#Finsubito news dalla rete – Dall’oro alle borse di lusso, così cambia il bene rifugio degli italiani. Lo dice il Rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026


Andrea Rotunno, direttore generale di Affide

In uno scenario economico in cui le famiglie cercano flessibilità e ottimizzazione delle proprie risorse, il patrimonio in beni preziosi custodito nelle case degli italiani assume un ruolo sempre più centrale. Oltre ai gioielli, si consolida una forte consapevolezza verso i pleasure asset come vera e propria riserva di valore.

E’ quanto fotografa il nuovo Rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026, uno studio che analizza in profondità la relazione dei cittadini con gli oggetti di valore, la loro protezione, le necessità di liquidità e le nuove frontiere del lusso circolare (si veda qui il comunicato stampa). I dati confermano un salto di paradigma culturale: nel 2026, l’85% degli italiani considera i propri gioielli e preziosi una risorsa economica, e non solo un ricordo affettivo (dato in crescita rispetto al 75% del 2024). A livello nazionale, ogni italiano possiede in media sette preziosi. La ricchezza tangibile stimata è notevole: si calcola un possesso medio di 54 grammi d’oro.

Tuttavia, la gran parte di questo patrimonio resta inutilizzata: il 68% degli intervistati dichiara di indossare meno di cinque gioielli l’anno. Custodire questo “tesoro dormiente” genera preoccupazioni tangibili: il 60% del campione si dichiara preoccupato per il rischio di furti domestici, un timore fondato considerando che il 35% ha subito personalmente, o tramite un familiare, il furto di beni di valore in casa. Nonostante le preoccupazioni, per proteggere i propri averi, gli italiani non ricorrono a strumenti adeguati o sufficientemente tutelanti preferendo soluzioni fai da te quali nasconderli in casa (25%), nasconderli in luoghi diversi (22%) e non proteggerli in alcun modo (16%).

A fronte di questa ricchezza immobilizzata e delle difficoltà di protezione, si fa strada l’esigenza di valorizzare economicamente i beni posseduti. Solo il 38% dichiara tuttavia di conoscere il reale valore dei propri beni (con una maggiore consapevolezza tra i giovani 18-39enni al 46%), tanto che il 77% ammette di non avere le competenze per stimarli autonomamente.

Tra i principali punti di riferimento scelti dagli italiani per la valutazione dei propri preziosi, oltre alle gioiellerie ed ai Compro Oro, c’è anche il credito su pegno, indicato dall’11% del campione.

In un contesto in cui quattro italiani su dieci negli ultimi cinque anni hanno richiesto un prestito – in primis per l’acquisto di auto/moto (30%), acquisto o ristrutturazione della casa (27%), spese impreviste (25%) e beni importanti (19%) – il credito su pegno è conosciuto dal 59% dei cittadini. Questa soluzione risponde alle esigenze di chi desidera far fronte a difficoltà a spese impreviste (27%), ma anche di chi per realizzare progetti cerca liquidità in tempi rapidi (21%) valorizzando un bene già in proprio possesso (13%). Il punto di forza è la garanzia di mantenere la proprietà del bene (evidenziato dal 38%), confermata dal fatto che storicamente circa il 95% dei clienti riscatta regolarmente i propri oggetti una volta superata la necessità finanziaria, una tutela molto apprezzata dagli intervistati.

Per quei beni di valore che invece non vengono più utilizzati, si fa sempre più strada il concetto del riutilizzo e della rimessa in circolo con l’83% del campione che considera importante l’economia circolare. In quest’ottica, il circuito istituzionale delle case d’asta, e specificatamente la formula del mandato a vendere (dove un operatore vende per conto terzi trattenendo una commissione), incontra un forte interesse: oggi il 52% ne conosce il funzionamento e ben il 65% dei cittadini si dichiara propenso ad affidarvi un proprio oggetto per poterlo vendere al meglio. Parallelamente, cresce la fiducia verso gli acquisti: la trasparenza e le garanzie assicurate dalle aste online spingono il 53% degli intervistati a considerarle positivamente per l’acquisto di beni di valore, una percentuale che sale al 57% tra gli under 39.

Andrea Rotunno, direttore generale di Affide, la maggiore società attiva nel campo del credito su pegno in Italia e a livello europeo, parte del gruppo viennese Dorotheum, ha commentato: “Sebbene gli italiani abbiano ormai chiara la valenza economica del proprio patrimonio in preziosi, faticano ancora a stimarne il reale valore in autonomia. In questo scenario, Affide con i suoi servizi rappresenta un’opportunità, ancora tutta da scoprire per molti: come emerge dallo studio, risponde al duplice bisogno di ottenere liquidità immediata per progetti o imprevisti e, al contempo, di mantenere salda la proprietà e la custodia sicura dei propri beni. Inoltre”, ha aggiunto Rotunno, “la forte spinta verso l’economia circolare e la crescente apertura verso la vendita tramite asta ci confermano che la nostra storica vocazione in questo settore va esattamente nella direzione auspicata dal mercato”.

L’evoluzione più dirompente registrata dal Rapporto Ipsos Doxa-Affide riguarda l’estensione del concetto di bene rifugio a nuove categorie, in primis le borse di lusso. Il 35% del campione possiede (personalmente o in famiglia) una o più borse di pregio, con una punta del 45% tra gli under 40, e il 64% vi riconosce ormai un reale valore economico e patrimoniale, che travalica l’aspetto puramente estetico o affettivo.

Le borse firmate, da Chanel a Gucci fino a Hermès e Louis Vuitton, rappresentano oggi un asset finanziario a tutti gli effetti. A riprova di questa trasformazione culturale, il 61% di chi ne possiede una valuterebbe l’ipotesi di impiegarla come garanzia per ottenere liquidità, mantenendone la proprietà e conservando la facoltà di riscattarla in seguito, secondo la classica logica del credito su pegno.

Come ha spiegato Rotunno, “in questo quadro la percezione stessa della ricchezza si è evoluta, abbracciando nuove categorie di beni. Proprio per rispondere alla chiara volontà dei cittadini di valorizzare le borse di lusso come veri e propri asset finanziari, abbiamo esteso i nostri servizi di valutazione, custodia, finanziamento e vendita in asta anche a queste icone d’alta gamma. Grazie a perizie altamente specializzate supportate dall’uso dell’intelligenza artificiale, garantiamo la massima affidabilità sull’autenticazione, permettendo di trasformare le borse in solide risorse”.


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