La realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta può rappresentare un servizio importante per la comunità e uno strumento utile al miglioramento della raccolta differenziata. Ma, secondo il gruppo di minoranza “Uniti per Paupisi”, proprio la rilevanza dell’intervento impone «trasparenza, correttezza dell’informazione, approfondimento tecnico e confronto con la popolazione», soprattutto quando la scelta riguarda la localizzazione di un impianto destinato a incidere sul territorio per molti anni.

È da questa premessa che il gruppo consiliare parte per sollevare una serie di interrogativi sul progetto del Centro Comunale di Raccolta previsto a Paupisi.

Con la deliberazione di Giunta comunale n. 51/2026, l’Amministrazione ha preso atto del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica relativo alla “Realizzazione del Centro Comunale di Raccolta nel Comune di Paupisi (BN)”, identificato dal CUP D42F26000330006.

Il progetto è stato trasmesso dall’Ente d’Ambito Benevento con nota prot. n. 815 del 9 luglio 2026, insieme alla Determina del Direttore Generale n. 71/2026, con la quale è stato approvato il relativo quadro economico.

Per “Uniti per Paupisi”, dunque, non si tratta di una semplice ipotesi, ma di un intervento già definito attraverso un articolato progetto che comprende relazione generale, relazione di sostenibilità, elaborati grafici, computo metrico estimativo, quadro economico, cronoprogramma, piano preliminare della sicurezza e disciplinare tecnico.

Ed è proprio dalla lettura degli atti che, secondo la minoranza, emergerebbero le principali questioni da chiarire. Il PFTE individua l’area destinata al Centro in località Pretara, al Foglio 2, particelle 19 e 458. La superficie complessiva è di circa 9.953 metri quadrati, mentre quella direttamente interessata dal Centro sarebbe di circa 2.450 metri quadrati.

Negli atti, sottolinea la minoranza, si legge che l’area sarebbe stata dichiarata «idonea alla realizzazione del CCR» e «priva di vincoli di qualsiasi sorta». La stessa indicazione viene riportata nella deliberazione di Giunta.

Da qui il primo interrogativo sollevato da “Uniti per Paupisi”: «Come si concilia questa affermazione con la classificazione dell’area?».

Secondo la verifica effettuata dal gruppo sulla cartografia del Piano per l’Assetto Idrogeologico, infatti, l’area interessata risulterebbe interamente classificata R4, ovvero a rischio da frana molto elevato.

La minoranza precisa di non voler semplificare una materia tecnica complessa sostenendo che in un’area R4 «non si possa fare nulla». Le Norme PAI, osserva il gruppo, richiedono una valutazione coordinata della classificazione del rischio e della relativa carta della pericolosità.

Proprio per questo, però, «la questione non poteva essere ignorata».

Il gruppo chiede quindi di sapere quali verifiche siano state effettuate prima di individuare località Pretara e se siano state valutate localizzazioni alternative a minore o nulla pericolosità.

Un altro punto sul quale “Uniti per Paupisi” chiede di fare chiarezza riguarda la natura stessa del Centro.

Secondo il gruppo, a diversi cittadini sarebbe stato presentato come una struttura destinata sostanzialmente alla raccolta degli ingombranti. Una descrizione che, però, sarebbe riduttiva rispetto a quanto previsto dal progetto.

Il PFTE stabilisce infatti che il Centro sarà a servizio delle utenze domestiche e non domestiche del Comune e che potranno essere conferite «tutte le tipologie di rifiuti urbani», comprese le cinque tipologie di RAEE.

Gli ingombranti, dunque, rappresenterebbero soltanto una delle categorie previste.

Il progetto, inoltre, stima che almeno il 40% dei rifiuti prodotti possa transitare attraverso il Centro, con una percentuale potenzialmente maggiore in relazione ai conferimenti diretti da parte dei cittadini.

«Definire tutto questo semplicemente come una struttura per gli “ingombranti” – sostiene la minoranza – significa offrire una rappresentazione decisamente riduttiva rispetto a quanto scritto nel progetto».

Anche le opere previste contribuiscono, secondo il gruppo, a delineare la reale portata dell’intervento.

Il progetto contempla cassoni scarrabili da 20 e 30 metri cubi, press-container, pesa a ponte, contenitori per oli esausti, cestoni per RAEE R4 e R5, cassonetti, sistema informatizzato, controllo degli accessi, videosorveglianza e bilancia elettronica intelligente.

Sono inoltre previste una tettoia, un box con bagno per il personale, piazzali e pavimentazioni impermeabili. Il progetto prevede anche un sistema per il trattamento delle acque di prima pioggia, con separazione di sabbie, oli e idrocarburi e successiva fitodepurazione.

Per la realizzazione dell’opera saranno necessari, tra l’altro, sbancamenti, riporti, muri e platee in cemento armato, pavimentazioni bituminose e industriali e relativi impianti.

Per la minoranza, quindi, «non si tratta di qualche cassone appoggiato su un terreno, ma di un intervento strutturato e permanente».

Un ulteriore elemento evidenziato dal gruppo riguarda la documentazione tecnica.

Nel PFTE viene indicata, tra le attività necessarie per i successivi livelli di progettazione, l’acquisizione di una perizia geologica, necessaria a definire la tipologia del terreno, i parametri di resistenza e rigidezza e gli aspetti rilevanti anche sotto il profilo sismico.

«Una previsione comprensibile nell’ambito della progressione progettuale», osserva “Uniti per Paupisi”, ma che, considerando la classificazione R4 indicata per l’area, rende ancora più importante comprendere «quali valutazioni siano state effettuate a monte della scelta localizzativa».

La minoranza pone poi una questione di carattere politico: quella dell’informazione alla cittadinanza.

Gli atti, riconosce il gruppo, sono stati pubblicati all’Albo Pretorio. Ma, secondo “Uniti per Paupisi”, «pubblicare un atto all’Albo Pretorio e informare efficacemente una comunità sono due cose profondamente diverse».

Il gruppo ricorda che il 25 gennaio scorso la pagina Facebook del Comune di Paupisi aveva dato ampio risalto al finanziamento regionale destinato ai centri di raccolta, illustrando anche le diverse tipologie di rifiuti che il futuro Centro avrebbe potuto accogliere.

A luglio, invece, con la pubblicazione della delibera e del progetto di fattibilità che individuano l’area di località Pretara, secondo la minoranza non sarebbe stata data analoga comunicazione né sulla pagina Facebook del Comune né sul gruppo WhatsApp informativo, utilizzato abitualmente per comunicare alla popolazione iniziative, manifestazioni e appuntamenti.

Da qui una serie di domande: «Perché nessuna comunicazione preventiva? Perché nessuna illustrazione pubblica del progetto? Perché nessuna spiegazione su ciò che effettivamente verrà conferito nel Centro? Perché nessuna informazione sulla localizzazione prescelta e sulle caratteristiche dell’area?».

«La pubblicità legale è un obbligo. La trasparenza politica è una scelta», afferma il gruppo, secondo cui su un intervento di questa portata sarebbe stato opportuno informare preventivamente la comunità, «in particolare i vicini residenti di zona Pagani».

Nel documento diffuso dalla minoranza viene richiamato anche un precedente risalente al 2008.

All’epoca, sempre in località Pretara, era stata ipotizzata la realizzazione di una piazzola di stoccaggio per vetro e multimateriale valorizzabile. Secondo “Uniti per Paupisi”, alcuni amministratori dell’epoca si opposero con forza alla localizzazione.

Successivamente l’ipotesi sarebbe stata abbandonata e, con deliberazione di Giunta comunale n. 74, venne approvato il progetto per la realizzazione di una piazzola di stoccaggio R.S.D.U. in zona Sterpara, nei pressi del campo sportivo comunale.

A distanza di 18 anni, osserva la minoranza, «sulla stessa area viene previsto un Centro Comunale di Raccolta ben più articolato», mentre quelle che allora erano state forti contestazioni oggi non sembrerebbero riproporsi.

“Uniti per Paupisi” precisa di non voler attribuire motivazioni personali a nessuno, ma pone una questione politica: «Che cosa è cambiato dal 2008 al 2026?».

Sono cambiate le caratteristiche dell’area? Sono venute meno le ragioni che avevano determinato quella battaglia? Esistono nuovi elementi tecnici? Oppure, si chiede il gruppo, «è cambiato semplicemente il rapporto con chi amministra?».

Per ottenere risposte sulla vicenda, il gruppo di minoranza afferma di aver presentato formalmente, il 1° agosto 2026, una richiesta di accesso agli atti.

L’obiettivo è acquisire ulteriori elementi sul Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e sull’intero procedimento relativo alla localizzazione del Centro.

In particolare, “Uniti per Paupisi” chiede di conoscere quali verifiche siano state effettuate, quali valutazioni tecniche abbiano portato alla scelta di Pretara, quali eventuali localizzazioni alternative siano state esaminate e sulla base di quali elementi l’area sia stata definita priva di vincoli.

Il gruppo chiede inoltre di conoscere l’eventuale esistenza di pareri, relazioni, studi di compatibilità, verifiche relative alla disciplina PAI, interlocuzioni con le autorità competenti e ulteriori documenti istruttori.

«Ad oggi restiamo in attesa delle risposte e della documentazione richiesta», afferma la minoranza, dichiarandosi pronta a prendere atto di eventuali documenti in grado di chiarire gli interrogativi sollevati.

La conclusione del gruppo “Uniti per Paupisi” è netta: «Non contestiamo l’utilità di un Centro Comunale di Raccolta né gli obiettivi della raccolta differenziata. Contestiamo un metodo. E chiediamo risposte sulla scelta del luogo».

Le domande, secondo la minoranza, sono precise: perché è stata scelta proprio quell’area? Perché negli atti viene definita «priva di vincoli di qualsiasi sorta» se risulta classificata R4? Qual è la classificazione di pericolosità applicabile al nuovo intervento? Quali conseguenze comporta? Sono state valutate altre localizzazioni? Quali studi e pareri sono stati acquisiti? E perché il progetto non è stato illustrato preventivamente alla popolazione?

Infine, il gruppo torna sulla comunicazione del progetto come struttura destinata agli ingombranti: «Perché viene raccontato come un centro per gli ingombranti quando il progetto approvato dice espressamente altro?».

«Non servono slogan né allarmismi – conclude “Uniti per Paupisi” –. Servono documenti. Servono spiegazioni. Serve trasparenza. Noi gli atti li abbiamo chiesti formalmente. Adesso aspettiamo le risposte. E, soprattutto, le aspettano i cittadini».




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