Oltre un milione di occupati in più, tasse ridotte, sbarchi giù dell’80% sul 2023 e quasi 143 miliardi alla sanità: il bilancio di un esecutivo che ha rimesso al centro famiglie e sicurezza
Prima il primato di durata, poi quello, assai più concreto, dei risultati da record. Il governo Meloni si appresta a diventare il più longevo della storia repubblicana per giorni effettivi in carica. Non tutt’altro che trascurabile per un Paese abituato a consumare governi balneari, esecutivi nati per attraversare un’estate e destinati a cadere con le prime piogge d’autunno. Ma la verifica più interessante comincia dove terminano le celebrazioni: occupazione, buste paga, conti pubblici, sicurezza e capacità dell’Italia di farsi ascoltare fuori dai propri confini. Fatti. Tutti raccolti in un dossier di Fratelli d’Italia che mette in fila i numeri di quasi quattro anni di lavoro.
Più occupati, meno precariato
A luglio 2026 gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 370mila, oltre un milione in più rispetto ai 23 milioni e 252mila del novembre 2022. Il tasso di occupazione è salito al massimo storico del 63,2%, mentre la disoccupazione generale è scesa dal 7,8 al 5,8%. Numeri da recapitare a quella parte della sinistra italiana che continua a indicare la Spagna di Pedro Sánchez come modello da importare. Madrid ha infatti appena stabilito un primato di segno opposto: nel secondo trimestre del 2026 si contavano 17,35 milioni di inattivi, persone che non lavorano né cercano attivamente un impiego, il dato più alto dell’intera serie storica. E tra i giovani poi il confronto parla chiaro: il tasso nostrano è arretrato dal 24 al 18,9%, raggiungendo il minimo mai registrato.
In Italia è migliorata anche la qualità: oltre 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato in più, 534mila precari in meno e occupazione femminile al 54,5%, contro il 51,6% di partenza.
La stabilità entra nelle case
Un lavoro diventa davvero stabile quando è possibile conciliarlo con una famiglia. Il Bonus mamme è salito da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici con almeno due figli e Isee entro 40mila euro; per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli l’esonero contributivo è totale. I tre mesi di congedo parentale sono ora indennizzati all’80% anziché al 30%, entro il sesto anno del bambino, mentre il Bonus nido arriva a 3.600 euro l’anno.
Nel nuovo Isee la prima casa è esclusa dal calcolo fino a 91.500 euro, contro i precedenti 52.500. A difesa del potere d’acquisto restano la Carta “Dedicata a te”, finanziata con 500 milioni annui, e lo sconto Tari del 25% per i nuclei in difficoltà. Il Piano casa prevede inoltre 10 miliardi per oltre 100mila alloggi in dieci anni, accanto al recupero di 60mila abitazioni popolari oggi inutilizzabili.
Meno tasse, stipendi più alti
Poi c’è la busta paga, ciò che gli italiani a fine mese non possono non guardare. Riforma dell’Irpef e taglio del cuneo fiscale hanno rimesso oltre 21 miliardi nelle tasche degli italiani. Gli scaglioni sono passati da quattro a tre e l’aliquota sui redditi tra 28mila e 50mila euro è scesa dal 35 al 33%. Il dossier calcola un beneficio fino a 203 euro al mese per una lavoratrice single con un reddito di 26mila euro e fino a 970 euro per una lavoratrice con due figli che ne guadagna 30mila.
Le tasse inoltre sono diminuite senza aumentare il disavanzo: il rapporto deficit/Pil, intanto, è calato dall’8,1% del 2022 al 3,1% del 2025, facendo persino meglio del 3,3% previsto. Sarebbe già sotto il 3%, ricorda il documento, senza i miliardi che lo Stato continua a pagare per il Superbonus del governo Conte…
Meno sbarchi, più Stato
La concretezza si vede anche ai confini. Nei primi sette mesi del 2026 sono sbarcati circa 16mila migranti: il 55% in meno rispetto al 2025, il 60% sul 2022 e l’80% sul 2023. Dal primo gennaio al 26 agosto sono stati eseguiti 5.620 rimpatri.
Accordi con i Paesi di origine e transito, protocollo con l’Albania e centri di rimpatrio nelle Nazioni terze compongono una strategia che prova a prevenire, non soltanto a inseguire l’emergenza. Nella stessa direzione va il Piano Mattei: 18 Stati coinvolti, 5,5 miliardi di dotazione iniziale e 76 progetti per creare sviluppo in Africa e governare a monte le rotte migratorie.
I confini, tuttavia, sono soltanto il primo perimetro della sicurezza. Il governo ha disposto 45mila assunzioni nelle forze dell’ordine e ne prevede altre 25mila entro la fine della legislatura. Circa 4mila operazioni “Alto impatto” hanno portato al controllo di più di un milione di persone. Nel 2025 i reati risultano diminuiti del 16% rispetto al 2014, con gli omicidi in calo del 40%.
Sul fronte antimafia si contano 108 latitanti catturati, 278 maxi-operazioni, 4.177 arresti, 2.251 interdittive e 18mila beni confiscati e restituiti alla collettività. La sicurezza torna così a essere un diritto dei cittadini, non una parola da pronunciare con imbarazzo.
Sanità, energia e formazione
Uno Stato forte poi non si limita a difendere ma cura e protegge. Il Fondo sanitario nazionale passa dai 126 miliardi del 2022 ai quasi 143 miliardi previsti per il 2026. Nel primo semestre sono state erogate nei tempi di garanzia oltre 1,6 milioni di prestazioni in più, con 14,9 milioni di prenotazioni complessive.
Proteggere significa anche difendere famiglie e imprese dall’energia cara. Dopo oltre 60 miliardi già impiegati, il decreto Bollette aggiunge 5 miliardi e porta il bonus sociale a 315 euro per quasi tre milioni di famiglie. Tra ottobre 2022 e aprile 2026 la potenza rinnovabile installata è cresciuta di circa 24 gigawatt, il triplo rispetto ai governi precedenti.
E mentre la sinistra resta prigioniera dei propri tabù, nel giugno 2026 la Camera ha approvato la delega sul nucleare sostenibile. L’Italia punta sui piccoli reattori modulari, sugli impianti avanzati di quarta generazione e su una filiera nazionale che coinvolga Enel, Ansaldo e Leonardo.
L’investimento sul futuro passa infine dalla formazione. L’abbandono scolastico è sceso dall’11,5 al 7,3%, già sotto l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Il Fondo ordinario per l’università ha raggiunto 9,4 miliardi, il 26% in più rispetto al 2019, mentre a Medicina sono stati aperti 8mila posti aggiuntivi. È questo il filo che lega i numeri: la stabilità non come semplice permanenza a Palazzo Chigi, ma come tempo guadagnato per governare.
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