#Finsubito news dalla rete – Bolsonaro contro Lula: solare, stoccaggio e costi dell’elettricità nelle elezioni brasiliane del 2026 – Notizie e Statistiche


15 ott 2026

L’energia solare, lo stoccaggio di energia e il prezzo dell’elettricità occupano un posto di rilievo nei programmi di Flavio Bolsonaro del Partito Liberale e di Luiz Inacio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori, che si contendono il ballottaggio delle elezioni presidenziali brasiliane. Entrambi propugnano la crescita delle rinnovabili e della capacità di stoccaggio, considerando l’elettricità più economica un obiettivo chiave per il settore energetico.

I loro documenti collegano inoltre l’approvvigionamento elettrico a basse emissioni di carbonio del Brasile alla competitività industriale, agli investimenti e alla creazione di nuove catene del valore industriali, sebbene i metodi e il grado di dettaglio differiscano.

I costi dell’elettricità

Entrambi i contendenti pongono la riduzione delle spese energetiche tra gli obiettivi dei loro programmi energetici. Il programma di Bolsonaro dettaglia misure volte alle bollette elettriche, come la semplificazione di oneri e sussidi incrociati, la riduzione progressiva del Conto di Sviluppo Energetico (CDE) e degli incentivi per le fonti energetiche, e la riduzione delle imposte su elettricità e carburanti. Sostiene il mantenimento della tariffa sociale dell’elettricità e la regolamentazione delle varie fonti energetiche con il criterio del costo finale più basso per i consumatori.

Anche il programma di Lula fa dell’elettricità più economica una priorità per il nuovo governo, ma la collega a tariffe eque e alla salute finanziaria del settore elettrico. Il documento sollecita un confronto sulla riduzione delle spese energetiche per famiglie e imprese. Cita inoltre l’aggiornato approccio di prezzo di Petrobras e le azioni per attenuare le oscillazioni dei prezzi di carburanti e gas, e mette in evidenza l’iniziativa Luz do Povo, che ha ampliato l’accesso gratuito all’elettricità per le famiglie iscritte al Registro Unico per i Programmi Sociali del Brasile (Cadastro Unico) fino a 80 kWh al mese.

Rinnovabili e stoccaggio

Entrambi sostengono la crescita in corso delle energie rinnovabili e una maggiore capacità di stoccaggio nel sistema elettrico.

Il programma di Bolsonaro mira a rendere il Brasile una delle principali destinazioni globali per gli investimenti nella transizione energetica entro il 2030, trainata da biocarburanti, solare, eolico e idrogeno verde. Propone un’iniziativa per lo stoccaggio di energia con batterie su larga scala e altre tecnologie, collegando la diffusione dello stoccaggio alla crescita della rete e all’aggiunta di più rinnovabili, e considerando lo stoccaggio uno strumento per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre i costi.

Il programma di Lula sollecita una quota maggiore di rinnovabili, più investimenti nello stoccaggio e nella flessibilità del sistema elettrico, e una transizione graduale più rapida dai combustibili fossili ai biocarburanti e ai carburanti a basse emissioni di carbonio, come i derivati dell’idrogeno. Propone di creare un nuovo ambito di investimento nelle batterie per migliorare l’approvvigionamento elettrico e l’affidabilità del sistema, inquadrando lo stoccaggio principalmente come strumento per aumentare la flessibilità e la resilienza del sistema con la crescita delle rinnovabili.

Minerali critici

Il programma di Bolsonaro vede nelle batterie un motore della domanda di minerali critici, presenti nei piani di entrambi i candidati. Cita litio, niobio, grafite, rame, nichel, uranio e terre rare come risorse legate ai semiconduttori, alle batterie, alle turbine eoliche, ai veicoli elettrici, alla difesa e all’intelligenza artificiale. Il piano punta ad abbinare queste risorse all’accesso all’energia pulita per costruire catene del valore industriali nazionali, sostenendo la necessità di aggiungere valore all’interno del Brasile invece di esportare solo minerali grezzi e riacquistare prodotti finiti.

L’approccio mira ad attrarre capitali e tecnologia, definire un quadro normativo stabile, semplificare le autorizzazioni, promuovere l’integrazione verticale e rafforzare la governance e la trasparenza. Afferma inoltre che lo Stato dovrebbe svolgere il ruolo di regolatore e coordinatore, non di operatore d’impresa.

Il programma di Lula propone una politica specifica per i minerali critici e le terre rare, incentrata sulla costruzione di catene del valore industriali, sulla separazione degli usi tecnologici e sulla promozione della lavorazione e della trasformazione a valore aggiunto a livello nazionale. L’obiettivo è andare oltre l’esportazione di materie prime strategiche e rafforzare il ruolo del Brasile nelle catene del valore globali.

Data center

Entrambi i programmi vedono nei data center un’opportunità legata alle risorse energetiche rinnovabili del Brasile, ma delineano termini e priorità distinti per la crescita del settore.

Il programma di Bolsonaro considera i costi energetici un fattore cruciale per attrarre investimenti nei data center. La riduzione delle imposte su elettricità e carburanti è proposta come strumento per accrescere la competitività del Brasile e rendere il Paese un polo globale per i data center sostenibili, sfruttando il suo mix di energia rinnovabile.

Il programma di Lula propone di costruire un ecosistema nazionale di tecnologia digitale, che comprende la catena di fornitura dei data center e i servizi cloud. Secondo il documento, la crescita dovrebbe accompagnarsi a tutele ambientali e sociali, come l’efficienza energetica e l’uso di energia interamente rinnovabile, oltre a impegni sul contenuto locale e sulla capacità di calcolo per il mercato interno.

Il Brasile nordorientale

Entrambi i candidati puntano ad attrarre industrie a forte intensità energetica e utenti di elettricità, compresi i data center, nel Brasile nordorientale, che detiene una quota significativa della produzione nazionale di eolico e solare su scala industriale.

Il programma di Bolsonaro descrive il Nordest come un futuro che sta iniziando, affermando che dispone di sole e vento abbondanti per essere la capitale nazionale dell’energia pulita e che questa energia abbondante e competitiva attrarrà i data center e il nuovo settore tecnologico. Indica inoltre le terre rare della regione, definendole materie prime essenziali per l’economia del XXI secolo.

Il programma di Lula afferma che la regione diventerà un polo di attrazione per gli impianti industriali a forte intensità energetica alla ricerca di energia rinnovabile affidabile per produrre con basse emissioni, citando la siderurgia verde, i fertilizzanti, i prodotti chimici, il cemento, l’alluminio, la lavorazione dei minerali critici, l’idrogeno a basse emissioni di carbonio e i suoi derivati.

Consumatori rurali e agrobusiness

Entrambi i candidati affrontano anche le esigenze energetiche e le prospettive dei consumatori rurali e dell’agrobusiness.

Il programma di Bolsonaro propone di fare dell’agricoltura una fonte di energia pulita fissando obiettivi per il carburante sostenibile per l’aviazione a partire dal 2027 e legando il programma brasiliano di finanziamento agricolo, Plano Safra, a incentivi per la produzione di biomassa.

Il programma di Lula chiede l’accesso universale all’elettricità nelle zone rurali, con particolare attenzione alle rinnovabili come solare ed eolico. Promuove inoltre l’uso dei residui della lavorazione agricola per generare bioenergia e biogas.

Idrogeno

L’idrogeno compare in entrambi i programmi come parte dei loro piani di transizione energetica, sebbene la profondità della trattazione vari.

Il programma di Bolsonaro cita una volta l’idrogeno verde, collocandolo insieme a biocarburanti, solare ed eolico tra le forze che trainano l’obiettivo del Paese di essere una destinazione leader per gli investimenti nella transizione energetica entro il 2030.

Lula dedica più spazio all’idrogeno a basse emissioni di carbonio, inquadrandolo nella spinta alla reindustrializzazione del Paese. Il suo programma sollecita il proseguimento del lavoro sul quadro giuridico del settore e tenta di attrarre impianti industriali a forte intensità energetica nel Brasile nordorientale per la produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio e dei suoi derivati.

Sebbene entrambi i programmi vedano nelle energie rinnovabili un punto di forza per la transizione energetica e un modo per attrarre investimenti industriali, i metodi proposti e il livello di dettaglio variano. I programmi di governo di entrambi i candidati sono disponibili sul sito web del Tribunale Superiore Elettorale del Brasile (TSE).


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