BNP Paribas AM, parte il piano sugli esuberi


Entra nella fase operativa in Francia la riorganizzazione di BNP Paribas Asset Management successiva all’acquisizione di AXA Investment Managers, mentre in Italia resta ancora da definire il quadro complessivo degli interventi, soprattutto sul fronte del Real Estate. A fare il punto è UNISIN-CONFSAL, che in un documento del 27 agosto ricostruisce numeri e tempistiche del piano e torna a chiedere maggiore chiarezza sulle conseguenze occupazionali dell’integrazione.

In Francia, dopo il mancato accordo con le organizzazioni sindacali rappresentative, il 12 agosto 2026 la DRIEETS degli Hauts-de-Seine, l’autorità competente in materia di lavoro, ha omologato il piano unilaterale di uscite volontarie predisposto dal gruppo. Dal 26 agosto la direzione ha quindi iniziato a formalizzare le nomine dei responsabili di livello “N-2”, segnando un ulteriore passaggio nel nuovo assetto organizzativo.

La riorganizzazione è una delle conseguenze dell’operazione che ha profondamente modificato il peso di BNP Paribas nell’asset management europeo. BNP Paribas Cardif ha completato l’acquisizione di AXA Investment Managers a partire dal primo luglio 2025 e, secondo i dati riportati dal sindacato, l’operazione ha portato BNP Paribas Asset Management a diventare il terzo operatore europeo per masse complessivamente gestite e il primo in Europa nel risparmio di lungo termine, con oltre 1.600 miliardi di euro di asset in delega, circa 850 miliardi dei quali riconducibili a strategie di lungo periodo.

Alla crescita dimensionale si è però accompagnato un consistente piano di razionalizzazione. Lo scorso 22 gennaio erano stati annunciati a livello globale circa 1.200 esuberi, a fronte di un organico complessivo di circa 5.770 dipendenti distribuiti in 20 Paesi. Circa la metà delle riduzioni era stata individuata in Francia, con un programma articolato in tre fasi.

Il perimetro francese interessato dalla trattativa è la U.E.S. BNP Paribas Asset Management, che comprende sei società: BNP Paribas Asset Management Europe, BNP Paribas Asset Management Holding, BNP Paribas Asset Management Real Assets, BNP Paribas Dealing Services, AXA IM Prime e BNP Paribas Real Estate Investment Management France. Al 31 maggio contavano complessivamente 2.642 dipendenti a tempo indeterminato, tutti nell’area parigina.

Il meccanismo scelto da BNP Paribas è quello del Plan de départs volontaires (PDV), basato su uscite volontarie e incentivate. Le misure sono rivolte in particolare ai dipendenti che intendono trovare una nuova occupazione fuori dal gruppo, acquisire un’attività o avviarne una in proprio. È inoltre previsto il congé de reclassement, un periodo che può essere dedicato alla formazione e alla riconversione professionale prima dell’uscita. Il piano, precisa UNISIN, non prevede prepensionamenti.

La trattativa con i tre sindacati rappresentativi francesi – SNB/CFE-CGC, CFDT e UNSA – non ha tuttavia portato a un’intesa. Secondo il documento, il confronto ha comunque consentito di ottenere miglioramenti negli incentivi, un allungamento dei periodi di aspettativa e maggiori tutele economiche e temporali per le categorie più deboli, misure che resteranno nel piano anche in assenza dell’accordo sindacale.

Restano però le critiche. Tra le principali contestazioni figurano incentivi giudicati non proporzionati ai risultati del gruppo e inferiori agli standard del settore, oltre alla rigidità delle finestre previste per beneficiare delle condizioni di uscita. Un problema particolarmente sentito per le professionalità più specializzate, che possono incontrare maggiori difficoltà di ricollocazione interna o esterna.

I numeri definitivi del piano francese consentono ora di misurare con maggiore precisione la portata dell’intervento. Su 2.870 posizioni complessive, che diventano 2.642 escludendo quelle già vacanti, sono previste 617 soppressioni di posizione. Di queste, 117 riguardano posti già non occupati: gli esuberi effettivi sono quindi 500, pari a circa il 19% dell’organico a tempo indeterminato. Fino a 403 posizioni potranno essere gestite attraverso risoluzioni consensuali incentivate, mentre per le altre dovrebbe intervenire la mobilità interna alla U.E.S. o al gruppo.

Il calendario si svilupperà fino alla fine del 2027. La prima finestra, dal 21 settembre al 16 ottobre 2026, riguarda 272 soppressioni effettive e prevede fino a 232 uscite volontarie. La seconda, dal 5 al 30 aprile 2027, interesserà 67 posizioni, con un massimo di 52 uscite volontarie. L’ultima fase, dall’11 ottobre al 26 novembre 2027, riguarderà 161 soppressioni, con un massimo di 119 uscite volontarie.

Un quadro che rende adesso ancora più rilevante capire come la riorganizzazione verrà declinata negli altri mercati europei, a partire dall’Italia.

Nel nostro Paese erano stati annunciati 19 esuberi su 75 dipendenti di BNP Paribas Asset Management, comprendendo anche il personale di AXA Investment Managers confluito nell’integrazione locale. Il programma prevede 11 uscite entro la fine del 2026, cinque nel 2027 e altre tre entro la metà del 2028, distribuite tra impiegati, quadri e dirigenti. Secondo UNISIN, al momento sei delle 19 eccedenze risultano già “risolte”.

Resta invece aperto il capitolo immobiliare. Il sindacato sottolinea che non sono ancora noti numeri o interventi relativi a BNP Paribas REIM e BNP Paribas Asset Management Real Assets Italy, quest’ultima proveniente da AXA REIM. Le due realtà, entrambe basate al Palazzo Diamante di Milano, occupano complessivamente circa 40 dipendenti.

Ed è soprattutto su questo punto che Gianluca Ceriani, Vice-Segretario Generale del Comitato Europeo BNP Paribas e Segretario UNISIN-CONFSAL Lombardia, chiede al gruppo di completare il quadro.

“Ora che il percorso in Francia è definito meglio, aspettiamo una visione d’insieme più chiara sugli altri Paesi, anche e soprattutto lato Real Estate”, commenta Ceriani. “Dal punto di vista sindacale è importante che il gruppo preveda adeguati stanziamenti per il piano e per i benefit, non sempre all’altezza della statura dell’operazione e dei risultati di bilancio.”

La richiesta sposta dunque l’attenzione dalla sola gestione degli esuberi francesi alla dimensione europea dell’integrazione tra BNP Paribas Asset Management e AXA IM. Dopo aver definito uno dei tasselli più importanti della riorganizzazione, il nodo per i rappresentanti dei lavoratori diventa capire quale sarà il perimetro complessivo degli interventi negli altri Paesi e, in particolare, quale assetto verrà scelto per le attività immobiliari.

Un passaggio rilevante anche alla luce della dimensione raggiunta dal nuovo polo dell’asset management. Proprio la portata industriale dell’acquisizione, secondo il sindacato, dovrebbe tradursi in risorse adeguate non soltanto per accompagnare le uscite, ma anche per sostenere ricollocazioni, formazione, riconversione professionale e benefit dei dipendenti coinvolti. In Italia, con il percorso di BNP Paribas Asset Management già avviato ma il dossier Real Estate ancora senza numeri ufficiali, è soprattutto su questo secondo fronte che si attende ora una maggiore chiarezza da parte del gruppo.


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