Il presidente incassa il “Sì” al secondo mandato alla presidenza della Regione da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana
Dopo la benedizione dell’attuale presidente del Senato Ignazio La Russa, figura apicale di Fratelli d’Italia, e del commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo alla ricandidatura di Renato Schifani alla Regione Siciliana, anche la Lega ha espresso il proprio nullaosta ad un governo Schifani bis. Il già presidente del Senato, oggi alla guida del governo regionale siciliano da quasi quattro anni, parrebbe al momento avere in mano la chiave della coalizione di centrodestra che, scaramucce interne a parte, vede i maggiori azionisti della giunta allineati e coperti.
Germanà (Lega): “Renato Schifani anche per un secondo mandato”
“La posizione della Lega sul governo Schifani è sempre stata chiara e coerente», ha detto il senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia.
“La nostra lealtà all’azione dell’esecutivo regionale è stata dimostrata dai fatti, non dalle dichiarazioni”, ha aggiunto. Lealtà che anche dal gruppo della Democrazia Cristiana all’Ars, allineata con la Lega rappresentata dal vicepresidente della Regione Luca Sammartino, parrebbe mai venuta meno. Secondo Germanà, alla luce della palese e costante lealtà manifestata dalla Liga siciliana, “non c’è bisogno di particolari dichiarazioni per dire che Renato Schifani può guidare la Regione anche per un secondo mandato“.
I democristiani seguono a ruota sulla dichiarazione di intenti
Poche ore dopo arriva immancabile anche la dichiarazione pubblica di lealtà del gruppo siciliano della Democrazia Cristiana. “Il Presidente Schifani è il candidato naturale del centrodestra”, dichiara il capogruppo della Democrazia Cristiana all’Ars Carmelo Pace.
“In questi anni – prosegue Pace con un inciso in linea con gli alleati – ha governato bene e con autorevolezza una regione, la Sicilia, che gli indicatori economici danno in crescita”. Secondo il capogruppo democristiano all’Ars, nonché sindaco di Ribera, l’attività legislativa della maggioranza guidata da Renato Schifani non ha un bilancio negativo. Pertanto, afferma Pace: “È opportuno e ragionevole, contando sulla disponibilità del Presidente, proseguire il cammino avviato durante questi quattro anni. Il centrodestra siciliano sia coeso e determinato nel proporre e sostenere, a livello territoriale, il secondo mandato del Presidente Schifani”.
Di Paola (M5S): “Chiaro che il candidato alla Presidenza per il centrodestra è Schifani”
Pur pleonastico, in questi ultimi giorno Renato Schifani è stato oggetto di pubbliche discussioni sulla fiducia. Tanto che il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle siciliano definisce “stranissimo” il dibattito alimentato dallo stesso centrodestra sulla candidatura perché, dice Nuccio Di Paola, “è chiaro che il candidato alla Presidenza per il centrodestra è Schifani”. Tanto strano che il coordinatore M5s e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola insinua un sospetto: “Quasi come se volessero spostare l’attenzione su altro”.
La conta degli alleati prima delle manovre finanziarie
L’appello per chi sta con Schifani però viene rimarcato in un periodo topico per la politica siciliana. Ancora ben lontani da una data per le elezioni regionali, quindi per una ufficiale apertura della campagna elettorale che accompagnerà i siciliani fino alle urne, la chiamata all’unità di coalizione di governo arriva ad un paio di settimane dall’incardinamento all’Ars della variazione di bilancio da 220 milioni di euro ed a poco più di due mesi da quello della legge di stabilità triennale. Inoltre ci sarà a breve una nuova udienza di parifica, per il rendiconto 2024.
Già con la parifica del rendiconto 2023 ottenuta dalla Corte dei Conti a luglio, il disavanzo di amministrazione si attesta a circa 900 milioni di euro.
Grossi obiettivi da raggiungere prima di fine mandato
“La nostra regione ha registrato una crescita economica importante, tra le più significative nel confronto con le altre regioni italiane”, afferma appunto il segretario regionale della Lega che quindi rimarca: “È un salto di qualità che non può essere cancellato né sottovalutato e che dimostra che la strada intrapresa sta producendo risultati. La Sicilia ha bisogno di continuità, non di avventure o di improvvisazioni”. Anche Germanà, auspicando continuità in accelerazione su infrastrutture, investimenti, sviluppo e occupazione, come La Russa sottolinea: “Manca ancora più un anno alla scadenza e abbiamo ancora tante cose da realizzare”.
Obiettivi, parifiche e finanziarie
Un anno in cui la continuità del governo di Renato Schifani produrrà, con il via libera della Corte dei Conti, parifiche fino al rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 e quindi un avanzo di amministrazione da inserire in bilancio del valore di miliardi di euro. Ma, per raggiungere tali obiettivi, che poi si tradurranno in una ingente dote per il successivo governo regionale, serve compattezza fino a fine legislatura e soprattutto nei prossimi quattro mesi.
Cioè dall’accordo sulla manovrina in corso fino alla votazione finale della finanziario prima di fine anno. Il gesto di distensione tra i partiti di maggioranza potrebbe essere quindi l’accettare un possibile rinvio del Fondo interventi territoriali per le istanze dei deputati regionali, magari alla successiva e più corposa finanziaria, e prima di quella occasione sottoscrivere la propria lealtà al governo di Renato Schifani. Oppure affrontare una crisi di governo.
Il capitolo Lagalla si chiude con la fumata bianca per il bis di Schifani
La stessa quota della coalizione di centrodestra che ha appena manifestato fiducia al presidente Renato Schifani, aveva avviato la campagna sul dopo Roberto Lagalla alla guida del Comune di Palermo nei giorni appena precedenti. Il sindaco del capoluogo, che alla fine del 2024 aveva ufficializzato il progetto politico Grande Sicilia insieme a Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché, ha quindi perso il sostegno dei partiti che governano la Regione: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Democrazia Cristiana e Noi Moderati (all’Ars rappresentata da Marianna Caronia).
Dalla parte del sindaco quindi rimane in teoria solo il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, quindi “Mpa – Grande Sicilia”, che sul piano regionale non è stato esattamente un alleato ciecamente fedele di Renato Schifani. La pausa estiva però pare abbia prodotto nel centrodestra un po’ di chiarezza, ed i primi tasselli cominciano ad incastrarsi.
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Mauro Seminara
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