Disney+ porta sulla piattaforma The Overlap di Gary Neville e il nuovo format con Wayne Rooney e Mark Goldbridge. Netflix risponde confermando Gary Lineker, Alan Shearer e Micah Richards. Non è una semplice sfida tra programmi sportivi: lo streaming sta trasformando i creator in produttori televisivi e le community in nuovi palinsesti.
La prossima grande partita del calcio televisivo potrebbe non disputarsi sul terreno dei diritti per la trasmissione delle partite. Disney+ e Netflix stanno aprendo un fronte differente, meno costoso ma strategicamente molto promettente: conquistare tutto ciò che circonda l’evento sportivo attraverso podcast, commenti, personalità riconoscibili e community già costruite online.
Disney+ ha sottoscritto nel Regno Unito e in Irlanda un accordo annuale con The Overlap, il network fondato dall’ex calciatore e commentatore Gary Neville. La piattaforma diventa sponsor principale e destinazione streaming di due produzioni: il consolidato “Stick to Football” e il nuovo “Stick to United with Wayne Rooney”.
La risposta di Netflix è rappresentata da “The Rest Is Football”, il format condotto da Gary Lineker con Alan Shearer e Micah Richards, rinnovato dopo i risultati ottenuti durante i Mondiali del 2026.
Dietro la rivalità tra i due schieramenti si intravede un cambiamento molto più profondo: la trasformazione dei podcast video in veri prodotti televisivi.
Disney+ entra nell’ecosistema di The Overlap
L’accordo annunciato da Disney+ prevede la distribuzione di 40 nuovi episodi di “Stick to Football”, condotto da Gary Neville insieme a Jamie Carragher, Jill Scott, Ian Wright e Roy Keane. Venti puntate saranno disponibili in anteprima temporanea sulla piattaforma e altre sei, realizzate fuori dal Regno Unito, verranno prodotte esclusivamente per Disney+.
A questi contenuti si aggiungono 50 episodi di “Stick to United with Wayne Rooney”, nuovo programma dedicato al Manchester United e affidato a una coppia particolarmente significativa: l’ex capitano Wayne Rooney e Mark Goldbridge, uno dei creator calcistici britannici più conosciuti.
Il nuovo format analizzerà risultati, prestazioni e vicende del club, mettendo insieme l’autorevolezza dell’ex campione e il linguaggio diretto di chi ha costruito il proprio pubblico su YouTube.
La scelta di Goldbridge è forse l’elemento più interessante dell’intera operazione. Disney+ non si limita ad affiancare altri ex calciatori a un tavolo televisivo, ma riconosce a un creator nato fuori dai circuiti tradizionali il ruolo di protagonista di una produzione destinata a una grande piattaforma.
I programmi continueranno a essere presenti anche nei rispettivi ecosistemi digitali e su YouTube. Disney+ aggiungerà anteprime, episodi esclusivi e contenuti estesi, senza interrompere il rapporto tra i format e le community che ne hanno determinato il successo. Disney UK
Netflix conferma la squadra di Lineker
Sul fronte opposto c’è Netflix, che ha trasformato “The Rest Is Football” in uno dei suoi appuntamenti sportivi di maggiore richiamo.
Durante i Mondiali del 2026, il programma di Gary Lineker, Alan Shearer e Micah Richards è stato proposto quotidianamente da New York, raggiungendo la Top 10 settimanale britannica. Netflix ha quindi deciso di rinnovarlo per la stagione 2026-2027 della Premier League.
La piattaforma ha spiegato che il format è diventato per molti appassionati un appuntamento abituale tra una partita e l’altra. Non soltanto analisi sportiva, quindi, ma una conversazione ricorrente alla quale il pubblico sente di partecipare.
È precisamente questo il valore che le piattaforme stanno cercando: non un contenuto da consumare una sola volta, ma una relazione continua con gli spettatori. Netflix
Il calcio senza acquistare le partite
Disney+ e Netflix stanno dimostrando che è possibile costruire una proposta calcistica rilevante anche senza partire necessariamente dall’acquisto dei grandi pacchetti di diritti televisivi.
Le partite restano il centro del sistema, ma intorno all’evento esiste una fascia sempre più ampia di consumo: commenti, anticipazioni, reazioni, interviste, retroscena e discussioni social. È un flusso che comincia molto prima del calcio d’inizio e continua per giorni dopo il fischio finale.
I podcast calcistici hanno occupato questo spazio con una rapidità che la televisione tradizionale non sempre è riuscita a replicare. Hanno tempi produttivi più veloci, costi inferiori e soprattutto possono contare su personalità che parlano al pubblico senza la rigidità tipica delle trasmissioni sportive classiche.
Le piattaforme non stanno acquistando soltanto dei programmi. Stanno acquisendo accesso a un pubblico fedele, riconoscibile e già abituato a seguire quei protagonisti ogni settimana.
I creator diventano produttori televisivi
La tradizionale separazione tra televisione e contenuti digitali sta così perdendo significato.
The Overlap e The Rest Is Football sono nati con una struttura da podcast, ma possiedono ormai tutti gli elementi di una produzione televisiva: conduttori di richiamo, regia multicamera, sponsor, ospiti, distribuzione internazionale e una programmazione regolare.
La differenza è rappresentata dal punto di partenza. Questi prodotti non devono cercare il pubblico dopo essere stati realizzati: nascono da community che esistono già.
È un’inversione del modello televisivo. Un tempo era la rete a creare il personaggio e a costruirne la popolarità. Oggi sono sempre più spesso i creator, gli ex sportivi e i loro canali a presentarsi alle piattaforme con pubblico, linguaggio e identità già definiti.
Disney+ e Netflix aggiungono capacità distributiva, produzione e visibilità globale, ma devono fare attenzione a non eliminare proprio quella spontaneità che ha reso riconoscibili i format.
Una lezione anche per il mercato italiano
La sfida britannica offre un’indicazione importante anche per l’Italia, dove esistono numerosi creator sportivi, podcast indipendenti ed ex calciatori capaci di raggiungere pubblici molto coinvolti.
Il valore non risiede soltanto nei numeri assoluti, ma nella frequenza della relazione. Una community che segue un appuntamento ogni settimana può risultare più interessante di una platea più grande ma occasionale.
Per editori, broadcaster e concessionarie si apre quindi un nuovo terreno: sviluppare format nativi capaci di vivere contemporaneamente sulle piattaforme streaming, su YouTube, sui social e nei circuiti del podcasting.
Disney+ contro Netflix è soltanto il confronto più visibile. La trasformazione in corso riguarda l’intero sistema dei media: il creator non è più semplicemente un ospite chiamato dalla televisione per portare qualche follower. Sta diventando autore, conduttore, produttore e proprietario della relazione con il pubblico.
La nuova televisione del calcio non comincia più necessariamente in uno studio o in uno stadio. Può nascere davanti a un microfono, crescere su YouTube e approdare infine sulle più grandi piattaforme globali.
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Andrea Ferri
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