ROMA – I progetti di espansione di 20 dei maggiori scali aerei europei risultano incompatibili con gli obiettivi climatici nazionali e con i limiti di emissione imposti dal riscaldamento globale. Ecco cosa emerge da una nuova ricerca di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea in materia di decarbonizzazione dei trasporti.
Con l’ampliamento degli scali il carbonio sarà superato da 2 a 3 volte. Secondo lo studio, gli ampliamenti di 20 aeroporti in dieci Paesi europei – Regno Unito, Irlanda Francia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera – porteranno ciascuno di questi scali a superare da due a tre volte il proprio budget di emissioni di carbonio compatibile con l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature medie globali entro 1,7 °C. Sulla base degli attuali piani di crescita, infatti, il settore dell’aviazione europeo esaurirà quest’anno il budget di emissioni di carbonio residuo previsto per l’obiettivo di 1,5 °C; ed esaurirà quello per l’obiettivo di 1,7 °C entro il 2033.
Gli effetti della carbonizzazione persistente sulle popolazioni povere. Il paradosso sta nel fatto che l’uso dei fossili, come il carbone minerale, crei una oggettiva dipendenza tra le popolazioni più povere del Pianeta al punto da creare un circolo vizioso, una vera trappola, che danneggia gravemente la loro salute, l’ambiente nel quale vivono e le loro economie già precarie. Nei Paesi a basso reddito, il carbone rappresenta spesso l’unica fonte di energia accessibile e a basso costo. Ma i costi umani e sociali di questa assuefazione sono altissimi.I principali danni si dividono in quattro macro-aree:
Danni alla salute e mortalità precoce.
– L’uso domestico di carbone vegetale e legna in stufe inefficienti provoca un inquinamento domestico dell’aria.
– Malattie respiratorie croniche: L’inalazione costante di fumo e polveri sottili causa polmoniti, bronchiti croniche, malattie cardiache e tumori polmonari.
– Impatto sproporzionato su donne e bambini: secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’inquinamento domestico causa milioni di morti premature ogni anno nel mondo. Le donne e i bambini piccoli sono i più colpiti perché trascorrono più tempo vicino ai fuochi domestici.
Il paradosso economico e climatico. I Paesi poveri – lo si è scritto e detto tante volte – subiscono i danni peggiori pur avendo contribuito pochissimo alle emissioni globali. Le malattie causate dal fumo passivo domestico riducono la capacità lavorativa degli adulti (specialmente delle donne) e prosciugano le risorse economiche familiari per affrontare le cure. E poi c’è da considerare l’estrema vulnerabilità rispetto ai disastri climatici. La carbonizzazione globale contribuisce al cambiamento delle condizioni atmosferiche e alimenta eventi meteorologici estremi. Di fronte a questo, le popolazioni povere non hanno le risorse, né economiche né strutturali per proteggersi dalla siccità estrema, dalle alluvioni, dalle carestie provocate dal clima.
I progetti di espansione in 7 grandi città europee. I SAF – i carburanti sostenibili per il trasporto aereo – non bastano per restare nei limiti sopportabili. Nelle grandi città europee, tra cui Londra, Parigi, Madrid, Lisbona, Dublino, Francoforte e Bruxelles, sono in corso, o sono stati annunciati, importanti progetti di ampliamento aeroportuale.
Le rassicurazioni delle Compagnie e i dubbi nell’analisi di T&E. Le compagnie aeree e gli enti che gestiscono gli aeroporti, tuttavia, assicurano ai governi di poter intensificare i flussi e trasportare un maggior numero di passeggeri pur rispettando gli obiettivi climatici europei, con la promessa che carburanti più puliti e aeromobili più efficienti consentiranno di ridurre le emissioni in misura sufficiente. Tuttavia, l’analisi di T&E dimostra che ogni aeroporto supererà il proprio livello di carbonio, anche tenendo conto dell’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e di aeromobili più efficienti.
Le scelte nette che i governi dovrebbero fare. Dice Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E: “I governi possono scegliere di non esasperare il cambiamento climatico. L’aumento del volume di traffico aereo che si avrà costruendo nuove piste e ampliando i terminal annullerà qualsiasi beneficio derivante da carburanti più puliti o motori più efficienti. Dopo il caldo torrido, gli incendi e la siccità di quest’estate – ha aggiunto – i governi si trovano di fronte a una scelta netta: possono aggravare la situazione, approvando espansioni aeroportuali dannose, oppure agire con decisione e fermarle subito”.
Gli aeroporti peggiori d’Europa per l’ambiente.
Lisbona e Porto.Negli attuali piani di espansione aeroportuale del Portogallo, si registrano gli scali di Lisbona e Porto, con uno sforamento di 2,8 volte il budget di carbonio. Insieme i due aeroporti rappresentano circa l’80% delle emissioni del settore del trasporto aereo portoghese, ma dovrebbero al contrario ridurre le emissioni del 12% ogni anno.
Dublino. Con un fattore di 2,6 volte i livelli tollerabili. Sonomilioni di tonnellate di CO₂ all’anno, un quantitativo equivalente alle emissioni prodotte in un anno da 1,4 milioni di automobili.
Gli aeroporti spagnoli. Portano la maglia nera per emissioni e crescono più velocemente che nel resto d’Europa. Le emissioni del settore aereo in Spagna stanno crescendo più rapidamente che in qualsiasi altro grande Paese europeo. Ciononostante, il Paese sta cercando di ampliare contemporaneamente 12 dei suoi aeroporti più trafficati, tra cui Madrid, Barcellona, Palma e Malaga. Questi quattro aeroporti rappresentavano i due terzi (66%) delle emissioni in partenza dalla Spagna nel 2025.
Ma esistono Paesi virtuosi. Un recente studio condotto da T&E e dalla New Economics Foundation ha rilevato che, nella maggior parte dell’Europa occidentale, le ragioni economiche a favore dell’espansione degli aeroporti non sono più fondate. Nel frattempo, le esenzioni fiscali concesse al settore del trasporto aereo ne stanno accelerando la crescita: carburante non tassato, biglietti esenti da IVA e voli che sono coperti solo marginalmente dai mercati europei delle emissioni di carbonio.
Gli esempi di Regno Unito e Francia. I governi non hanno bisogno di inventare nuovi quadri normativi per affrontare queste sfide. Gli esempi del Regno Unito e della Francia dimostrano che bilanci emissivi nazionali e roadmap di decarbonizzazione, per il settore aereo, sono possibili; i Paesi Bassi, altresì, hanno definito limiti emissivi vincolanti a livello dei singoli aeroporti.
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