Ducati, Lepore: “La crisi Volkswagen non danneggi Bologna”. Urso: “Pronti a tutelarla”


Un fronte comune per difendere Ducati e impedire che le difficoltà che stanno attraversando Volkswagen e l’industria tedesca possano avere ripercussioni sulla casa motociclistica di Borgo Panigale. Governo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna e mondo industriale si schierano a tutela di uno dei simboli della Motor Valley e del Made in Italy.

Il messaggio arriva dopo l’incontro nello stabilimento bolognese con l’amministratore delegato Claudio Domenicali e i rappresentanti dei lavoratori. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e i rappresentanti di Confindustria.

Lepore: “La crisi è in Germania, Ducati è sana”

A mettere l’accento sulla situazione del gruppo tedesco è proprio Lepore. “In questo momento la crisi è in Germania e abbiamo bisogno che questa crisi non si porti dietro anche dei danni su Ducati, perché Ducati è un’azienda sana e merita di avere un futuro”, afferma il sindaco. Da qui la volontà di costruire un fronte istituzionale compatto: “Oggi ci siamo detti che le istituzioni sono unite e lavoreranno insieme per affrontare il futuro di Ducati”. Lepore ringrazia inoltre il ministro Urso, il presidente della Regione de Pascale e Confindustria per “la grande attenzione” riservata alla casa motociclistica bolognese, definita dal sindaco “un’azienda importante e sana” da salvaguardare. Il dossier è seguito da settimane a Bologna. Già nei giorni scorsi Lepore aveva spiegato che non risultavano novità concrete su un’eventuale cessione, sottolineando però la necessità di seguire con attenzione il piano di ristrutturazione di Volkswagen e le possibili conseguenze sull’intero comparto industriale e sull’indotto.

De Pascale: “A Volkswagen messaggio chiaro, vogliamo essere partecipi”

“Il messaggio a Volkswagen su Ducati è arrivato chiaro, la pretesa nostra e dell’Italia è di essere ascoltati e di partecipare alle scelte di un brand per noi simbolo”. Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale a margine del Cersaie. “Ducati è un’impresa che va bene sia economicamente che sportivamente – ha aggiunto – una moto amata da molti italiani che vogliamo proteggere, senza escludere nessuno strumento a disposizione. Purtroppo il futuro rimane non prevedibile”.

Urso: “Useremo tutti gli strumenti per tutelare Ducati”

Una garanzia arriva anche dal Governo. “Siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per tutelare questo simbolo del Made in Italy, che si identifica con la Motor Valley”, afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Il ministro ribadisce così la linea già espressa nelle scorse settimane, quando aveva definito Ducati un “patrimonio del Paese” e annunciato un confronto con Domenicali per individuare un percorso di salvaguardia dell’azienda.

Per Urso, Ducati rappresenta molto più di un marchio motociclistico: è un’eccellenza tecnologica, industriale e sportiva italiana. “La Ducati non è solo bella, prestante e veloce: è identità e innovazione, è l’Italia che fa sognare”, sottolinea il ministro.

Le preoccupazioni per Volkswagen

Sullo sfondo resta infatti la situazione del gruppo Volkswagen, che controlla Ducati attraverso Audi ed è alle prese con un profondo piano di ristrutturazione. È proprio l’evoluzione della crisi tedesca ad aver alimentato nelle ultime settimane il dibattito sul futuro della casa di Borgo Panigale.

Al momento, però, non risulta annunciata una vendita di Ducati. Anche i sindacati hanno invitato a distinguere le ipotesi dalle decisioni effettivamente assunte dal gruppo, pur chiedendo garanzie sulla permanenza dell’azienda e della produzione sul territorio bolognese.

Ducati, inoltre, arriva a questo passaggio nell’anno del centenario, celebrato a Bologna con un programma che coinvolge alcuni dei luoghi simbolo della città. L’azienda resta profondamente legata a Borgo Panigale e rappresenta uno dei marchi più riconoscibili della Motor Valley emiliano-romagnola.

Ducati e Bologna, ora istituzioni unite

Il punto su cui Comune, Regione e Governo sembrano convergere è dunque la necessità di separare le condizioni di Ducati dalle difficoltà che stanno attraversando Volkswagen e il settore automotive tedesco. La casa di Borgo Panigale viene considerata un’impresa industrialmente solida, con un patrimonio di competenze, lavoratori e indotto che le istituzioni intendono preservare. Ed è proprio questo il messaggio che Lepore lancia dopo il confronto: la crisi è in Germania e Bologna non vuole che il conto venga pagato da Ducati.

Anche Anci Emilia-Romagna: “I Comuni pronti a fare la loro parte”

Al fronte istituzionale per la tutela di Ducati si aggiunge anche Anci Emilia-Romagna. “Ducati non rappresenta soltanto un marchio simbolo del Made in Italy nel mondo, ma è il cuore pulsante della nostra Motor Valley e un punto di riferimento fondamentale per l’economia, l’innovazione e l’occupazione di tutta l’Emilia-Romagna”, afferma Marco Panieri, presidente di Anci Emilia-Romagna.

Panieri sottolinea come si tratti di “un’azienda solida, sana e all’avanguardia”, attorno alla quale si è sviluppata una filiera di fornitori diffusa sul territorio regionale. Anci accoglie quindi “con grande favore” l’impegno mostrato dal ministro Adolfo Urso, dal presidente della Regione Michele de Pascale, dal sindaco di Bologna Matteo Lepore e da Confindustria.

“Di fronte alle dinamiche del mercato globale e alle scelte della proprietà, è essenziale che le istituzioni a ogni livello facciano squadra con determinazione”, prosegue Panieri. Da qui la disponibilità degli enti locali: “I Comuni emiliano-romagnoli sono pronti a fare la propria parte a sostegno di ogni percorso che garantisca continuità industriale, investimenti e piena tutela dei lavoratori”, salvaguardando quello che il presidente di Anci definisce “un patrimonio tecnologico e umano che appartiene alla storia e al futuro della nostra regione”.


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