Quarta interrogazione, quella destinata probabilmente a scaldare maggiormente il confronto politico, sulla seconda bocciatura della candidatura di Brescia a Capitale verde europea e, più in generale, sulla gestione delle risorse e delle priorità ambientali della Loggia. Brescia puntava al titolo per il 2028 ma a luglio non è entrata tra le cinque finaliste, dopo essere già rimasta fuori dalla corsa per il 2026.
Il parco Tarello
Centonovantotto interventi in 260 giorni. Al parco Tarello il conto della sicurezza finisce per mettere d’accordo tutti su un numero e dividere tutti sul suo significato. Per l’assessore Valter Muchetti è la prova che il Comune non è rimasto a guardare. Per il centrodestra è quasi il contrario: se la Polizia locale è dovuta intervenire 198 volte dal primo gennaio al 24 settembre, significa che il problema c’è, eccome. E che la politica, accusano Lega e Fratelli d’Italia, si è svegliata tardi.
Tre giorni dopo l’ultimo controllo dei carabinieri – 320 grammi di hashish trovati nascosti nella vegetazione, tre persone denunciate per detenzione di droga – il Tarello torna così dentro Palazzo Loggia. Ci entra con un’interrogazione del centrodestra, presentata da Massimo Tacconi (Lega), e ne esce con un nuovo round dello scontro sulla sicurezza che da mesi accompagna il parco di Brescia Due. Tacconi parte da una distinzione: il bersaglio non è la Polizia locale. «Non abbiamo mai accusato la nostra Polizia locale di non intervenire in maniera efficace – scandisce –. Abbiamo accusato la mancanza di volontà politica di intervenire in alcuni posti». E il Tarello, secondo il consigliere leghista, è uno di questi.
La storia è ormai lunga. Già lo scorso anno i residenti avevano denunciato risse, spaccio e oscenità, mentre una petizione aveva portato il caso in Commissione. La protesta è riesplosa quest’estate: il 9 luglio una trentina di abitanti si è ritrovata in via La Malfa chiedendo un intervento strutturale e raccontando bivacchi, microcriminalità, illuminazione carente e un parco progressivamente abbandonato da famiglie e runner. Il giorno precedente la Loggia aveva annunciato pulizie straordinarie, manutenzione, un tavolo interassessorile e iniziative per riportare nel Tarello una frequentazione positiva; il 16 luglio il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva poi deciso di rafforzare i controlli nei parchi per tutta l’estate.
È proprio sul verbo «riportare» che insiste Tacconi. La repressione, sostiene, non basta: serve «un progetto complessivo di riqualificazione e rigenerazione del parco», con iniziative culturali, sportive, ricreative e sociali. Cita il Castelli come modello e racconta anche un proprio sopralluogo al Tarello: «C’era un capannello di almeno trenta-quaranta persone seminude». Poi la domanda politica: che cosa è stato fatto e, soprattutto, quando arriverà il resto?
Il Parco Tarello – Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Muchetti risponde con il pallottoliere. «Dal primo gennaio al 24 settembre sono stati effettuati circa 198 interventi. In 260 giorni, 198 interventi», dice. Attività della Polizia locale, spesso insieme alle altre forze dell’ordine: identificazioni, controlli, interventi contro lo spaccio e verifiche sui documenti. Nel parco, ricorda l’assessore, ci sono sei telecamere comunali e i servizi sono stati rafforzati anche attraverso controlli congiunti con Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza.
I risultati più recenti sono agli atti. Il 31 agosto la Locale ha denunciato un uomo trovato con un coltello; il 15 settembre ha arrestato un 28enne che sotto uno dei ponticelli aveva circa 120 grammi di hashish, 20 di cocaina e quasi 500 euro. Poi l’operazione dei carabinieri di venerdì, con i 320 grammi di hashish recuperati tra la vegetazione. Ma è qui che le due letture del Tarello prendono strade opposte. Per Muchetti sicurezza non significa solo allontanare chi crea problemi: una parte delle persone che gravitano nel parco vive condizioni di marginalità e, sottolinea l’assessore, chi è regolarmente in Italia non può essere semplicemente fatto sparire da un giardino pubblico.
«Possiamo sanzionare tutto ciò che vogliamo, possiamo dare centinaia di sanzioni, parte delle quali probabilmente non verranno neanche pagate, ma non è uno strumento efficace». E ancora: «Queste persone, perché sono persone, vanno aiutate e accompagnate in percorsi di recupero». Da qui il lavoro dei servizi sociali e degli operatori di strada, ma anche l’altra metà della strategia: riempire il parco di chi oggi tende a evitarlo. Dopo gli interventi estivi sulla vegetazione, Muchetti annuncia che già nel periodo natalizio sono previsti «momenti di aggregazione, di ritrovo e varie iniziative». E per il prossimo anno la Giunta sta valutando una programmazione più ampia. Una promessa che, a ben vedere, somiglia molto alla richiesta dell’opposizione. Solo che la discussione si sposta sui tempi.
Carlo Andreoli, Fratelli d’Italia, infatti non concede tregua. «Non siamo soddisfatti della risposta», attacca. Anzi: «Ci aspettavamo delle scuse». Per il consigliere il Tarello è diventato «l’emblema del fallimento» della gestione della sicurezza da parte della Loggia. E proprio i 198 interventi utilizzati da Muchetti come prova dell’impegno diventano l’arma della replica. «Lei non ha detto in quale momento dell’anno quegli interventi sono stati fatti», osserva Andreoli, sostenendo che l’accelerazione sia arrivata dopo le proteste dei residenti e l’attenzione cresciuta sul caso.
Controlli interforze al Parco Tarello
Dai banchi della Giunta parte la controreplica di Muchetti: «La matematica non è un’opinione». Il consigliere di FdI torna allora sulle segnalazioni di spaccio, violenza e sesso all’aperto e accusa la maggioranza di aver «sottratto momenti di vita e di tranquillità alla comunità» non intervenendo prima. Poi arriva al punto sul quale, almeno nelle ricette, maggioranza e opposizione quasi si incontrano: «Fate le iniziative sportive nei parchi, prendetevi la responsabilità di far vivere questi spazi».
È il paradosso del Tarello. Dopo mesi di polemiche, centrodestra e Giunta finiscono per chiedere più o meno la stessa cosa: controlli, certo, ma anche famiglie, sport, associazioni ed eventi per contendere il parco al degrado. Restano divisi su tutto il resto, soprattutto sul calendario. Per Muchetti la risposta è già in campo e va costruita pezzo dopo pezzo. Per Lega e FdI, quando servono 198 interventi in nove mesi prima di arrivare alla promessa di riportare stabilmente la città nel parco, il problema non è più solamente cosa fare: è perché non sia stato fatto prima.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



