C’è una frase che racchiude meglio di ogni altra il percorso di Carlo Gori, oggi 46enne che vive ad Abuja, capitale della Nigeria A un certo punto ho smesso di cercare un colpevole e ho iniziato a chiedermi cosa potessi fare io.
Dietro queste parole si nasconde una storia fatta di illusioni infrante, stipendi bloccati e la scoperta che a volte cambiare vita significa prima di tutto smettere di aspettarsi qualcosa da chi non può o non vuole darlo
Il primo colpo, bottoni gratis dopo la laurea e la decisione della prima fuga in Irlanda
Il primo colpo arriva subito dopo la laurea in Economia e Commercio, completata con un Master in Management internazionale Carlo era convinto che quel percorso di studi gli avrebbe aperto le porte del mondo del lavoro Invece la prima proposta arrivata dall’ufficio stage della sua università fu un incarico senza alcuna retribuzione, vendere bottoni per camicie e pantaloni in una fiera di Firenze, pagandosi da solo viaggio e spese Mi presentai in giacca e cravatta pensando a un colloquio Mi diedero un catalogo di bottoni e mi dissero di andare a cercare clienti gratis Lì ho capito che tra il valore dei titoli di studio e quello che offre davvero il mercato del lavoro italiano c’era un abisso, racconta oggi
Da quell’esperienza nasce la sua prima fuga dall’Italia, che risale al 2005 Decide di trasferirsi in Irlanda per perfezionare l’inglese, in un momento in cui l’economia del paese è in piena espansione e le opportunità arrivano rapidamente In tre anni cambia tre aziende, passando dal settore bancario a una concessionaria d’auto fino a uno dei principali broker previdenziali del paese Quando arrivai lavoravo come figura junior e guadagnavo già più di quanto mi sarebbe stato offerto in Italia Nel giro di pochi anni passai da 26mila a 70mila euro lordi l’anno, con auto aziendale Avevo poco più di 25 anni
Il ritorno, la scoperta dei budget e il pesante schiaffo del colloquio già deciso
Poi arriva la crisi finanziaria del 2008 e decide di rientrare in Italia Convinto che quell’esperienza internazionale gli venga riconosciuta, investe ancora nella propria formazione con un ulteriore Master Ma la realtà è molto diversa dalle aspettative Dopo uno stage pagato appena 200 euro al mese, entra in una multinazionale del settore pneumatici, dove resta per oltre dieci anni Fa carriera, diventa quadro, partecipa a un prestigioso percorso formativo in Francia e spera in un incarico all’estero Quell’occasione, però, non arriverà mai Continuavo a chiedere quale sarebbe stato il mio futuro, ma dall’ufficio risorse umane non ricevevo risposte Alla fine mi dissero che mandare all’estero una figura come la mia non conveniva economicamente all’azienda In quel momento ho capito che non contavano più le persone, ma soltanto i budget
Non è l’unico episodio che lo convince a cambiare strada Anni prima, durante una selezione per un’altra importante azienda, un recruiter gli aveva confessato con disarmante sincerità che i candidati erano già stati scelti Mi disse che dalla sede centrale avevano già inviato i curriculum delle persone da assumere È stato uno schiaffo Quando certe dinamiche le senti raccontare fanno un effetto, quando le vivi sulla tua pelle è diverso
Il tentativo imprenditoriale finito in un anno e un ultimo tentativo con lo stesso stipendio di vent’anni prima
Lascia così la multinazionale e tenta la strada dell’imprenditoria a Torino, importando tecnologie per la medicina estetica dalla Cina L’esperienza dura meno di un anno Mi resi conto che moltissimi clienti volevano lavorare senza fattura Il problema non era soltanto l’illegalità Era che, se decidevi di rispettare le regole, rischiavi di non essere competitivo Quello, secondo me, non era il problema della mia azienda, era il riflesso di un intero sistema
L’ultimo tentativo in Italia arriva nel settore dell’odontoiatria privata Diventa clinic manager, gestisce personale, medici e organizzazione di una struttura, lavorando oltre 50 ore alla settimana Lo stipendio, però, è di 1600 euro netti al mese Lo stesso che percepiva quasi vent’anni prima in Irlanda, da giovane assunto alle prime armi Più dello stipendio mi pesava il modello C’era una pressione costante per aumentare il fatturato e spingere trattamenti che, a mio avviso, non sempre erano realmente necessari Ho preferito andarmene
La Naspi come rinascita, non come vuoto e l’incontro che cambia la vita
Quando termina il contratto, accede alla Naspi, l’indennità di disoccupazione Per molti sarebbe un periodo di ansia e incertezza Per Carlo diventa invece l’occasione per ripensare il proprio futuro Quei 18 mesi mi hanno restituito serenità Non li ho vissuti come un periodo di inattività, ma come il tempo necessario per progettare la mia vita senza dover tornare dai miei genitori
È proprio in quel momento che riaffiora un vecchio contatto conosciuto ai tempi dell’Irlanda, una donna nigeriana con cui aveva mantenuto i rapporti negli anni Parte per dieci giorni e scopre un paese molto diverso da quello raccontato dai media Decide di cambiare vita Gli ultimi giorni del viaggio coincidono con il matrimonio Pochi mesi dopo torna definitivamente ad Abuja
Ricominciare da zero ad Abuja e ora il nuovo progetto, l’agroalimentare in Nigeria
La prima cosa che colpisce è la povertà, impossibile non vederla Ma subito dopo scopri l’educazione, la dignità e il rispetto con cui le persone ti accolgono Mi sono sentito a casa molto prima di quanto immaginassi In Nigeria ricomincia ancora una volta da zero Costruisce contatti con aziende straniere interessate a investire nel paese, ottiene la distribuzione esclusiva di un marchio di robot per piscine, firma un accordo con una società americana specializzata in fusioni e acquisizioni e inizia persino a scrivere articoli di economia africana per un sito specializzato
Trovo che la popolazione nigeriana sia molto ospitale, rispettosa ed educata, ma quando si parla di soldi bisogna stare attenti perché non guarda in faccia a nessuno Tenta qualunque cosa pur di farcela C’è un grandissimo individualismo finalizzato a poter creare la propria fortuna finanziaria Ovviamente questo è dovuto a una situazione economico sociale complicata
Oggi Carlo è temporaneamente rientrato in Italia, questa volta non per restarci, ma per lavorare in un’azienda agricola e acquisire competenze specifiche che intende portare nuovamente in Nigeria a settembre, dove sogna di sviluppare progetti nel settore agroalimentare La Nigeria importa circa il 95 per cento di tutto il fabbisogno nazionale in termini di cibo A differenza di quanto si possa pensare, l’agricoltura non è per nulla sviluppata Spero che il know how che acquisirò in questi mesi possa rivelarsi utile
La lezione più grande
Guardando indietro, però, Carlo non prova rancore verso l’Italia Sarebbe il modo peggiore di vivere A un certo punto ho smesso di cercare un colpevole e ho iniziato a chiedermi cosa potessi fare io Il successo passa attraverso la libertà di muoversi e di reinventarsi Le barriere geografiche esistono solo se decidiamo di farci fermare da loro Questa è la lezione più grande che ho imparato
Dott.ssa Marianna Bassetti
La Dott.ssa Marianna Bassetti � una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l�Universit� degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si � specializzata nell�analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennit�…
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