L’Europa dello spazio vola basso. Umberto Guidoni: “Una vita da ospiti della Nasa non può bastare”


“L’Europa deve fare un passo avanti, in termini di investimenti e tecnologie” per giocare da protagonista nello spazio. Altrimenti resterà confinata a un ruolo secondario, dipendente dagli Stati Uniti, dove “seppure ben accolti, gli europei sono pur sempre ospiti delle missioni Nasa”, o dei ricchi businessman privati come Elon Musk che “da un giorno all’altro può cambiare idea e decidere chi favorire e chi no”. Umberto Guidoni, astronauta italiano, primo europeo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 1992, intervistato da Huffpost, analizza gli scenari dell’industria europea dello spazio che sono emersi dal primo International Space Summit, la conferenza organizzata a Parigi il 9 e 10 settembre da Francia e Germania, che ha riunito 120 delegazioni internazionali, ministri, industriali e astronauti al Grand Palais.

Il tema che più ha attraversato i due giorni di lavori a Parigi è se l’Europa può davvero diventare una potenza spaziale autonoma, o resterà sempre un partner di lusso nei programmi altrui? Molto dipenderà dagli investimenti, ha sottolineato il direttore generale dell’Esa (Agenzia spaziale europea) Josef Aschbacher, ricordando che l’Europa investe nello spazio circa lo 0,07% del proprio Pil complessivo, contro lo 0,24% degli Stati Uniti. Un divario che va colmato se si vuole pensare a un futuro di primo piano, soprattutto mentre l’Esa sta preparando nuove proposte per rafforzare l’autonomia europea nell’esplorazione e nel trasporto spaziale, compreso il campo del volo umano. Secondo Guidoni “eventi come quello di Parigi sono importanti per promuovere una politica più complessiva rivolta a tutti i Paesi. Se dalle parole passiamo ai fatti, però, il discorso si fa diverso diverso. L’Europa deve fare un passo avanti, in termini di investimenti e tecnologie, ad esempio con il trasporto verso le orbite basse (LEO) per lanciare o recuperare materiali dell’Iss”.

Rafforzare l’industria spaziale europea è il messaggio che hanno lanciato il presidente francese Emmanuel Macron, promotore dell’International Space Summit, e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Macron ha definito “fragile” il settore spaziale europeo e ha chiesto una “governance condivisa” dell’industria a livello comunitario. Ha elencato poi una serie di traguardi futuri tra cui tra dieci anni ci dovrebbe essere fosse una missione spaziale con equipaggio a firma interamente europea, lanciata dallo spazioporto dell’Esa nella Guyana francese, a Kourou. Per Guidoni “le parole di Macron sono sicuramente da sottolineare, ma c’è da capire se sarà davvero così”. Von der Leyen, invece, si è concentrata piuttosto sull’aspetto della difesa. Si continua infatti a parlare da tempo di militarizzazione dello spazio e la presidente della Commissione europea si è inserita nel dibattito affermando che “la nostra sicurezza sulla Terra dipende sempre più dalla sicurezza nello spazio”.

Le rivalità, infatti, ad oggi non si limitano ai conflitti in corso sul nostro pianeta. La nuova corsa allo spazio, iniziata oramai da tempo, vede come protagonisti indiscussi Stati Uniti e Cina, impegnati a sfidarsi per ottenere il dominio del cosmo. L’Agenzia Spaziale Europea in questo contesto sta ricoprendo un ruolo di supporto, seppur importante, per la Nasa, l’agenzia spaziale americana. “Ho passato tanto tempo a dire che lo spazio aveva superato la sua fase iniziale di competizione, essendo nato come supporto alla parte militare e politica, diventando invece terreno di cooperazione e innovazione – commenta Umberto Guidoni, parlando con Huffpost – Purtroppo gli ultimi anni mi hanno smentito, sopratutto da quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina e quindi i rapporti si sono raffreddati. Anche il legame che c’è sempre stato tra Esa e Nasa ne ha risentito”.

Proprio il tema dei rapporti con Washington è stato uno dei più discussi al Summit. Tra gli ospiti attesi c’erano anche i grandi privati americani, come Space X di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos. All’ultimo minuto, però, hanno annullato la propria partecipazione dopo che – secondo le ricostruzioni di Reuters e Politico –  la Casa Bianca ha sconsigliato a diverse aziende americane di prendere parte all’evento. Gli Stati Uniti, infatti, hanno diverse questioni aperte con l’Unione Europea, fra cui la regolazione delle attività spaziali e le politiche europee che puntano a rafforzare l’autonomia del continente.

Questo conferma, secondo Guidoni, che “seppur ben accolti, gli europei sono sempre ospiti delle missioni Nasa”. In una nuova epoca di competizione e di pericoli concreti per la sicurezza degli Stati, l’Unione Europea non può permettersi di dipendere da un altro Stato che potrebbe cambiare opinione a proprio piacimento. E conferma anche il rischio che si corre con i privati. Ad oggi, la Nasa ha sviluppato un modello in cui aziende come Space X o Blue Origin sono perfettamente integrate nel sistema e soprattutto, necessarie. La stessa Space X dal 2006 ad oggi ha ricevuto dalla Nasa contratti e finanziamenti per oltre 15 miliardi di dollari per servizi di lancio, sviluppo di veicoli e missioni di trasporto spaziale. In Europa, invece, oltre ad investimenti pubblici seri mancano anche grandi privati che possano tenere testa a quelli americani e competere con il loro monopolio. Nel 2023, le startup spaziali europee hanno raccolto 1,2 miliardi di euro di investimenti, contro 14,5 miliardi di dollari delle controparti statunitensi. Secondo Guidoni “se sviluppiamo un’industria europea potente ed indipendente, ma poi ci troviamo ancora a dover utilizzare i razzi di SpaceX per mandare i carichi nello spazio, allora siamo punto e a capo”. Senza considerare la dipendenza sul fronte della difesa: l’esempio è Starlink, la rete satellitare di Elon Musk accesa e spenta a seconda delle sue decisioni personali, un episodio che hanno vissuto sulla loro pelle in Ucraina e che, secondo Guidoni, dovrebbe far riflettere l’Europa su quanto sia fragile la sua autonomia.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม