Una banca promossa a peni voti, un importante punto di partenza per la Banca del Piceno che guarda al futuro per raggiungere nuovi obiettivi. È quanto emerge dall’indagine presentata nel corso del convegno che si è svolto al Palariviera di San Benedetto dal titolo: “Banca del Piceno e imprese: relazione, servizi e prospettive”.
Analizzando i risultati della ricerca il prof. Gian Luca Gregori ha detto: “Un primo punto fondamentale riguarda il nuovo ruolo che le aziende di credito, soprattutto quelle che operano a livello territoriale, devono rivestire. Non possono limitarsi alla raccolta delle risorse e al loro impiego attraverso il credito sul territorio. Ci troviamo di fronte a esigenze delle imprese sempre più diversificate: mettere al centro il cliente, le sue problematiche e le sue necessità significa ampliare il ruolo dell’azienda di credito. Questo comporta la possibilità di erogare servizi molto più ampi. Non si tratta soltanto di raccogliere e prestare denaro, ma anche di affrontare i temi del controllo di gestione, della pianificazione finanziaria e del digitale, di sostenere i processi di internazionalizzazione e di aiutare le imprese a migliorare la propria organizzazione”. Le imprese sono chiamate ad affrontare anche un’importante fase. “Si arriva così a uno dei principali temi di oggi, considerando che molte imprese hanno imprenditori con oltre settant’anni – ha detto in proposito il prof. Gian Luca Gregori – quello che preferisco chiamare transizione aziendale, più che passaggio generazionale perché non è detto che il passaggio possa avvenire all’interno dell’impresa”.
Il Presidente della Banca del Piceno Sandro Donati ha aggiunto: “Siamo perfettamente consapevoli che sta cambiando in maniera radicale il ruolo di un’azienda di credito con una presenza e una vocazione territoriale molto forti. Per questo motivo riteniamo fondamentale realizzare questo tipo di analisi. La Banca del Piceno sta diventando, nei fatti, un vero e proprio “centro studi”. In passato le analisi territoriali venivano svolte dalle Camere di Commercio a livello provinciale; oggi non vengono più realizzate e noi, attraverso questa attività, teniamo aggiornati i dati. Un altro tema importante è il rilancio di un centro dedicato all’analisi delle micro e piccole imprese, approvato proprio pochi giorni fa. Metteremo al centro della sua attività una serie di analisi e di interventi rivolti specificamente a questo mondo”.
Il programma del convegno, dopo l’intervento introduttivo del Presidente Sandro Donati, è stato caratterizzato dalle relazioni del Prof. Francesco Maria Chelli, Presidente Nazionale ISTAT, il quale ha affrontato il tema Riflessioni sull’andamento socio-economico: l’importanza dei dati.
“Lo studio dell’Università Politecnica delle Marche – ha detto il professor Chelli – è ormai una tradizione per questo territorio e per questa banca. Il nostro ruolo, come Istat, è fornire dati di contesto sociodemografico. Nelle Marche osserviamo un invecchiamento della popolazione più rapido rispetto a quello nazionale. Questo rende la situazione particolarmente difficile nelle aree interne, che nel territorio marchigiano sono luoghi bellissimi, ma che si stanno progressivamente spopolando. Il ruolo di una banca in un contesto così sfidante è fondamentale. Dico “sfidante” perché non dobbiamo dimenticare che le Marche hanno una delle speranze di vita più alte d’Italia. Oltre a essere una bellissima notizia, questa è anche una sfida per i sistemi di assistenza e di previdenza. La banca svolge un ruolo di propulsore e di collettore delle istanze di nuove imprese e nuove aziende”.
Il Prof. Gian Luca Gregori è intervenuto sul tema Il nuovo ruolo della Banca del Piceno: da operatore del credito ad operatore di sviluppo; I risultati della survey: la prospettiva delle imprese sono stati illustrati dalla Prof.ssa Maria Carla Alunno, Ricercatrice Live – SpinOff dell’Università Politecnica delle Marche e Il rischio climatico: la necessità di approcci differenti dal geologo climatologo Massimiliano Fazzini, Docente Università di Camerino, mentre Carlo Napoleoni, Responsabile Divisione Impresa Gruppo Bcc Iccrea, ha parlato dell’argomento La gestione dei rischi nel contesto bancario.
“Abbiamo svolto una ricerca sulle imprese che operano nei territori di Banca del Piceno – ricorda la dottoressa Alunno – In particolare, abbiamo voluto indagare quale sia oggi la loro percezione dei rischi. Sono emersi alcuni spunti interessanti. Un primo elemento è che i rischi percepiti dalle imprese non sono soltanto di carattere finanziario, ma sono ben più articolati. Abbiamo poi analizzato come questi rischi si trasformino in
bisogni finanziari. Le imprese oggi non chiedono soltanto credito, ma hanno anche altre necessità: supporto per gli investimenti, liquidità a breve termine e assistenza per accedere alle agevolazioni. Emerge quindi anche il tema della finanza agevolata”.
Successivamente si è svolto un talk con la partecipazione degli imprenditori e dei rappresentanti delle categorie. Tra questi Elena Capriotti, Direttore Confesercenti Ascoli e Fermo, Carla Capriotti, Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro; Francesco Balloni, Direttore CNA Ascoli; Giordano Nasini, Direttore Coldiretti Ascoli e Fermo e Maurizio Frascarelli, Presidente Fondazione Carisap. Come da tradizione, il convegno non guardava solo all’economia di oggi, ma anche al futuro di domani.
Al convegno erano presenti anche il Presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini, l’onorevole Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze e il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione post sisma.
“Le banche di credito cooperativo, in questo caso Banca del Piceno, sono banche di prossimità sulle quali facciamo affidamento, insieme alla Regione e ai Confidi, per sostenere le aziende che oggi cercano nuovi mercati e nuovi partner per superare una situazione di difficoltà legata ai conflitti, ai costi energetici e al costo del carburante – è il parere del Presidente Gino Sabatini – Insieme alla Regione abbiamo messo in campo risorse importanti proprio attraverso il sistema dei Confidi e delle BCC, partner di questo grande progetto. Non dimentichiamo che oggi, più che mai, il credito è una linfa vitale per le imprese: non soltanto per la liquidità, ma anche per gli investimenti necessari ad ammodernare le strutture, trovare nuovi sbocchi e sviluppare sinergie con altre aziende, su nuovi mercati e nuove produzioni. Ecco perché una banca del territorio e di prossimità come Banca del Piceno rappresenta un valore aggiunto importantissimo per il territorio”.
Il sottosegretario Lucia Albano ha ricordato che “sono centinaia i comuni nei quali la banca di credito cooperativo è l’unico istituto di credito presente ed eroga servizi alla popolazione. Questo governo sta sostenendo e tutelando la biodiversità, anche bancaria. Da quest’anno il credito cooperativo fa parte a pieno titolo dell’economia sociale. Il piano dell’economia sociale è stato portato in Consiglio dei ministri proprio lo scorso luglio e prevede, oltre al Terzo settore, la presenza della cooperazione e della responsabilità sociale d’impresa. Sappiamo bene quanto le banche di credito cooperativo sostengano il territorio, quanto siano legate a esso e dispongano di personale di altissima qualità. Sono a pieno titolo all’interno dell’economia sociale perché non soltanto ne sono un attore, ma la sostengono attraverso un importante intervento in materia di credito per gli enti del Terzo settore, la cooperazione sociale e le cooperative. Credo che questo sia un riconoscimento che dobbiamo dare. Sosterremo anche con interventi governativi questo tipo di presenza”.
Il ruolo delle banche del territorio “è innanzitutto quello di garantire il servizio bancario anche nelle città e nei luoghi lontani dalle grandi concentrazioni urbane – puntualizza il Commissario Straordinario Guido Castelli – Vanno tutelate le aree interne. Una banca intelligente non recide il rapporto con chi vive sull’Appennino, con chi ha subito il terremoto ma vuole rimanere. Il diritto a restare nelle aree interne passa anche da una banca del territorio che abbia intelligenza e attenzione verso le ragioni delle persone. Il secondo ragionamento riguarda i terremoti, le calamità e gli eventi estremi, che ormai segnano stabilmente i luoghi nei quali la banca opera. Il rischio non è soltanto bancario, ma è anche connesso a una vita messa a dura prova da eventi imprevisti. Una banca, quindi, non soltanto resta nel territorio, ma sa anche valutare con attenzione i rischi ai quali quel territorio è esposto e affrontarli con maggiore consapevolezza”.
I lavori, la cui conclusione è stata affidata al Direttore Generale della Banca del Piceno Gabriele Illuminati, è stato moderato dal giornalista di Rai Uno Domenico Marocchi.
Ormai è un appuntamento di riferimento dell’autunno condividere con i nostri clienti e soci lo studio che commissioniamo annualmente all’Università Politecnica delle Marche – ha detto il Direttore Generale Illuni-nati – Quest’anno è stato incentrato sulla gestione dei rischi in senso ampio, con un focus sul rischio climatico di cui abbiamo avuto, purtroppo, un esempio questa estate, con gli eventi che hanno colpito il nostro territo-rio e anche le aree interne. Dobbiamo ricorrere a strumenti di protezione. Dall’analisi è emersa la richiesta di consulenza: la banca viene vista sempre più come un partner con cui condividere un percorso, superare le fasi di tensione e difficoltà e ottenere una consulenza strutturata”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



