Si ripensa all’idea originaria del 2008 da 300 milioni per uno scalo che sarebbe da supporto a quello di Catania. La Fillea Cgil di Enna: “Non siano decisioni di pancia”

L’eruzione dell’Etna continua. E nei giorni scorsi, come ben noto, ha creato gravi problemi al traffico aereo in Sicilia con centinaia di voli originariamente diretti a Catania dirottati o riprogrammati negli altri aeroporti dell’Isola, a Palermo, Trapani e Comiso. Tutto questo nel periodo più caldo dell’anno e non solo dal punto di vista climatico ma perché a ridosso del Ferragosto. In migliaia di turisti (passeggeri) hanno dovuto rivedere il piano delle vacanze che è stato stravolto.

Si ripensa al progetto del 2008 su un nuovo scalo nell’Ennese

Una situazione di emergenza che ha riaperto un’idea, datata lontano 2008, sulla realizzazione di un nuovo aeroporto nel centro della Sicilia, ossia nella Valle del Dittaino. All’epoca si parlò di un progetto da 300 milioni (inizialmente 250) per uno scalo che avrebbe dovuto sopperire alle emergenze dello scalo etneo.

Questo ha fatto riaprire il dibattito sull’opportunità di realizzare un aeroporto in provincia di Enna, lungo la Valle del Dittaino.

Un progetto elaborato dall’Università Kore di Enna con il professor Giovanni Tesoriere, prevedeva uno scalo intercontinentale a Centuripe con una pista lunga quanto quella a Milano Malpensa, capace, quindi, di accogliere i grandi aerei transoceanici.

Rinviata la riunione dei sindaci, se ne parlerà tra fine agosto e inizio settembre

E il tema può rientrare nell’agenda politica: il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli che fu già 18 anni fa promotore del progetto, aveva convocato la riunione il 14 agosto. Ma non è stato possibile. Un’altra riunione si sarebbe dovuta svolgere oggi ma è stata rinviata tra fine mese e gli inizi di settembre perché diversi sindaci della provincia non erano disponibili.

Fillea Enna: “Né favorevoli, né contrari, ma non sia solo una scelta di pancia”

Salvatore Carnevale, segretario provinciale della Fillea Cgil di Enna interviene sull’argomento che ha aperto nei giorni scorsi il dibattito politico. “Non siamo sponsor della cementificazione nonostante siamo edili – sottolinea – e quello dell’aeroporto è un tema che si riapre sempre in periodo di emergenza. In verità ci sono anche altre idee di uno scalo nuovo a Messina o ad Agrigento. Mi chiedo però una cosa: a che servirebbe un nuovo aeroporto visto e considerato che in Sicilia ve ne sono già quattro? Vi sono altri aspetti da considerare”.

Il segretario provinciale della Fillea Cgil di Enna prosegue e parla dei trasporti nell’Isola. “In primo luogo sarebbe più utile potenziare gli aeroporti già esistenti che assieme non riescono a fronteggiare il traffico dei passeggeri di Catania che è tra i primi in Italia. E poi mi preme dirlo, bisognerebbe prima rafforzare il trasporto su gomma e su rotaia. La situazione attuale è drammatica. Prima di pensare di costruire un nuovo aeroporto, che richiederebbe anni per la sua progettazione e realizzazione perché è bene ricordare che c’è tutto un iter burocratico da superare con varie autorizzazioni da ottenere. E poi la fase esecutiva. Potrebbero volerci dieci anni ma in questo lasso di tempo il problema non sarebbe risolto. Per questo pensiamo che prima di pensare al nuovo scalo, sia meglio potenziare i trasporti su gomma e le ferrovie”.

E ancora: “Non siamo né favorevoli, né contrari, ma chiediamo praticità: perché immaginare altri aeroporti anziché migliorare i collegamenti tra le varie zone della Sicilia e potenziare gli aeroporti che ci sono? Ripetiamo: non si deve parlare di nuovi aeroporti quando ci sono le emergenze per cavalcare l’onda emotiva. Le scelte di pancia non vanno mai bene”.

Infine, una precisazione: “Non c’è nessuna spaccatura all’interno della Cgil di Enna, stiamo soltanto ragionando su emergenze e problematiche e quello che abbiamo detto è la nostra posizione”.

Venezia (Pd): “Si realizzi un nuovo scalo nella Valle del Dittaino”

Intanto nei giorni scorsi, quelli dove l’emergenza si è fatta più sentire, ci sono state le prime reazioni politiche. L’onorevole del Pd all’Ars Fabio Venezia, ha chiesto “la realizzazione del nuovo scalo aeroportuale tra Catenanuova e Dittaino” sottolineando che “Le criticità impongono la realizzazione di uno scalo alternativo nell’area centro-orientale della Sicilia, tra Catenanuova e l’area di Dittaino. L’infrastruttura portuale potrebbe essere utile all’intero sistema dei trasporti isolani, anche in funzione dell’imminente potenziamento della rete ferroviaria Palermo-Catania. Chiediamo al Governo regionale di attivare, d’intesa con il ministero dei Trasporti, l’Enac e l’Enav, tutte le procedure per l’affidamento dell’incarico di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione del nuovo scalo aereo nella Sicilia centrale”.

Cammarata (FdI): “Una questione non più rinviabile”

Anche il presidente provinciale di Fratelli d’Italia a Enna rilancia sul progetto: “Credo che il tema di un aeroporto nella Valle del Dittaino non sia più una questione rinviabile” ha sottolineato in una nota: “Non si tratterebbe semplicemente di uno scalo a supporto degli aeroporti già esistenti, ma della possibilità di realizzare un vero e proprio hub strategico, capace di fare della Sicilia uno dei principali snodi aeroportuali del Mediterraneo. È una questione che deve entrare con forza nell’agenda della politica regionale e nazionale”.

L’esponente di FdI nonché sindaco di Piazza Armerina, prosegue: “La Sicilia non può essere condizionata dalla presenza dell’Etna: una splendida creatura naturale, straordinaria fonte di attrazione turistica, ma che può rappresentare anche un limite quando eventi di questo tipo finiscono per condizionare la mobilità di un’intera regione. Il danno all’economia siciliana provocato da quanto sta accadendo in questi giorni è evidente, soprattutto in un periodo dell’anno così importante per il turismo dell’Isola. Ma il problema non riguarda soltanto l’emergenza di agosto: riguarda il quotidiano e gli interessi economici di migliaia di aziende che non possono condizionare la propria attività a eventi che, ormai, non possono più essere considerati una semplice eventualità una tantum”.

E aggiunge: “È il momento di aprire una discussione seria, concreta e senza pregiudizi. La Valle del Dittaino, per posizione geografica e potenzialità, può rappresentare una scelta strategica per dotare la Sicilia di un’infrastruttura capace non soltanto di garantire maggiore resilienza al sistema aeroportuale regionale, ma anche di proiettare l’Isola verso una nuova dimensione nei collegamenti nazionali e internazionali”.

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Edoardo Ullo

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