«I miei primi cento giorni in Via…


Cento giorni. La soglia psicologica entro cui misurare l’efficacia di un’amministrazione comunale è stata superata dalla giunta guidata dal sindaco Andrea Murari. Il quale, eletto il 25 maggio scorso, nell’intervista che segue traccia un primo bilancio del suo impegno in via Roma. Sicurezza, welfare, lavoro, ambiente (con l’emergenza climatica di questa estate) sono state le prime tematiche affrontate per dare risposte immediate ai cittadini. Ora si apre la fase della progettazione, con due novità annunciate per l’autunno: un piano per il rilancio dell’università e il via al tavolo per l’istituzione di un’agenzia per la casa.

Come definisce i suoi primi cento giorni da sindaco?

Abbiamo lavorato duramente dal primo giorno, garantendo alla città una maggioranza unita e una giunta operosa, con esperienza ma anche con energie nuove. Abbiamo messo subito in campo misure concrete per continuare a far crescere la città in termini di popolazione e di opportunità per i giovani, ma anche risorse per prenderci cura dei quartieri, aumentare la sicurezza e sostenere le famiglie in difficoltà. Molte delle proposte fatte in campagna elettorale sono già diventate azioni concrete e nella seconda metà di settembre, con la giunta, ricominceremo a incontrare i cittadini nei quartieri per parlare delle priorità della città.

La sicurezza è stato il primo punto che ha affrontato con l’istituzione di un comando della polizia locale a Lunetta e l’assunzione di otto nuovi agenti. Con che risultati?

Abbiamo fatto molto di più: esteso l’orario notturno nei fine settimana fino alle 2 di notte, aumentato i pattugliamenti nei quartieri, confermato i presidi fissi in centro e a Lunetta, formato il cane antidroga che dall’autunno sarà operativo, dotato gli agenti di nuovi strumenti come il bolawrap. Dal punto di vista della presenza e dell’operatività della polizia locale abbiamo investito moltissimo in questi primi mesi consolidando la collaborazione con le altre forze dell’ordine.

Eppure, l’opposizione continua a criticarla dicendo che Mantova non è una città sicura. Cosa risponde?

Non ho sentito una parola contraria dalle opposizioni sulle misure che abbiamo messo in campo per rendere la polizia locale più presente e operativa. In tutte le città, soprattutto nei capoluoghi, dove si concentrano i servizi, le persone si sentono meno sicure di qualche anno fa. È l’effetto di come sta cambiando l’uso dello spazio pubblico e della cattiva gestione dell’immigrazione da parte dei governi, che crea pochissima integrazione e molta insicurezza. Dare la colpa ai sindaci significa non riconoscere che c’è un problema diffuso che lo Stato non riesce ad affrontare con efficacia.

Appena eletto ha anche incontrato l’associazione Agape di Caritas che si occupa di marginalità e di famiglie povere. Che situazione ha trovato e come è intervenuto?

Una parte di ciò che viene definita insicurezza ha a che fare anche con situazioni di grave marginalità: disagio psichico, dipendenze, persone che vivono e dormono in strada. Stiamo lavorando con le associazioni per attivare servizi efficaci di presa in carico, sia di giorno che di notte. Servono spazi affinché queste situazioni possano essere seguite quotidianamente dai professionisti.

Il welfare richiede sempre più risorse. Come farà l’amministrazione a sostenere il ritmo visto che i cittadini, tra guerre e caro bollette, si impoveriscono sempre di più?

L’unico modo per sostenere una città in cui aumentano bisogni e anziani è farla crescere dal punto di vista economico e demografico, portando imprese, lavoro e nuovi giovani residenti.

I giovani sono sempre stati al primo posto nella sua campagna elettorale: che cosa ha fatto per trattenere a Mantova i talenti?

Lavoro, casa, servizi per le famiglie. In questo stiamo proseguendo un lavoro straordinario avviato con l’amministrazione precedente. Nelle prossime settimane presenteremo un piano di rilancio dell’università, altra leva di fondamentale importanza.

Il polo logistico di Valdaro si sta espandendo con nuovi insediamenti e posti di lavoro. A che punto è il piano casa per far sì che i nuovi lavoratori risiedano in città?

Il piano casa è già avviato con il recupero di nuovi alloggi pubblici e la candidatura a bandi per recuperarne altri. In autunno partirà il tavolo per la costituzione dell’agenzia per la casa che dovrà coinvolgere anche i proprietari privati e le nuove imprese che si stanno insediando.

Cosa risponde a chi sostiene che, con la logistica, si sta dando ai giovani un lavoro povero?

Che è un’analisi superficiale. A Valdaro abbiamo portato anche molta manifattura. Molte delle aziende logistiche che si sono insediate hanno fatto grandi investimenti in tecnologia, generando un indotto importante anche per altre imprese. La grande sfida è continuare ad attrarre nuovi investimenti anche nei prossimi anni.

Mantova è tornata sopra i 50mila abitanti con il suo predecessore e continua ad esserlo con lei. Basta il bonus affitti per i residenti o serve altro?

Il bonus affitti è stato rifinanziato e vogliamo estenderlo, anche con il contributo delle nuove imprese che stanno arrivando, perché è fondamentale che una parte dei nuovi lavoratori venga ad abitare in città. Servono soprattutto le case: quelle in affitto sono poche e sempre più care. Per questo stiamo lavorando per allargare sia l’offerta pubblica che quella privata.

Emergenza climatica. Che cosa ha fatto il Comune in questi primi cento giorni per fronteggiarla, e cosa farà?

Nell’immediato col piano caldo abbiamo aiutato le persone più fragili, con la consegna di condizionatori e ventilatori, i rifugi climatici, le spese a domicilio. A livello strutturale stiamo lavorando all’implementazione del piano del verde, che prevede nuove aree pubbliche da de-pavimentare e piantumare per abbassare le temperature.

Lei ha lavorato per preparare la città ai disagi che il cantiere delle Ferrovie per il sottopasso di Porta Cerese provocherà. Su che cosa ha puntato e quando partiranno i lavori?

Il cantiere parte nella seconda metà di settembre e prima del suo inizio è programmato un incontro pubblico per spiegare i lavori e il cronoprogramma. Come tutti i cantieri stradali importanti porterà disagi, ma i benefici dell’opera saranno enormi considerato che saranno eliminate le circa 30 chiusure giornaliere del passaggio a livello.

Il nodo di Porta Cerese non sarà mai chiuso alle auto e per i percorsi ciclopedonali e il trasporto pubblico abbiamo studiato percorsi alternativi.

Anche se non sono cantieri del Comune, cosa può fare il sindaco per accelerare quello del raddoppio e quello davanti alla stazione?

Il cantiere della stazione volge al termine e col sottopasso la viabilità sarà migliore. Per il raddoppio i temi sono due. Il ritardo nei lavori, ma soprattutto il fatto che mancano i soldi per completare la seconda parte del raddoppio verso Milano, senza il quale l’opera non ha senso. Su questo ho chiesto al presidente Bottani di convocare insieme un tavolo con tutti i rappresentanti del territorio: sindaci, assessore regionale Beduschi, consiglieri regionali e parlamentari, per fare squadra e chiedere al governo di impegnare le risorse necessarie.

Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti basato sui cassonetti intelligenti come sta andando?

Molto bene: i cittadini sono contenti sia dei contenitori che dello Spazzino di Quartiere. Entro fine anno estenderemo il sistema a tutta la zona nord.

È partita anche la gara per il socio privato di Mantova Ambiente per poi arrivare al nuovo piano rifiuti in 53 Comuni che contempla la realizzazione di un impianto che chiuda il ciclo dello smaltimento. Si riuscirà a costruirlo?

Mantova Ambiente sta studiando delle soluzioni tecnico-impiantistiche, visto che la discarica ha una durata limitata e spendiamo ogni anno circa 15 milioni per smaltire il rifiuto secco. Trattandosi di tecnologie innovative dobbiamo aspettare di capire come funzionano e che impatti hanno prima di essere in grado di fare una valutazione precisa.

A che punto è Mantova Hub?

Per completare il progetto manca solo il recupero di una parte dell’area di San Nicolò. I lavori sul capannone che ospiterà Its e corso di Chimica Verde sono in via di conclusione. Mentre sugli altri sono stati realizzati gli interventi di consolidamento strutturale. L’obiettivo è concludere tutti i lavori nel 2027. Ciò che abbiamo fatto con Mantova Hub ha cambiato completamente il volto di Fiera Catena, un quartiere per anni abbandonato al degrado e oggi bellissimo.




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