#Finsubito news dalla rete – EIT Culture & Creativity call 2026: 3 bandi, chi presenta


EIT Culture & Creativity, la comunità dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia dedicata alle industrie culturali e creative, ha tre call aperte, ma una sola è pensata per una PMI italiana che si candida da sola: Innovation Projects 2026, per moda, architettura e audiovisivo, con domanda entro le 17:00 del 30 ottobre 2026. Le altre due parlano a pubblici diversi: i corsi di aggiornamento professionale (Skills-based CPD Courses, stessa scadenza) li presentano università ed enti di formazione accreditati, mentre Spark Incubation (entro il 16 novembre) è riservata a persone e team che la società non l’hanno ancora costituita. Chi ha un’impresa già avviata e legge «fino a 30.000 euro» sulla Spark sta guardando la call sbagliata.

Due call su tre, poi, chiedono indietro una parte dei ricavi generati dal progetto finanziato: Innovation Projects e i corsi CPD non sono fondo perduto puro. Va messo nei conti prima di scrivere la domanda, in inglese, nei quindici giorni che restano.

Le call EIT Culture & Creativity 2026 in sintesi

  • Cosa sono: tre bandi di EIT Culture & Creativity, finanziati dall’EIT nell’ambito di Horizon Europe e regolati dalle call guidelines pubblicate dall’ente (non c’è una Gazzetta né un BUR).
  • Per una PMI: solo Innovation Projects, se l’impresa è una persona giuridica attiva in moda, architettura o audiovisivo con un’innovazione già a TRL 7, cioè un prototipo dimostrato in ambiente operativo.
  • Quanto: la domanda di Innovation Projects del 30 ottobre non porta denaro: nel modulo si indicano solo un budget e un contributo indicativi. I selezionati ricevono 20.000 euro forfettari per preparare la seconda fase; chi supera anche quella, in consorzio, ottiene il 70% dei costi ammissibili, fino a 900.000 euro.
  • Quando: Innovation Projects e CPD Courses entro il 30 ottobre 2026, Spark Incubation entro il 16 novembre 2026, sempre alle 17:00 ora italiana.
  • Come: modulo online in inglese; per Innovation Projects e CPD serve il codice PIC del candidato, il numero identificativo a nove cifre del portale Funding & Tenders della Commissione, mentre per Spark il PIC lo prende la società dopo la costituzione.

30/10/2026Innovation Projects e CPD Courses, ore 17:00

70%Copertura massima dei costi nei progetti di innovazione, dopo lo stage 2

16/11/2026Spark Incubation, ore 17:00

Chi può candidarsi a ciascuna call

Call Chi presenta Chi resta fuori Importo Scadenza
Innovation Projects 2026 Una sola persona giuridica (startup, PMI, grande impresa) in moda, architettura o audiovisivo, con innovazione a TRL 7 Ditte individuali e persone fisiche; università ed enti culturali come candidati; altri settori come editoria e gaming Nessun contributo alla domanda; 20.000 euro forfettari ai selezionati; fino a 900.000 euro al 70% per i consorzi della seconda fase 30/10/2026, ore 17:00
Skills-based CPD Courses Università, istituti VET (istruzione e formazione professionale) o enti di formazione accreditati, da soli o come capofila di un consorzio PMI non accreditate come candidate o capofila: entrano solo come partner Fino a 75.000 euro, fino al 75% dei costi reali 30/10/2026, ore 17:00
Spark Incubation (CreaTech, la tecnologia per le industrie creative) Persone e team senza società, con un’idea tech per moda o architettura già in test Qualsiasi società già costituita, PMI comprese Fino a 30.000 euro, 100% dei costi reali 16/11/2026, ore 17:00

Le regole di fondo sono le stesse per tutte e tre: base giuridica nel Regolamento (UE) 2021/695 che istituisce Horizon Europe e nel Regolamento (UE) 2021/819 sull’EIT, fondi del Grant Agreement (l’accordo di sovvenzione dell’EIT) 2026-2028 n. 101264271 in vigore dal 6 maggio 2026, domanda e allegati in inglese, candidati stabiliti in uno Stato UE o in un paese associato a Horizon Europe. Per le imprese conta il paese in cui è stabilita la persona giuridica, non quello dei soci né quello in cui si svolge il progetto.

Da non confondere. EIT Culture & Creativity è una comunità dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, finanziata da Horizon Europe, con call, regole e portale propri. Il programma Europa Creativa è un’altra cosa: lo gestisce l’agenzia esecutiva EACEA e ha bandi, scadenze e criteri diversi, che trovi nella nostra guida al programma Europa Creativa e alle sue call 2026 e 2027.

Innovation Projects 2026: la call per le PMI

La call cerca innovazioni vicine al mercato: si entra a TRL 7 e si deve arrivare a TRL 9, cioè al prodotto commercializzato, in 18 mesi. Il TRL (Technology Readiness Level) è la scala da 1 a 9 con cui l’Unione misura la maturità di una tecnologia, e qui il livello 7 deve esistere già il giorno della domanda: se il prodotto integra più componenti, ciascuno deve essere almeno a TRL 7. Fatturato pregresso non è richiesto, l’età dell’impresa non conta.

Ciascuno dei tre settori ha i suoi temi, elencati nelle guidelines:

  • moda: tecnologie tessili circolari, passaporti digitali di prodotto, design assistito dall’intelligenza artificiale, modelli di noleggio, rivendita e riparazione, filiere sostenibili; gli accessori non sono esclusi;
  • architettura: materiali bio-based, progettazione per il disassemblaggio, interventi di adattamento climatico a costi contenuti, strumenti di coesione sociale urbana, piattaforme di standardizzazione per le PMI;
  • audiovisivo: AI generativa responsabile, nuovi modelli di monetizzazione digitale, analytics conformi al GDPR (il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali), identità digitale, tutela della proprietà intellettuale nell’era dell’AI.

La procedura ha due fasi, che il bando chiama stage. Allo stage 1 presenta un solo soggetto: una persona giuridica con PIC e titolarità o licenza sulla proprietà intellettuale centrale del progetto. Una srl unipersonale va bene, una ditta individuale no, perché le persone fisiche non superano la validazione dell’EIT. Il modulo non prevede allegati né demo e gli esperti non sono tenuti ad aprire eventuali link: si valuta il testo, dove vanno descritte le prove del TRL 7. Si possono presentare più domande, ciascuna su un solo settore, e si può essere capofila di una e partner di un’altra.

Allo stage 2, riservato ai selezionati, il candidato dello stage 1 diventa coordinatore di un consorzio di due o tre persone giuridiche indipendenti, con un partner di commercializzazione obbligatorio. Il coordinatore non si può sostituire e le società collegate o controllate non valgono come partner. Il consorzio può essere tutto italiano, anche se allo stage 2 il criterio della dimensione europea guarda pure alla composizione del consorzio; e un’impresa italiana parte comunque avvantaggiata: l’Italia è fra i paesi del Regional Innovation Scheme (RIS) dell’EIT, quelli con prestazioni di innovazione moderate o emergenti, e la quota di budget assegnata a partecipanti di paesi RIS è un sub-criterio di valutazione della seconda fase.

Il calendario dei due stage

Passaggio Data
Domanda stage 1 entro il 30 ottobre 2026, ore 17:00
Valutazione ed esiti stage 1 novembre e dicembre 2026, esiti a metà dicembre
Firma e fase preparatoria con i 20.000 euro gennaio 2027, poi dal 1° febbraio al 15 marzo 2027
Domanda stage 2 entro il 15 marzo 2027, ore 17:00
Esiti stage 2 e firma metà maggio 2027, firma a luglio, dopo quella del revenue sharing agreement (l’accordo di restituzione di una quota dei ricavi, spiegato più sotto)
Progetto dal 1° luglio 2027 al 31 dicembre 2028, senza proroghe

Le date diverse dalle scadenze di domanda sono indicative, come avvertono guidelines e pagina della call. Allo stage 1 valutano due esperti esterni su 30 punti: eccellenza 10 (soglia 8), impatto 5 (soglia 4), attuazione 10 (soglia 8), dimensione europea 5 (soglia 3), con almeno 23 punti in totale. Le soglie per criterio sono alte: un testo ottimo sull’idea e debole sul piano di lavoro si ferma anche se la somma arriva a 23. Allo stage 2 gli esperti diventano quattro, la soglia sale a 70 su 90, e segue un’audizione online su Teams di 30 minuti (10 di presentazione e 20 di domande) con il comitato di selezione di EIT Culture & Creativity, dentro una selezione di portafoglio da 40 punti con soglia 24.

Quanto si ottiene davvero, con un esempio

Lo stage 1 non porta denaro. Fino a 30 progetti selezionati ricevono 20.000 euro forfettari, cioè un importo fisso che non si rendiconta spesa per spesa, pagati per intero alla firma e destinati al Business Development Plan della seconda fase. Si possono dover restituire, in tutto o in parte, se non si consegnano i documenti dello stage 2 o nei casi di revoca del §6.8 delle guidelines (errori sostanziali, irregolarità, frode, gravi inadempimenti, requisiti mancanti), non per il solo fatto che il progetto poi resti senza finanziamento.

Il contributo vero arriva dopo, a non più di 11 progetti in tutta Europa: fino a 900.000 euro, a copertura di fino al 70% dei costi ammissibili, percentuale che vale per ciascun partner sui propri costi. Il budget approvato diventa una somma forfettaria pagata a pacchetti di lavoro completati, non a fatture: anticipo del 25%, poi fino al 70% cumulato dopo il secondo semestre 2027, saldo dopo il 2028. Tre scenari, calcolati da noi con le regole del §3 delle guidelines:

Scenario Costi ammissibili Contributo al 70% Quota a carico del consorzio
Progetto al massimo 1.285.714 euro 900.000 euro 385.714 euro
Progetto medio, due partner (coordinatore 400.000, partner 200.000 di costi) 600.000 euro 420.000 euro (280.000 + 140.000) 180.000 euro
Progetto piccolo, tre partner 300.000 euro 210.000 euro 90.000 euro

Il 30% restante si copre con risorse proprie, investimenti privati o fondi pubblici non UE: costi già finanziati da altri programmi dell’Unione non sono rimborsabili e non contano come cofinanziamento. Ne deduciamo che un bando regionale finanziato con il FESR, il Fondo europeo di sviluppo regionale, non può coprire quella quota: prima di contarci, verifica da dove vengono i soldi.

Il budget segue le regole di Horizon Europe: personale a tariffa giornaliera (costo annuo diviso 215), attrezzature ad ammortamento e non a prezzo d’acquisto, subappalto entro il 30% dei costi del partecipante e il 15% del progetto, indiretti forfettari pari al 25% dei costi diretti ammissibili, esclusi i subappalti. Fra le voci obbligatorie ci sono almeno tre viaggi internazionali l’anno per due partecipanti al progetto (le guidelines non chiariscono se si intendano persone o partner del consorzio) e la presenza di almeno un rappresentante l’anno a un evento dell’ecosistema EIT.

Attenzione al revenue sharing. Chi è finanziato allo stage 2 firma un revenue sharing agreement, un accordo di restituzione di una quota dei ricavi: dal 3,5% al 5% dei ricavi netti del prodotto finanziato, per un periodo da 48 a 60 mesi, con calcolo trimestrale. Su 400.000 euro di ricavi annui al 5% sono 20.000 euro l’anno, 100.000 euro in cinque anni (percentuale e durata si negoziano in base al rischio: l’esempio è nostro). La pagina della call parla di «Revenue Sharing or SAFE» (SAFE è un accordo semplice per investimenti futuri in capitale), ma guidelines e FAQ prevedono solo il revenue sharing, senza equity. Al 15 ottobre il modello dell’accordo, annunciato per metà ottobre, non è ancora pubblicato.

Dopo la firma restano tre obblighi da mettere a budget fin d’ora: cinque pacchetti di lavoro con 13 deliverable obbligatori (documenti e prodotti da consegnare) dal mese 1 al mese 18, una revisione di metà percorso che può portare a riduzione o revoca, e tre indicatori minimi (almeno un diritto di proprietà intellettuale, un’innovazione sul mercato e, se applicabile, un’innovazione con almeno 10.000 euro di ricavi, conteggiabile fino a tre anni dopo la fine).

La call ha senso per chi ha già un prototipo dimostrato in ambiente operativo, per esempio in un pilota con un cliente, e un partner commerciale disposto a entrare nel consorzio e a condividere il 30% di cofinanziamento. Chi è ancora al prototipo di laboratorio non arriva al TRL 7; chi non vuole cedere una quota dei ricavi per quattro o cinque anni fa meglio a cercare un bando senza revenue sharing.

Skills-based CPD Courses: per chi fa formazione

Qui il pubblico è stretto. Da solo o come capofila di un consorzio di due o tre soggetti in almeno due paesi presenta solo un’università, un istituto VET o un ente di formazione accreditato; una casa di produzione o una startup EdTech (tecnologie per la formazione) non accreditata entra solo come partner industriale. Per «accreditato» le guidelines intendono l’ente «formally recognised, certified, or registered by a competent national authority, professional association, or industry-standard body». Se basti un accreditamento regionale italiano l’atto non lo dice: va chiesto all’ente prima di candidarsi. I corsi finanziati sono brevi, online, in prevalenza asincroni e in inglese, per il settore audiovisivo, su uno di tre filoni: proprietà intellettuale e sfruttamento dei diritti, intelligenza artificiale nella produzione, storytelling digitale e cross-media.

Il contributo arriva fino a 75.000 euro, al 75% dei costi reali rendicontati con timesheet (i registri delle ore) e fatture: il massimo richiede 100.000 euro di costi e 25.000 di cofinanziamento non UE, con un anticipo del 40% (30.000 euro). A decidere se conviene, però, sono gli obblighi: almeno 600 partecipanti che completano il corso con valutazione delle competenze entro i 12 mesi del progetto, di cui il 30% cittadini di paesi RIS (gli italiani contano); corso a pagamento dal primo lancio, salvo 50 posti gratuiti per i partecipanti ai programmi Innovation e Business Creation di EIT Culture & Creativity, con il 25% dei ricavi versato a EIT Culture & Creativity per almeno cinque anni; erogazione garantita per cinque anni dopo il finanziamento e licenza gratuita del corso all’ente. Il progetto parte fra gennaio e febbraio 2027 e chiude entro gennaio 2028. Senza un bacino di professionisti dell’audiovisivo a cui vendere il corso, il filtro vero è la soglia dei 600, più del cofinanziamento.

Spark Incubation: per chi la società non l’ha ancora

Spark porta un’idea d’impresa tech nella moda o nell’architettura (materiali avanzati e circolari, ambiente costruito) fino alla nascita della società: un percorso di nove mesi che parte con uno sprint in presenza di due o tre giorni, in una città europea non ancora indicata, e prosegue con l’incubazione online, più un contributo. Si candidano persone e team registrati in uno Stato UE o in un paese associato a Horizon Europe, e le guidelines sono nette: «Legal entities are not eligible». Chi rappresenta una società già costituita, PMI comprese, è escluso.

L’idea da sola non basta. Serve un concetto già in test o validazione con almeno una prova concreta (una demo di tre minuti al massimo, schermate di un prodotto minimo, documentazione di un pilota, un mock-up) e almeno un fondatore con un anno di esperienza nel settore e dalle 10 alle 15 ore a settimana da dedicarci. I selezionati costituiscono la società entro il terzo mese (giugno 2027) e devono tenerne almeno il 50% e il controllo.

Il contributo copre il 100% dei costi reali fino a 30.000 euro, senza cofinanziamento e senza quote sui ricavi: 12.000 euro all’avvio alla persona o al team, 12.000 alla nuova società dopo il terzo mese, saldo fino a 6.000 ad aprile 2028. Ogni voce ha un tetto proprio (personale 15.000, viaggi 7.500, subappalto 5.000 e comunque non oltre il 15% dei costi, altri beni e servizi 7.500) più il 25% di costi indiretti, sempre dentro i 30.000. Se i costi accettati restano sotto i 24.000 euro già anticipati, la differenza si restituisce. L’ora della scadenza, le 17:00 del 16 novembre, sta sulla pagina della call: le guidelines riportano solo la data. Per i due webinar, il 20 ottobre e il 10 novembre alle 10:00 (ora italiana), la registrazione è obbligatoria.

Aiuti di Stato, fisco e bilancio: cosa dicono gli atti

Nessuno dei documenti delle tre call indica un regime di aiuti di Stato, un massimale de minimis o un articolo di esenzione: l’unica menzione sta nei moduli di Innovation Projects e CPD, dove si chiede al candidato di descrivere eventuali vincoli normativi del progetto, aiuti di Stato compresi; le guidelines di Spark non ne parlano. Chi ha altri aiuti sugli stessi costi deve comunque escludere il doppio finanziamento, che le regole di ammissibilità vietano. Anche il trattamento fiscale italiano del contributo e delle somme versate in revenue sharing non è regolato dagli atti: la classificazione in bilancio va decisa con il commercialista prima della firma dell’accordo.

Domande frequenti sulle call EIT Culture & Creativity

Una PMI italiana del tessile può presentare Innovation Projects da sola?

Sì allo stage 1, se è una persona giuridica con PIC, lavora nella moda o al suo diretto servizio e ha un’innovazione già a TRL 7 con proprietà intellettuale propria o in licenza. Per arrivare al contributo dello stage 2 dovrà però formare un consorzio di due o tre soggetti indipendenti, con un partner di commercializzazione.

Una ditta individuale può partecipare?

No, né a Innovation Projects né ai CPD Courses, che accettano solo persone giuridiche: per Innovation Projects le FAQ precisano che le persone fisiche non superano la validazione dell’EIT. A Innovation Projects è ammessa una società unipersonale con personalità giuridica e PIC proprio, come una srl unipersonale; ai CPD Courses una società si candida da sola o come capofila solo se è università, istituto VET o ente di formazione accreditato, altrimenti entra come partner. Per Spark vale il contrario: si candida la persona, la società si costituisce dopo.

I 900.000 euro si chiedono con la domanda del 30 ottobre?

No. La domanda del 30 ottobre non porta contributi: nel modulo si indicano solo un budget e un contributo indicativi (sezione C5), e la domanda apre la selezione per i 20.000 euro della fase preparatoria. I fino a 900.000 euro, al 70% dei costi, sono per gli 11 consorzi che superano lo stage 2 nel 2027.

Posso coprire il 30% di cofinanziamento con un bando regionale?

Solo se quel bando non usa fondi dell’Unione: le guidelines escludono come cofinanziamento i costi già coperti da altri programmi UE e ammettono i fondi pubblici non UE. Un bando regionale finanziato con il FESR quindi non va bene; uno con risorse regionali o nazionali proprie sì.

L’ora della scadenza è 17:00 CET o CEST?

Nel riquadro del modulo le pagine delle call di Innovation Projects e CPD scrivono CEST (ora legale dell’Europa centrale); le guidelines, e sulle stesse pagine le date chiave e l’avviso di proroga dei CPD, scrivono CET (ora solare). Il 30 ottobre l’ora legale è già finita, quindi vale CET: in ogni caso sono le 17:00 in Italia, perché Roma e Berlino hanno lo stesso fuso. Lo stesso per il 16 novembre.

Una casa di produzione può presentare un corso CPD?

Come candidata o capofila solo se è un ente di formazione accreditato secondo la definizione delle guidelines. Altrimenti entra come partner industriale in un consorzio guidato da un’università, un istituto VET o un ente accreditato, con soggetti di almeno due paesi.

Serve il PIC già validato per lo stage 1?

No, allo stage 1 basta un PIC registrato a nove cifre. La validazione da parte dell’EIT è condizione per firmare l’accordo: un ritardo accorcia la fase preparatoria, perché la data del 15 marzo 2027 non si sposta.

Come muoverti nei prossimi quindici giorni

Per Innovation Projects, prima di aprire il modulo servono tre risposte: l’innovazione è davvero a TRL 7, la proprietà intellettuale è tua o in licenza documentata, e chi farà da partner di commercializzazione allo stage 2. Se manca la terza, il partner va cercato adesso: la fase preparatoria dello stage 2 dura sei settimane, dal 1° febbraio al 15 marzo 2027, e la data finale non si sposta.

Chi lavora nella mobilità urbana ha un’altra call EIT da guardare, la SME Market Expansion di EIT Urban Mobility, aperta fino alle 17:00 del 1° dicembre 2026. Le imprese culturali e creative del Mezzogiorno hanno anche una strada nazionale, Cultura Cresce di Invitalia. Le altre call europee del mese sono raccolte nella rassegna dei bandi europei aperti a ottobre 2026, i programmi UE nel loro insieme nella panoramica dei programmi di finanziamento europei; per le scadenze italiane c’è il nostro calendario dei bandi a fondo perduto e dei click day.

Hai un’innovazione pronta nella moda, nell’architettura o nell’audiovisivo? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e verifichiamo con te requisiti, TRL e composizione del consorzio prima della scadenza del 30 ottobre 2026.

Fonti ufficiali verificate il 15 ottobre 2026. EIT Culture & Creativity, call guidelines di Innovation Projects 2026, versione 1.0 del 25 settembre 2026, e FAQ versione 1 del 12 ottobre 2026, per requisiti, importi, revenue sharing, valutazione e calendario; call guidelines degli Skills-based CPD Courses, versione 3.0 del 13 ottobre 2026; call guidelines di Spark Incubation, versione 2; pagine delle call Innovation Projects, Skills-based CPD Courses e Spark Incubation, per moduli, webinar e ora di scadenza della Spark; EIT, pagina del Regional Innovation Scheme, per l’Italia fra i paesi RIS.


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