amici della Fondazione Magnani-Rocca e a visitare sia la collezione permanente — che “vi aspetta, ferita ma sempre meravigliosa” — sia la mostra Il Simbolismo in Italia. Agli stessi giornalisti e media venne rivolto un appello a guardare oltre la notizia di cronaca: “Venite. Non a raccontare il furto, ma a scoprire ciò che esiste. Una storia più grande, più antica e più bella di qualsiasi crimine.”
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