Le università italiane non rientrano nella top 100 ma 42 si piazzano tra le migliori mille. La Sapienza, 153esima, guida le università italiane all’interno della classifica Arwu dell’organizzazione indipendente Shanghai Ranking Consultancy. I parametri del ranking comprendono le pubblicazioni sulle riviste specializzate, i premi Nobel e Medaglie Fields tra ex studenti e docenti, il numero di ricercatori citati. L’università di Pisa, quarta tra le italiane, si colloca in 211esima posizione per il prestigio accademico legati ai riconoscimenti conferiti ai propri ricercatori e professori, mentre l’ateneo di Firenze rientra le migliori 350 al mondo grazie alle pubblicazioni e ai ricercatori citati.

I parametri

I parametri di valutazione sono 6, tra cui i premi Nobel e le medaglie Fields di ex studenti o ricercatori, il numero di ricercatori citati secondo Clarivate Analytics, le pubblicazioni sulle riviste Nature e Science. Arwu considera le migliori 1000 università mondiali su oltre 2500 censite: le statunitensi occupano otto delle prime 10 posizioni a livello mondiale e l’intero podio: Harvard si conferma al primo posto, seguita dall’Università di Stanford e dal Massachusetts Institute of Technology. Quarta l’Università di Cambridge, mentre l’Università della California, Berkeley, completa la top five mondiale. Il Regno Unito vanta due università nella top 10 (Cambridge e Oxford). L’Europa continentale è guidata dall’Università Paris-Saclay al 13/mo posto, seguita dal Politecnico di Zurigo al 19/mo.

La classifica

Nell’intera classifica Arwu, la Cina vanta 234 università tra le prime 1.000 al mondo, il numero più alto di qualsiasi altro Paese, seguita dagli Stati Uniti con 187. Il Regno Unito ne conta 57, la Germania 51 e l’Italia, appunto, 42. Oltre a La Sapienza, tra le prime 200 compare Padova, tra le prime 300 il Politecnico di Milano, le università di Bologna, Milano, Federico II, Pisa e Torino. “La conferma ai vertici della classifica Arwu, insieme ai risultati ottenuti negli ultimi sei anni nei principali ranking internazionali, testimonia la solidità del percorso intrapreso e la nostra capacità di competere ai massimi livelli“, commenta la rettrice dell’Università La Sapienza, Antonella Polimeni.

Italiane tra le migliori mille

Non c’è nessun ateneo italiano tra i migliori cento al mondo, ma se ne contano almeno 42 se si considerano i migliori mille. Bisogna scendere al posto 153 per trovare la prima italiana, che si conferma anche quest’anno La Sapienza di Roma. Emerge dalla classifica accademica mondiale delle università 2026, pubblicata oggi da Shanghai Ranking Consultancy, organizzazione indipendente che cura uno dei ranking più importanti del settore.

Prestigio accademico e premi

L’Università di Pisa si conferma al quarto posto in Italia nella nuova edizione 2026 dell’Academic Ranking of World Universities (Arwu), la classifica internazionale elaborata dallo Shanghai Ranking Consultancy, mentre a livello mondiale si colloca al 211esimo posto, nella parte più alta della fascia 201- 300. A caratterizzare positivamente il risultato dell’Ateneo pisano è soprattutto il prestigio accademico legato ai laureati e ai docenti insigniti di premi Nobel e Medaglie Fields. L’Università di Pisa, spiega lo stesso ateneo, raggiunge infatti il 72esimo posto mondiale per l’indicatore Alumni e il 67esimo per l’indicatore Award, collocandosi per entrambi nel quartile più alto tra le università comprese nella fascia 201-300. Rispetto al 2025, si registra inoltre un miglioramento negli indicatori relativi ai ricercatori altamente citati (HiCi) e alle pubblicazioni sulle riviste Nature e Science (N&S). “Il dato più evidente è la forte crescita delle università dell’Asia che, senza premi prestigiosi, hanno ottenuto punteggi molto alti nella produzione scientifica – ha dichiarato il prorettore vicario, Giuseppe Iannaccone – La Cina in particolare ha più di 200 università tra le prime 1.000 nel mondo, e alcune tra le prime 100. Pisa mantiene bene l’alta posizione in Italia e in Europa, basata sugli indicatori oggettivi e pubblici degli Shanghai Ranking, e ovviamente paga il minor peso relativo dell’Europa. In ogni caso, è bello che la base geografica della ricerca scientifica sia sempre più ampia”.

Pubblicazioni scientifiche e articoli citati

Nell’edizione 2026 dell’Academic Ranking of World Universities (ARWU) l’Università di Firenze si conferma tra i migliori 350 atenei al mondo, collocandosi nella fascia del 16% delle università di eccellenza a livello globale. Lo evidenzia lo stesso ateneo rispetto alla prestigiosa classifica curata dalla Shanghai Ranking Consultancy, che valuta gli atenei sulla base dei riconoscimenti internazionali, del numero di ricercatori altamente citati e della produzione scientifica. Quest’anno sono state esaminate oltre 2.500 università: 1.000 gli atenei entrati in classifica, di cui 42 italiani. A livello nazionale Firenze colleziona il nono posto.
Il risultato di Unifi, spiega una nota, “è sostenuto dalla crescita degli indicatori di ricerca: migliora il punteggio relativo al numero degli articoli pubblicati sulle riviste Nature e Science (primo posto assoluto in questo indicatore fra gli atenei italiani) come anche l’indicatore dedicato al numero dei ricercatori più citati a livello internazionale (selezionati dall’Institute for Scientific Information di Clarivate)”. “Per il quinto anno consecutivo – commenta la rettrice Alessandra Petrucci – l’ateneo conferma il suo posizionamento a livello globale, a testimonianza della qualità e dell’impatto della produzione scientifica fiorentina in un contesto internazionale sempre più competitivo. Con la consapevolezza del valore della nostra ricerca, continuiamo a lavorare per migliorarci e rafforzare ulteriormente la nostra reputazione accademica internazionale”.

Fonte Ansa


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