Casa e lavoro, un binomio sempre più strategico per la competitività dei territori —


Il 47% dei giovani intervistati da Assolombarda dichiara che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro. Il 41% è interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal datore di lavoro

Milano, 21 settembre 2026 – La casa non è più soltanto una questione privata, ma un fattore che incide sulla capacità delle imprese di attrarre e trattenere lavoratori e sulla competitività dei territori. Nel Quadrilatero di Assolombarda – formato da Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia – il 47% degli studenti e giovani lavoratori intervistati dichiara che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro, mentre il 41% si dice interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal proprio datore di lavoro. La difficoltà di accesso alla casa si intreccia inoltre con quella della mobilità: il 39% degli intervistati afferma di aver rinunciato almeno a un’opportunità lavorativa o formativa a causa della distanza o delle difficoltà negli spostamenti. Tra gli obiettivi, la necessità di rendere più conveniente per le imprese investire nell’abitare, aumentare l’offerta di soluzioni a canone sostenibile e coordinare maggiormente politiche abitative, urbanistiche e dei trasporti.

Sono queste alcune delle principali evidenze emerse nel corso dell’evento “Abitare il lavoro: casa, imprese e competitività territoriale”, svoltosi oggi nella sede di Assolombarda, durante il quale sono state presentate due ricerche: “Abitare il lavoro”, realizzata da Assolombarda in collaborazione con ADAPT, e “Osservatorio sull’abitare per la competitività delle imprese”, realizzata da Assolombarda in collaborazione con Patrigest | Gabetti Group.

La prima ricerca approfondisce il ruolo delle imprese di fronte alla crescente difficoltà di accesso alla casa, analizzando esigenze e possibili ambiti di intervento in una prospettiva di welfare generativo e responsabilità sociale. La seconda analizza, attraverso dati immobiliari e territoriali e un’indagine su studenti e giovani residenti nel Quadrilatero, l’impatto della questione abitativa sulla mobilità della forza lavoro e sulla competitività del sistema produttivo.

Ne hanno discusso Marta Spinelli, Vicepresidente Welfare, Sicurezza sul lavoro e Relazioni Industriali Assolombarda; Francesco Seghezzi, Presidente ADAPT; Luca Dondi dall’Orologio, Amministratore Delegato Patrigest | Gabetti Group; Emanuela Curtoni, Direttore Area Territorio Assolombarda; Giorgio Colombo, Executive Vice President Human Resources, ICT Edison; Claudia Baitelli, Responsabile Welfare Trenord; Fabio Bottero, Assessore Edilizia Residenziale Pubblica, Comune di Milano; Alessandro Maggioni, Presidente Consorzio Cooperative Lavoratori; Paolo Mora, Direttore Generale Istruzione, Formazione, Lavoro, Regione Lombardia; Arrigo Giana, Vicepresidente Infrastrutture Assolombarda.

Il tema dell’abitare si inserisce nella riflessione che Assolombarda sta portando avanti sul ruolo dell’impresa come attore sociale ha commentato Marta Spinelli, Vicepresidente Welfare, Sicurezza sul lavoro e Relazioni Industriali Assolombarda -. Oggi alle aziende non viene richiesto soltanto di generare valore economico: la loro capacità di crescere, innovare e attrarre competenze dipende sempre più anche dal contributo che sanno offrire alla qualità della vita delle persone e delle comunità in cui operano. È questa la prospettiva del welfare generativo, nel cui ambito l’accesso alla casa rappresenta oggi una delle sfide più urgenti. La difficoltà di trovare soluzioni abitative sostenibili, soprattutto nei territori a forte concentrazione produttiva, non è più soltanto una questione sociale, ma incide direttamente sulla capacità delle imprese di attrarre professionalità, trattenere competenze e rispondere ai propri fabbisogni occupazionali. Con la ricerca realizzata insieme ad ADAPT abbiamo voluto partire dalle esperienze concrete delle imprese per individuare bisogni, criticità e possibili strumenti di intervento. Per affrontare questa sfida servono una maggiore collaborazione tra imprese, istituzioni e operatori e politiche capaci di rendere più accessibili le soluzioni abitative e sostenere, al tempo stesso, la competitività dei nostri territori”.

Il tema dell’abitare è ormai un elemento consolidato di competitività per le aziende del Quadrilatero di Assolombarda: casa e mobilità influenzano i percorsi lavorativi e il 41% degli intervistati guarda con favore a una soluzione abitativa temporanea promossa dal datore di lavoro – ha dichiarato Arrigo Giana, Vicepresidente Infrastrutture Assolombarda -. Per questo abbiamo attivato il Progetto Strategico Piano Casa Assolombarda, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella risposta ai bisogni abitativi dei lavoratori e rafforzarne la capacità di attrarre e trattenere le competenze necessarie alla crescita. Assolombarda ha già avviato un confronto con le istituzioni, a partire da Comune di Milano e Regione Lombardia, e con gli operatori del settore. Ora è necessario fare un salto di scala, promuovendo partnership pubblico-private e modelli abitativi efficaci e replicabili. I dati presentati oggi ci confermano inoltre che le politiche dell’abitare non possono essere separate da quelle della mobilità: serve una visione integrata, coordinata tra i diversi livelli istituzionali e capace di ragionare alla scala dell’area metropolitana“.

La ricerca Assolombarda-ADAPT: la casa è diventata una questione di mercato del lavoro

La ricerca “Abitare il lavoro. Casa, imprese e competitività territoriale” evidenzia come il rapporto tra mercato della casa e mercato del lavoro sia ormai una questione strutturale, che coinvolge non solo le fasce economicamente più fragili, ma anche lavoratori con redditi medi, contratti regolari e professioni qualificate. A incidere non è soltanto il costo dell’abitazione, ma anche quello necessario per raggiungere il luogo di lavoro.

La pressione abitativa, inoltre, non riguarda più soltanto Milano, ma si sta estendendo verso le aree periferiche e lungo le direttrici del pendolarismo. La ricerca di abitazioni più accessibili comporta spesso tempi e costi di spostamento maggiori, maggiore dipendenza dall’automobile e ricadute sulla qualità della vita.

Le imprese stanno già sperimentando diverse forme di welfare abitativo, dalle garanzie locatizie alla residenzialità temporanea, fino a modelli di coabitazione. Le iniziative restano però prevalentemente episodiche e concentrate nelle realtà più strutturate, creando un divario nella capacità di attrarre e trattenere personale tra imprese di diversa dimensione.

Dai focus group emerge quindi la richiesta di un quadro pubblico più favorevole, attraverso interventi fiscali e normativi, urbanistici e di governance. L’obiettivo è rendere più conveniente per le imprese investire nell’abitare, aumentare l’offerta di soluzioni a canone sostenibile e coordinare maggiormente politiche abitative, urbanistiche e dei trasporti.

 

L’Osservatorio Assolombarda-Patrigest: casa e mobilità condizionano le scelte di studio e lavoro

L’“Osservatorio sull’abitare per la competitività delle imprese”, realizzato da Assolombarda in collaborazione con Patrigest, mostra innanzitutto la forte relazione tra casa, mobilità e accesso alle opportunità. Il 47% degli intervistati dichiara che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro. Le spese per la casa assorbono in media il 38% del reddito mensile.

Anche gli spostamenti rappresentano un fattore determinante: il 54% degli intervistati si sposta quotidianamente fuori dal proprio Comune di residenza e il 39% dichiara di aver rinunciato ad almeno un’opportunità lavorativa o formativa a causa della distanza o delle difficoltà negli spostamenti.

L’Osservatorio fotografa, inoltre, un mercato immobiliare in trasformazione e sempre più articolato territorialmente. Negli ultimi dieci anni le compravendite sono cresciute del 14,8% a Milano, ma molto di più nei territori esterni: +75,1% nel resto della Città metropolitana e in provincia di Monza e Brianza, +40% in provincia di Lodi e +80,9% in provincia di Pavia.

Cambia anche il mercato della locazione: a Milano i contratti stipulati sono aumentati del 20% rispetto al 2018, mentre quelli ordinari di lungo periodo sono scesi sotto la metà del totale, a favore di formule temporanee e a canone concordato.

Infine, la ricerca evidenzia uno spazio concreto per l’intervento delle imprese: il 41% degli intervistati si dichiara interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal datore di lavoro, quota che sale al 56% tra i residenti a Milano. Le preferenze si orientano soprattutto verso formule che garantiscano autonomia e privacy.

I dati delle due ricerche confermano quindi la necessità di considerare abitare e mobilità come parti di una stessa sfida, rafforzando il coordinamento tra imprese, istituzioni e operatori e sviluppando politiche capaci di intervenire alla scala dell’area metropolitana.

 


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