- Ore 07:35 Europa attesa in leggero rialzo, euro sopra 1,12 dollari post Wunsch (Bce)
Borse europee in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,33%, Cac40 +0,34%, Ftse100 +0,05% e Ftse Mib +0,23% a 50.070 punti). L’attenzione degli investitori è tutta concentrata sulla lettura di settembre dell’inflazione americana, con il consenso Reuters che proietta per l’indice principale un aumento dello 0,6% su mese e del 3,6% su anno e per la componente core di 0,2% e 2,5%, rispettivamente. Un dato superiore alle attese può rafforzare le scommesse su un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Fed. I mercati prezzano attualmente una probabilità del 20% di un rialzo dei tassi il 27-28 ottobre e 75 punti base complessivi di ulteriori incrementi entro fine 2027.
Lo spread scende a 105, attive sul primario Germania e Portogallo
Lo spread Btp/Bund scende a 105,6 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in calo al 4,53%. il 13 ottobre nelle aste a medio lungo i rendimenti dei titoli a tre e sette anni hanno segnato il massimo dall’autunno 2023. Sul primario, si attivano la Germania, che offre titoli di Stato con scadenze 15 agosto 2056 e 15 maggio 2047 e il Portogallo con titoli di Stato con scadenze 12 aprile 2052 e 13 giugno 2036.
Intervenendo agli annual meeting di Fmi e World Bank in corso a Bangkok, intanto, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto che la Francia dovrebbe affrontare i propri problemi di debito attraverso un percorso di consolidamento fiscale, respingendo di fatto le speculazioni su un possibile intervento della Bce sul mercato obbligazionario.
Secondo l’agenzia di rating Fitch, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sta rendendo molto più difficile per le principali economie avanzate stabilizzare il peso del debito pubblico, con Paesi come Francia, Stati Uniti e Regno Unito che si trovano ad affrontare sfide fiscali crescenti. Fitch ha evidenziato che i rendimenti dei bond decennali benchmark delle dieci maggiori economie avanzate del mondo sono aumentati in media di 81 punti base dall’inizio dell’anno.
Questo contribuirebbe a un incremento di quasi 4.000 miliardi di dollari del debito pubblico complessivo dei mercati sviluppati, portandolo a oltre 75.000 miliardi, 68.500 miliardi se si considerano le sole dieci principali economie.
A Milano corrono Avio, i titoli del lusso e Tamburi, bene anche Prysmian, Stm, Technoprobe, Credem e Geox
Sul listino milanese Prysmian segna un +1,42% a 121,45 euro dopo aver completato l’acquisizione di Xtera Topco Limited, gruppo attivo nei sistemi chiavi in mano per le telecomunicazioni sottomarine, per un enterprise value di 65 milioni di dollari. L’operazione rafforza l’espansione del gruppo nel settore delle telecomunicazioni sottomarine.
Corre ancora di più Avio (+4,5% a 29,75 euro) ha siglato con Lockheed Martin un accordo di cooperazione strategica per la produzione di motori a propellente solido. La produzione avverrà nel nuovo stabilimento di Avio Usa in Virginia e la costruzione è attesa entro fine 2028, con l’avvio della produzione previsto per inizio 2029.
In evidenza anche i titoli del lusso come Moncler (+1,53% a 44,51 euro) e Brunello Cucinelli (+1,52% a 82,92 euro). Invece nel comparto tech Stm segna un +1,77% a 44,59 euro e Technoprobe un +1,33% a 32,04 euro dopo che Asml ha pubblicato risultati superiori alle attese sul fronte della redditività e ha migliorato le indicazioni per l’esercizio in corso. La società ha evidenziato come la domanda di apparecchiature per la produzione di semiconduttori rimanga molto elevata e potrebbe superare la capacità produttiva disponibile almeno fino al 2028. Le indicazioni provenienti dal gruppo olandese rafforzano le prospettive per l’intera filiera dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.
Tra le banche, Mps segna un +0,13% a 11,21 euro dopo il no alle ops su Banco Bpm (-0,17% a 14,62 euro) e Banca Generali (-0,32% a 61,6 euro) con i relativi aumenti di capitale, al dividendo straordinario da 1,2 euro per azione e alla riduzione del capitale per finanziarlo. E il sì alla fusione di Mediobanca (stabile a quota 25,46 euro) in Mps e al trasferimento diretto a Siena del 13,3% di Generali (-0,02% a 42,16 euro) detenuto da Mediobanca del proxy advisor Institutional Shareholder Services (Iss) per l’assemblea del Monte che il 29 ottobre sottoporrà ai soci la strategia difensiva del ceo, Luigi Lovaglio. A breve è atteso anche il responso di Glass Lewis.
Inoltre, Mediocredito Centrale ha annunciato l’avvio di trattative in esclusiva con Credem (+0,30% a 20,18 euro) per la cessione di BdM Banca e con Banco Desio per quella di Cassa di Risparmio di Orvieto, dopo un processo competitivo. L’operazione rafforzerà la presenza di Credem nel Sud, con quote di mercato stimate tra l’8% e il 12% in Campania e Puglia.
Tra le utility emerge Enel (+0,11% a 9,017 euro), che ha ottenuto il supporto dell’International Finance Corporation per un programma fino a 1,20 miliardi di euro destinato allo sviluppo e alla modernizzazione delle reti elettriche in Argentina, Brasile, Colombia e Cile. Le risorse saranno dedicate al miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture, alla digitalizzazione e alla resilienza climatica delle reti.
Sempre nel settore energetico e infrastrutturale, Hera (+0,57% a 3,51 euro) ha ottenuto la concessione per alimentare con energia rinnovabile il supercomputer Leonardo del Cineca a Bologna. Il progetto prevede la realizzazione di un parco agrivoltaico in grado di produrre circa 30 GWh annui e dovrebbe entrare a regime entro il 2029.
Quanto a Tamburi, in rialzo del 3,42% a 9,06 euro, Jefferies ha aggiornato le stime e la valutazione, tenendo conto anche della quotazione in borsa di Bending Spoons «che rappresenta la conferma più evidente della capacità di Tip di creare valore a partire da investimenti iniziali relativamente contenuti, mentre il suo modello basato su una struttura di capitale stabile e di lungo periodo continua a garantire flessibilità in termini di ulteriori operazioni di valorizzazione degli investimenti e di riallocazione del capitale», sottolinea Jefferies. «Confermiamo, quindi, la raccomandazione buy e aumentiamo il nostro prezzo obiettivo a 14,5 euro, alla luce dell’aumento dei valori del portafoglio, dei recenti cambiamenti negli assetti proprietari e della stima di un indebitamento finanziario netto più basso».
Infine, Geox (+2,25% a 0,273 euro) ha definito i termini dell’aumento di capitale riservato a Lir per 8,66 milioni di euro, con emissione di 25,3 milioni di azioni a 0,342 euro, si legge in una nota. L’operazione completa la manovra finanziaria da 60 milioni ed è subordinata al via libera assembleare del 13 novembre.
Ore 07:35 Europa attesa in leggero rialzo, euro sopra 1,12 dollari post Wunsch (Bce)
Borse europee attese in rialzo (+0,18% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Tuttavia, il livello elevato dei prezzi del petrolio e la cautela in vista dei dati sull’inflazione statunitense limitano i guadagni. A Wall Street il quadro è stato contrastato. I titoli bancari statunitensi sono scesi nella seduta del 13 ottobre dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di Citigroup e di altri istituti di credito che hanno restituito un quadro eterogeneo. Il future sul Nasdaq 100 sale dello 0,07% e quello sull’S&P 500 dello 0,17%.
Petrolio ancora in rialzo
Il petrolio continua a preoccupare gli investitori dopo che gli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno alimentato l’incertezza sulle forniture energetiche. Gli alleati dell’Iran hanno attaccato anche un edificio amministrativo appartenente alla compagnia petrolifera statale saudita Saudi Aramco nella città di Dhahran, provocando un incendio di dimensioni limitate. Il greggio Brent si apprezza dello 0,68%, portandosi a 106,41 dollari al barile, mentre il Wti dello 0,65% a 94,75 dollari al barile.
Inoltre due imbarcazioni sono state colpite nello Stretto di Hormuz e alcuni funzionari iraniani hanno dichiarato a Reuters che Teheran sta adottando nuove tattiche per prendere di mira le navi. L’Iran punta così a mantenere elevati i prezzi del petrolio e a influenzare le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
«Il fatto che i funzionari iraniani ammettano apertamente di ostacolare gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere sotto controllo i prezzi del petrolio la dice lunga sulle reali intenzioni che si celano dietro i cosiddetti colloqui di pace», sottolinea Priyanka Sachdeva, responsabile dell’analisi dei mercati presso Phillip Nova. «L’Iran è pienamente consapevole della propria importanza geografica e dei danni che prezzi del petrolio più elevati possono provocare all’economia mondiale, e potrebbe non esitare a sfruttare questa leva».
Nell’ultima settimana, il gruppo ha lanciato missili balistici e droni contro l’Arabia Saudita, in risposta al sostegno del regno alle forze governative yemenite. L’aeroporto internazionale di Riad è stato colpito quattro volte e un attacco avvenuto sabato ha causato 13 morti.
«Tuttavia, le aspettative di un aumento delle esportazioni russe di diesel, che dovrebbe allentare le tensioni sul mercato, probabilmente limiteranno le forti oscillazioni dei prezzi in entrambe le direzioni», ha aggiunto Hiroyuki Kikukawa, strategist di Nissan Securities Investment, prevedendo che il Wti sarà scambiato in un range compreso tra 90 e 100 dollari al barile.
Il mese scorso, l’Arabia Saudita ha aumentato la produzione petrolifera nonostante le interruzioni delle spedizioni causate dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Ciò ha determinato un forte incremento della produzione da parte dell’Opec+, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e dei suoi partner, tra cui la Russia, la quale, tra l’latro ha dichiarato di non vedere alcun collegamento diretto tra i colloqui di pace con l’Ucraina e l’accordo per esportare diesel negli Stati Uniti.
Bce: potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi d’interesse
Proprio a causa del caro energia, secondo Pierre Wunsch, membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, potrebbe essere necessario aumentare ulteriormente i tassi d’interesse. «Probabilmente dovremo procedere a un altro rialzo», ha dichiarato mercoledì 14 ottobre il governatore della banca centrale belga a Bloomberg Television. «Ma non voglio più fare scommesse, perché il livello di incertezza sul fronte energetico è molto elevato, e forse lo è anche per quanto riguarda l’intelligenza artificiale».
Parlando a margine della riunione annuale del Fondo monetario internazionale a Bangkok, Wunsch non ha voluto precisare se si riferisse a un intervento previsto per la fine di questo mese. «In definitiva, non fa davvero differenza che avvenga a ottobre o a dicembre», ha affermato. «Il mercato sconta la possibilità che dovremo intervenire ulteriormente. Si tratta quindi di uno scenario di base che appare ragionevole ma, ancora una volta, viviamo in un mondo caratterizzato da una forte incertezza».
La Bce sta valutando se aggiungere altri rialzi ai due già effettuati quest’anno, con l’obiettivo di contenere un’inflazione che si sta avvicinando al 4%. Per il momento, le pressioni sui prezzi sono concentrate soprattutto sul settore energetico. I responsabili della politica monetaria sottolineano che non si osservano ancora effetti di secondo impatto, come un aumento dei salari. Gli economisti prevedono un ultimo rialzo a dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%: un livello al quale, secondo le stime, la politica monetaria inizierebbe a frenare l’attività economica.
La presidente, Christine Lagarde, ha avvertito che l’impennata dei rendimenti obbligazionari peserà sull’attività economica più di quanto previsto in precedenza. Il governatore della Banca di Francia, Emmanuel Moulin, ha ribadito una posizione analoga a quella di Lagarde, affermando che «l’aumento dei rendimenti sta esercitando pressioni sulle condizioni finanziarie». Questo potrebbe avere ripercussioni sulla domanda «e potrebbe indurci ad adottare una risposta più moderata allo shock inflazionistico, perché anche l’aumento dei rendimenti sta contribuendo a svolgere questo compito», ha spiegato. Comunque Moulin si aspetta che gli effetti indiretti e quelli di secondo impatto dell’inflazione rimangano contenuti e che l’indicatore dell’inflazione di fondo dell’area euro acceleri «solo moderatamente».
Le preoccupazioni per la Francia
Il forte aumento dei costi di finanziamento del debito pubblico francese ha riportato l’attenzione sugli strumenti a disposizione della Bce per affrontare le crisi, tra cui il cosiddetto Transmission Protection Instrument (Tpi), lo strumento di protezione della trasmissione della politica monetaria introdotto nel 2022. Il suo obiettivo è contenere i movimenti ingiustificati dei mercati e consente alla banca centrale di acquistare quantità potenzialmente illimitate di titoli di Stato.
«Non voglio fare speculazioni sul se e sul quando» la Bce potrebbe intervenire, ha dichiarato Wunsch. «Disponiamo di questo strumento, il Tpi. Esistono alcune zone grigie e non intendo fare speculazioni su tutte le possibili situazioni poco chiare. Ma lo strumento esiste e disponiamo degli strumenti necessari qualora gli sviluppi dei mercati diventassero ingiustificati». Moulin ha infine ricordato che la Bce non è stata istituita per «risolvere i problemi fiscali dei singoli Paesi». La direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, ha esortato la scorsa settimana i responsabili politici ad agire con urgenza per ridurre l’elevato livello del debito pubblico e i deficit di bilancio.
Focus sull’inflazione Usa
L’euro sale sopra 1,12 dollari in attesa dei dati macro. Alle 9 l’inflazione finale a settembre della Spagna, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui e, dato molto importante ma in chiave Fed, alle 14:30 l’inflazione a settembre degli Stati Uniti per proseguire alle alle 16:30 con le scorte settimanali di petrolio e alle 20 con la pubblicazione del Beige Book Economic Survey.
Il 13 ottobre John Williams, presidente della Fed di New York, ha chiarito che ritiene ancora appropriato un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse entro la fine del 2026, ma al momento non vede la necessità di nuovi aumenti nel 2027. Williams ha previsto che l’inflazione potrebbe rallentare sensibilmente il prossimo anno, avvicinandosi all’obiettivo del 2% della Fed, con l’attenuarsi degli effetti dei dazi e dello shock dei prezzi energetici.
A Milano occhio a Prysmian, Avio, Mps, Credem, Tamburi e Geox
Sul listino milanese attenzione a Prysmian che ha completato l’acquisizione di Xtera Topco Limited, gruppo attivo nei sistemi chiavi in mano per le telecomunicazioni sottomarine, per un enterprise value di 65 milioni di dollari. L’operazione rafforza l’espansione del gruppo nel settore delle telecomunicazioni sottomarine.
Invece Avio ha siglato con Lockheed Martin un accordo di cooperazione strategica per la produzione di motori a propellente solido. La produzione avverrà nel nuovo stabilimento di Avio Usa in Virginia e la costruzione è attesa entro fine 2028, con l’avvio della produzione previsto per inizio 2029.
Tra le banche, è ancora da monitorare Mps dopo il no alle ops su Banco Bpm e Banca Generali con i relativi aumenti di capitale, al dividendo straordinario da 1,2 euro per azione e alla riduzione del capitale per finanziarlo. E il sì alla fusione di Mediobanca in Mps e al trasferimento diretto a Siena del 13,3% di Generali detenuto da Mediobanca del proxy advisor Institutional Shareholder Services (Iss) per l’assemblea del Monte che il 29 ottobre sottoporrà ai soci la strategia difensiva del ceo, Luigi Lovaglio. A breve è atteso anche il responso di Glass Lewis.
Inoltre, Mediocredito Centrale ha annunciato l’avvio di trattative in esclusiva con Credem per la cessione di BdM Banca e con Banco Desio per quella di Cassa di Risparmio di Orvieto, dopo un processo competitivo. L’operazione rafforzerà la presenza di Credem nel Sud, con quote di mercato stimate tra l’8% e il 12% in Campania e Puglia.
Quanto a Tamburi, Jefferies ha aggiornato le stime e la valutazione, tenendo conto anche della quotazione in borsa di Bending Spoons «che rappresenta la conferma più evidente della capacità di Tip di creare valore a partire da investimenti iniziali relativamente contenuti, mentre il suo modello basato su una struttura di capitale stabile e di lungo periodo continua a garantire flessibilità in termini di ulteriori operazioni di valorizzazione degli investimenti e di riallocazione del capitale», sottolinea Jefferies. «Confermiamo, quindi, la raccomandazione buy e aumentiamo il nostro prezzo obiettivo a 14,5 euro, alla luce dell’aumento dei valori del portafoglio, dei recenti cambiamenti negli assetti proprietari e della stima di un indebitamento finanziario netto più basso».
Infine, Geox ha definito i termini dell’aumento di capitale riservato a Lir per 8,66 milioni di euro, con emissione di 25,3 milioni di azioni a 0,342 euro, si legge in una nota. L’operazione completa la manovra finanziaria da 60 milioni ed è subordinata al via libera assembleare del 13 novembre. (riproduzione riservata)
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