#Finsubito news dalla rete – Restituzione Fiscale – Alleanza Verdi e Sinistra


La proposta della Restituzione Fiscale

“Restituzione fiscale” è il titolo del pacchetto di riforma del fisco di Alleanza Verdi e Sinistra composto da due proposte di legge: una rimodulazione strutturale in senso progressivo dell’IRPEF e l’introduzione di una tassa patrimoniale solo per le ricchezze superiori ai 5 milioni di euro.

L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale su chi lavora facendo contribuire di più le grandi ricchezze e recuperando l’evasione, il tutto senza aumentare il debito pubblico e senza scaricare il peso sulle nuove generazioni.

La riforma cancella le aliquote IRPEF e le sostituisce con un’unica funzione continua molto progressiva, come già avviene oggi in Germania e Danimarca.

Per il 98% dei contribuenti (41,5 milioni di persone) significa un considerevole taglio delle tasse. Chiunque guadagni meno di 90.000 € lordi annui vedrà calare l’IRPEF.

Per il ceto medio (tra 20.000€ e 40.000€ annui) il taglio sarà in media del 29%, circa 1200€ all’anno: significa 100€ in più al mese nelle tasche di insegnanti, infermieri, commessi, camerieri, operai ecc.

Chi guadagna 20mila € all’anno avrà una taglio del 64%.

Per le fasce più deboli, comprese tra la no tax area e sotto ai 20mila €, il taglio sarà dell’85%.

Il costo della riforma è di 22 miliardi di euro l’anno (proiezioni su dati MEF).

Le coperture per finanziare tale proposta sono:

  • L’introduzione di una tassa patrimoniale esclusivamente su chi ha una ricchezza netta complessiva superiore ai 5,4 milioni di euro (lo 0,1% più ricco d’Italia), che porterebbe 15 miliardi di euro;
  • Lotta all’evasione fiscale, per i restanti 7 miliardi;

Si tratta di una rivoluzione copernicana del sistema fiscale del nostro Paese.

 

Patrimoniale su milionari e miliardari – Approfondimento

Una misura di giustizia e buonsenso per il 99,9% degli italiani

La proposta di Alleanza Verdi e Sinistra è l’introduzione di un’imposta annuale progressiva sui patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di €, pari allo 0,1% più ricco d’Italia, con aliquote crescenti.

La misura mira a rendere più progressivo il sistema fiscale e a contrastare la crescente concentrazione della ricchezza.

Il fisco italiano tassa troppo i redditi da lavoro e non la vera ricchezza contemporanea, i redditi da capitale. Questo rende il sistema regressivo nella parte alta della distribuzione: il 7% più ricco paga un’aliquota effettiva media inferiore rispetto al resto della popolazione, il 32,6% contro circa il 45% per un lavoratore dipendente della classe media. Per questo si propone una tassa in grado di tassare davvero queste enormi ricchezze.

La proposta non comporta costi significativi per la finanza pubblica.

Le stime attuali indicano un gettito di €15,9 miliardi annui, di cui 15 miliardi concentrati nell’ultimo scaglione (oltre i 10 milioni di €).

Il 99,9% della popolazione italiana non sarà toccato dall’imposta, ma beneficerà della rafforzata equità sociale e dell’aumento del gettito.

Imposte patrimoniali sono presenti, con caratteristiche diverse, in Spagna, Norvegia, e Svizzera. La Spagna di Pedro Sánchez costituisce il principale riferimento per questa proposta: la sua imposta utilizza aliquote dell’1,7%, 2,1% e 3,5% ed è stata dichiarata costituzionale.

Sebbene la letteratura scientifica dimostri chiaramente che non vi è fuga di capitali a seguito dell’introduzione di una tassa patrimoniale, soprattutto se di modesta portata come questa, abbiamo comunque previsto una exit tax sulle plusvalenze latenti pari al 26% in caso di trasferimento all’estero.

In sintesi, la patrimoniale sulle grandi ricchezze non mette le mani in tasca al ceto medio come piace raccontare alla destra. Restituisce semmai ricchezza al ceto medio. Perché riguarda solamente lo 0,1% più ricco d’Italia, ovvero chi possiede più di €5,4 milioni di patrimonio. E come mostrano i dati, tra l’altro, oggi questi super ricchi pagano meno tasse della classe media.

Chi ha meno di 5,4 milioni di patrimonio, cioè il 99,9% degli italiani, ne trarrà solo benefici.

Adesso è il momento di cambiare le cose. È il momento di restituire quel che è giusto a chi ha sempre pagato tutto. La destra chiacchiera, AVS lo fa e mostra come farlo.

È semplice: meno tasse, più stipendio. Con AVS il fisco cambia segno.

 

Domande frequenti e risposte politiche – Irpef

Costa troppo e crea un buco di bilancio?
Ridurre l’IRPEF non è una misura in deficit, ma la parte fondamentale di un progetto di riequilibrio complessivo del sistema tributario. La riforma costa 22 miliardi di euro, che viene coperto con l’introduzione di una tassa patrimoniale sopra i 5 milioni di € e la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, abbiamo un piano di coperture extra che, senza toccare il cittadino medio, può arrivare a coprire tra i 45 e i 55 miliardi di euro.

Volete mettere le mani nelle tasche della classe media e dei redditi medio-alti?
Al contrario, vogliamo mettere le mani nelle tasche dei super ricchi per ridare soldi ai lavoratori e alla classe media. Tassare i grandi patrimoni per restituire soldi a 41,5 milioni di persone (di cui 23 milioni di lavoratori) rafforzerà l’ascensore sociale e riconoscerà ad ognuno la giusta parte da pagare. Chi non ci crede può andare sul sito di AVS e controllare da sé se pagherà più o meno tasse.

Ai benestanti volete aumentare l’IRPEF e allo stesso tempo tassare i patrimoni. Non è invidia sociale?
IRPEF e patrimoniale non hanno la stessa funzione: la patrimoniale rimedia alle ingiustizie del passato, la riforma dell’IRPEF serve a non crearne di nuove. La nostra riforma (IRPEF + patrimoniale) non colpisce i benestanti, ma i super ricchi: lo 0,25% dei contribuenti IRPEF e lo 0,1% più ricco per patrimonio. Negli ultimi decenni queste fasce non hanno subito una doppia tassazione, ma al contrario hanno goduto di una doppia esenzione: nessuna tassa sui patrimoni e flat tax sui redditi. La nostra proposta rimedia a questa doppia ingiustizia con due interventi di giustizia sociale.

Una funzione continua non è troppo complicata per i contribuenti?
No. Il calcolo può essere automatizzato dall’Agenzia delle Entrate, tramite la dichiarazione precompilata e i software fiscali. La Germania utilizza già formule continue nell’imposta sul reddito, senza problemi.

 

Domande frequenti e risposte politiche – Patrimoniale

La patrimoniale provocherà una fuga di capitali?
La letteratura accademica mostra chiaramente che non vi è una fuga di capitali a seguito dell’introduzione di una patrimoniale, soprattutto se di modesta portata come questa. Chi dice il contrario, mente. Nei Paesi dove è stata recentemente introdotta (ad es. la Spagna) tale fuga non si è verificata. A ogni modo, per scongiurare ogni dubbio, abbiamo introdotto una exit tax su chi porta via i capitali. Inoltre, abbiamo scelto una patrimoniale in linea con quella della Spagna di Sánchez perché vogliamo che Italia e Spagna diventino capofila per l’estensione di questa proposta a tutta l’Europa.

Esistono già delle patrimoniali e si troverà sempre un modo per eluderla. Perché serve?
È falso che esistano già delle patrimoniali: esistono alcune tasse (presenti in quasi tutti i sistemi) che verranno integrate all’interno della patrimoniale, armonizzando il sistema e rendendo più difficile l’evasione.

Si vogliono mettere le mani nelle tasche della classe media?
La patrimoniale tocca solamente lo 0,1% più ricco, ossia chi ha almeno 5,4 milioni di euro di patrimonio. Come mostrano i dati, tra l’altro, i super ricchi pagano meno tasse della classe media. Chi ha meno di 5 milioni di patrimonio, ossia il 99,9% degli italiani, ne trarrà solo benefici: le entrate serviranno a tagliare l’IRPEF sui lavoratori poveri e medi. Semmai, quindi, è il contrario: la nostra proposta vuole ridare soldi alla classe media, mettendo le mani nelle tasche dei multimilionari.

Quei beni sono già stati tassati: perché tassarli di nuovo?
Piuttosto è il contrario: sono anni che si detassano le ricchezze e i redditi più alti. Il rischio, concretizzatosi negli ultimi decenni, non è che i super ricchi vengano tassati due volte, ma che vengano detassati due volte o che godano di un doppio privilegio. La nostra proposta si assicura che ciò non accada.


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