Il presidente Usa, Donald Trump, ha ammesso che la guerra contro l’Iran ha ridotto le scorte di alcune munizioni statunitensi, ma ha assicurato che la produzione di armi sta aumentando. E ha avvertito: Washington potrebbe intensificare gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato.
Le aziende della Difesa Usa al lavoro per potenziare la produzione
«Alcuni tipi di munizioni sono un po’ più scarsi di altri», ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca, in un’intervista a Time, aggiungendo, però, che l’amministrazione ha concluso accordi con i principali produttori della difesa, tra cui Raytheon e Lockheed Martin, per ricostituire gli arsenali. «Abbiamo munizioni di media e alta potenza. Ci sono munizioni che il presidente Zelensky non ha voluto utilizzare perché non aveva gli aerei e le risorse necessarie per quel tipo di munizioni ma sono munizioni molto potenti. Ora abbiamo tutte le aziende produttrici che stanno andando avanti. Stanno costruendo stabilimenti in tutto il Paese e stanno facendo molto. Lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e stiamo accumulando scorte a livelli mai visti prima». A chi gli chiedeva quanto sarebbe costato tutto il rifornimento Trump ha detto: «Meno di quanto guadagniamo in Venezuela in un mese».
La durata della guerra in Iran
Per quel che riguarda la guerra in corso contro l’Iran, Trump ha spiegato che sta durando più delle sei-otto settimane stimate inizialmente «perché sono voluto andare oltre. Li ho eliminati. Avrei potuto fermarmi, ma ho voluto proseguire. Se guardate cosa ho fatto quando abbiamo bombardato i siti nucleari con un bombardiere B-2, abbiamo bombardato quei siti ed erano sotto migliaia di tonnellate di macerie. Avrei potuto fermarmi lì, ma ho pensato che non fosse opportuno». E ha aggiunto: «Sono andato avanti e ora stanno molto male. La loro economia è distrutta. L’inflazione è al 300%. La loro marina è distrutta. La loro aviazione è distrutta. È andato tutto perduto e loro vogliono fare un accordo, ma io voglio fare un vero accordo». Per Trump «annientando l’Iran abbiamo portato la pace nel mondo. Con l’Iran, non credo che si possa mai avere pace».
La chiusura di Hormuz
Alla domanda se fosse a conoscenza a febbraio del fatto che probabilmente l’Iran avrebbe reagito chiudendo lo Stretto di Hormuz, Trump ha risposto: «C’è sempre stata la minaccia da parte loro e per un pò ha funzionato. Ma in pratica glielo abbiamo chiuso noi. Sapete, dicevano che lo avrebbero chiuso. Io rispondevo: beh, se lo chiudete voi, avrete grossi problemi. Ne abbiamo assunto il controllo. Dovete vedere la costa. È tutto distrutto. Non hanno radar. Non hanno alcuna capacità antiaerea. Niente». E sulla proposta di cessate il fuoco iraniana respinta nel weekend dagli Usa, Trump ha spiegato di averla bocciata «perché cose che non avrei approvato un anno fa, non le approverei nemmeno oggi. Hanno fatto un’offerta per riaprire lo Stretto. Semplicemente non è sufficiente».
Lo stato delle relazioni Usa-Arabia Saudita
Passando allo stato delle relazioni con l’Arabia Saudita, dopo che, a seguito degli attacchi degli Houthi, sono circolate voci secondo cui Riad non sarebbe contenta del fatto che gli Stati Uniti non siano intervenuti in sua difesa, Trump ha detto: «Il mio rapporto con i sauditi è ottimo». E ha sottolineato: «Ho fatto molto per l’Arabia Saudita. Proteggo l’Arabia Saudita. Se non fossi presidente, non esisterebbe. Nemmeno Israele. Sarebbero stati spazzati via dalla faccia della Terra. Mi piace il principe ereditario. Il mio rapporto è ottimo. Ma ricordatevi, se non fossi qui, non ci sarebbe l’Arabia Saudita. Non ci sarebbe Israele. Non ci sarebbero nemmeno molti altri Paesi».
Trump difende Netanyahu, non era stato avvertito dell’attacco del 7 ottobre
Per quel che riguarda Israele, Trump ha detto di non credere che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sia stato avvertito riguardo all’attacco di Hamas del 7 ottobre prima che si verificasse. «Ho sentito questa cosa oggi per la prima volta. Non riesco a immaginare che sia vero. Non credo. Penso che, se lo avesse saputo, avrebbe fatto qualcosa. Di certo, avrebbe messo in allerta il personale. È una cosa che non si dimentica. È stata una giornata terribile». E guardando alle prossime elezioni israeliane «non ho sentito parlare male di Gadi Eisenkot», ha detto Trump rispondendo a una domanda sul leader del partito israeliano di opposizione Yashar che è anche il principale sfidante di Netanyahu. «Molti hanno dato per spacciato Bibi, proprio come avevano dato per spacciato me. Non sottovaluterei Bibi», ha aggiunto.
Per Trump le elezioni di metà mandato andranno bene
Passando alla politica interna statunitense e alle imminenti elezioni di metà mandato, in programma a inizio novembre, Trump ha escluso che i democratici riescano a conquistare il controllo del Congresso. «Penso che ce la caveremo se farò campagna elettorale io, e intendo farlo. Quando faccio campagna elettorale, do molto alle persone. Se farò campagna elettorale per le persone, quelle persone vinceranno». Rispondendo a una domanda sui suoi indici di gradimento sempre più bassi, il presidente ha detto che i dati che emergono dai sondaggi «sono falsi. Batterei chiunque si candidi oggi con 20 punti di vantaggio. I sondaggisti sono corrotti».
Trump ribadisce la fiducia a Warsh…
Trump ha inoltre ribadito la fiducia al presidente della Fed, Kevin Warsh (da lui nominato), nonostante l’ultimo rialzo dei tassi deciso dalla banca. «Warsh è controllato in una certa misura dal board. Lì ci sono persone nominate da Obama e Biden. Ci sono molte persone lì che vorrebbero che il nostro Paese andasse male. Sta diventando tutto molto politicizzato. Non biasimo Kevin. Penso che sia un peccato. Non è giusto. La nostra Nazione sta vivendo un’esplosione di crescita come nessun’altra Nazione ha mai visto».
…Ma si pente di aver nomiato tre giudici della Corte Suprema
Il presidente ha invece detto di essersi pentito di aver nominato tutti e tre i giudici della Corte Suprema che ha scelto durante il suo primo mandato: Neil Gorsuch, Amy Coney Barrett e Brett Kavanaugh, dopo che si sono opposti alle sue decisioni in alcune recenti sentenze. «Sì, mi sono pentito. Cosa posso farci? Li ho nominati io. Hanno votato contro di me troppo spesso. Ho dato loro la posizione della vita, e loro votano spesso contro di me», ha dichiarato, sottolineando che invece «i democratici sono uniti: quei tre non cambiano praticamente mai idea. Puoi inventarti la cosa peggiore del mondo e loro voteranno in blocco. E anche se non mi piace, c’è qualcosa che ammiro: la lealtà. Sono leali a Barack Hussein Obama. Sono leali a Biden, anche se Biden non sa nemmeno chi diavolo siano e non sa nemmeno cosa sia la Corte Suprema. Io ho dato loro l’opportunità della vita, ed è un peccato quello che hanno fatto». (riproduzione riservata)
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