L’AQUILA – La questione dei lavoratori addetti alle mense scolastiche senza stipendio in estate è seria. Perché riguarda persone e famiglie (150 solo nel comune dell’Aquila), il loro diritto ad una vita dignitosa e a crescere in tranquillità i loro figli. Ed ecco che, con la sensibilità che gli è propria, ma con la determinazione che la questione merita, Paolo Romano, consigliere comunale tra i più attivi e concreti, ha scritto due lettere. La prima alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone, la seconda all’Assessore regionale al Sociale Roberto Santangelo. Due documenti che ReteAbruzzo vi propone in versione integrale, perché notizie così serie, che coinvolgono la vita lavorativa delle persone, vanno lette alla fonte, in originale. Senza alcuna interferenza redazionale.
LETTERA ALLA MINISTRA DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI MARINA ELVIRA CALDERONE
Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Marina Elvira Calderone
Oggetto: Lavoratrici e lavoratori della ristorazione scolastica privi di reddito nei mesi estivi – richiesta urgente di intervento normativo e di uno strumento nazionale di sostegno
Gent.ma Ministra Calderone,
Le scrivo in qualità di Consigliere comunale dell’Aquila per sottoporle una situazione che riguarda direttamente circa 150 lavoratrici e lavoratori impiegati nel servizio di ristorazione scolastica della nostra città, ma che assume evidentemente una dimensione nazionale interessando migliaia di addetti del settore.
Alla conclusione dell’anno scolastico, con la sospensione del servizio di refezione, queste persone si ritrovano per diversi mesi senza retribuzione e, nelle condizioni rappresentate dai lavoratori, senza la possibilità di accedere alla NASpI o ad altri strumenti di sostegno al reddito.
Non siamo di fronte a una sospensione occasionale dell’attività, ma a una condizione che si ripete sistematicamente ogni anno e che determina un vero e proprio vuoto di tutela.
Parliamo prevalentemente di lavoratrici e lavoratori che per nove mesi garantiscono un servizio pubblico essenziale per migliaia di bambini e famiglie e che, con l’arrivo dell’estate, si trovano improvvisamente a dover affrontare senza reddito le normali spese quotidiane: affitto o mutuo, utenze, alimentazione, cure, spese familiari e, proprio alla fine del periodo estivo, l’acquisto dei libri e del materiale scolastico per i propri figli. È una condizione difficilmente accettabile sotto il profilo sociale prima ancora che lavorativo.
Non può essere considerata normale una forma di occupazione nella quale la stessa organizzazione del servizio determina ogni anno, in maniera prevedibile, alcuni mesi di totale scopertura reddituale. Se la normativa vigente non riesce a tutelare adeguatamente queste lavoratrici e questi lavoratori, ritengo necessario che sia la politica a colmare questo vuoto.
Per questo Le chiediamo di promuovere con urgenza un intervento del Governo e del Ministero del Lavoro finalizzato all’individuazione di uno strumento strutturale di sostegno al reddito per gli addetti ai servizi di ristorazione e agli altri servizi scolastici che, per effetto della sospensione estiva delle attività, rimangono privi di retribuzione e non possono beneficiare degli ordinari ammortizzatori sociali.
La soluzione potrebbe essere individuata attraverso uno specifico ammortizzatore, un’indennità per i periodi di sospensione, un’estensione delle tutele esistenti o altro istituto che il Governo riterrà tecnicamente più appropriato. Ciò che non è più rinviabile è il riconoscimento normativo del problema.
Potrebbe essere utile, a tal proposito, l’apertura di un confronto nazionale con le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei lavoratori, gli enti locali e le imprese del settore, affinché si possa arrivare a una soluzione capace di superare definitivamente questa condizione di precarietà ciclica.
Dal territorio dell’Aquila arriva un appello disperato: non lasciare sole queste persone. Un Paese che affida ogni giorno a queste lavoratrici e a questi lavoratori una parte importante dei propri servizi scolastici non può ricordarsi di loro soltanto quando le scuole sono aperte.
Confidando nella Sua attenzione e in un concreto interessamento del Ministero, resto a disposizione per ogni utile confronto istituzionale e per rappresentare direttamente le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori aquilani.
Distinti saluti,
Paolo Romano
Consigliere comunale dell’Aquila
LETTERA ALL’ASSESSORE REGIONALE ALLE POLITICHE SOCIALI ROBERTO SANTANGELO
Oggetto: Sostegno ai lavoratori della ristorazione scolastica nei mesi estivi – richiesta di intervento della Regione Abruzzo
Gent.mo Assessore Santangelo,
torno a sottoporre all’attenzione la difficile condizione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei servizi di ristorazione scolastica, con particolare riferimento ai circa 150 addetti che operano nel Comune dell’Aquila.
Con la conclusione dell’anno scolastico queste persone vedono interrompersi l’attività lavorativa e rimangono per diversi mesi prive di reddito, senza poter contare, nelle condizioni rappresentate dagli stessi lavoratori, sulla NASpI o su altri strumenti ordinari di sostegno.
Una situazione che non rappresenta più un’emergenza imprevedibile: si verifica ogni anno, riguarda sostanzialmente le stesse famiglie e produce conseguenze economiche e sociali che le istituzioni conoscono perfettamente.
È per questa ragione che ritengo non sia più sufficiente limitarsi a riconoscere l’esistenza del problema.
Nel Consiglio comunale dell’Aquila ho già posto formalmente la questione, chiedendo l’attivazione di un tavolo istituzionale e l’individuazione di strumenti economici capaci di accompagnare queste lavoratrici e questi lavoratori durante i mesi di sospensione del servizio.
Esistono, inoltre, esperienze maturate in altre Regioni italiane dalle quali l’Abruzzo può prendere spunto.
È il caso, richiamato anche nell’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale, della Regione Sardegna, dove sono state destinate specifiche risorse al sostegno dei lavoratori dei servizi mensa e pulizia scolastica rimasti senza reddito durante il periodo estivo. Se un’altra Regione ha individuato un percorso amministrativo e finanziario per affrontare questa situazione, credo che l’Abruzzo abbia il dovere almeno di verificarne immediatamente la replicabilità sul nostro territorio.
Sarebbe opportuno promuovere, attraverso l’assessorato e le strutture regionali competenti, l’istituzione di uno specifico strumento regionale di sostegno economico destinato alle lavoratrici e ai lavoratori dei servizi scolastici che, durante la sospensione estiva, rimangono privi di retribuzione e di ammortizzatori sociali.
L’intervento regionale potrebbe rappresentare una misura ponte in attesa dell’auspicabile modifica della normativa nazionale, sulla quale ritengo necessario che anche la Regione Abruzzo intervenga nei confronti del Governo. Contestualmente sarebbe opportuno convocare rapidamente un tavolo regionale con Comuni, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori e soggetti gestori, con l’obiettivo non soltanto di affrontare l’emergenza, ma di costruire una proposta strutturale.
La Regione ha gli strumenti politici e istituzionali per farsi carico di questa battaglia. Non possiamo accettare che lavoratrici e lavoratori che durante l’anno garantiscono quotidianamente un servizio fondamentale per le nostre scuole siano costretti, con l’arrivo dell’estate, a rivolgersi alle reti di solidarietà e assistenza per affrontare le normali esigenze delle proprie famiglie.
Per questo, ti chiedo di verificare con urgenza le esperienze già adottate dalle altre Regioni e di lavorare affinché già dal prossimo periodo di sospensione estiva possa esistere anche in Abruzzo uno strumento specifico di tutela.
Resto a disposizione per un confronto e auspico che su questa vertenza possa essere rapidamente convocato un incontro con una rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
Cordiali saluti.
Paolo Romano
Consigliere comunale dell’Aquila
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