Legge 104, ecco tutte le novità in arrivo nel 2027. Già da ora i permessi possono arrivare fino a sei giorni al mese. Il beneficio riguarda i lavoratori che si occupano dell’assistenza di più familiari con disabilità grave e consente di conciliare più facilmente le esigenze lavorative con quelle di cura. Il cosiddetto raddoppio dei permessi non rappresenta però una misura introdotta nel 2026. La possibilità di ottenere un numero maggiore di giornate di assenza retribuita è prevista da diversi anni e dipende principalmente dal numero di persone assistite e dalla presenza dei requisiti stabiliti dalla normativa.
Quando spettano 6 giorni di permesso con la Legge 104
La regola generale prevede tre giorni di permesso al mese per il lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave, secondo quanto stabilito dalla normativa. La situazione cambia quando il lavoratore presta assistenza a due persone distinte che possiedono i requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni della Legge 104. In questo caso, i permessi possono essere riconosciuti separatamente per ciascuna persona assistita. Di conseguenza, il lavoratore può arrivare complessivamente a sei giorni di permesso mensili. Il meccanismo è particolarmente rilevante, per esempio, per chi deve occuparsi contemporaneamente di due familiari anziani con gravi problemi di salute e riconoscimento della disabilità previsto dalla Legge 104.
Due caregiver per la stessa persona: come vengono distribuiti i permessi
Diversa è la situazione in cui due lavoratori assistono la stessa persona con disabilità. In questo caso non si crea un nuovo pacchetto di tre giorni per ciascun caregiver. I tre giorni mensili riferiti alla persona assistita possono invece essere suddivisi tra i lavoratori che prestano assistenza, secondo le modalità previste dalla normativa. Si tratta di una possibilità collegata al superamento del precedente principio del cosiddetto “referente unico”. Dal 2022, infatti, più familiari possono partecipare all’assistenza della stessa persona, evitando che il diritto ai permessi sia necessariamente concentrato su un unico lavoratore. È quindi importante distinguere due situazioni: assistere due persone diverse può consentire di arrivare a sei giorni complessivi, mentre assistere insieme a un altro familiare la stessa persona non determina automaticamente il raddoppio.
Legge 104, le nuove 10 ore di permesso previste nel 2026
Il 2026 ha portato inoltre una novità distinta rispetto al tradizionale beneficio dei tre giorni mensili. Dal 1° gennaio 2026 sono infatti previste 10 ore aggiuntive di permesso retribuito destinate a determinate categorie di lavoratori interessati da patologie oncologiche, croniche o invalidanti e, in specifiche condizioni, anche ad alcuni genitori che assistono figli con gravi problemi di salute.
Le ore aggiuntive possono essere utilizzate per esigenze sanitarie, tra cui visite mediche specialistiche, esami diagnostici, terapie e trattamenti sanitari. Un aspetto importante è che queste ore non sostituiscono i permessi ordinari previsti dalla Legge 104. Quando spettanti, si aggiungono quindi agli altri strumenti di tutela già riconosciuti al lavoratore.
Chi può beneficiare delle nuove ore aggiuntive
L’accesso alla nuova misura non riguarda indistintamente tutti i titolari della Legge 104, ma è collegato alle condizioni previste dalla normativa per le specifiche categorie interessate.Tra i familiari che possono rientrare nelle disposizioni sull’assistenza figurano, a seconda dei casi, coniuge, convivente di fatto, parte dell’unione civile, genitori, figli, fratelli e sorelle, oltre ad altri parenti o affini entro il terzo grado quando ricorrono le condizioni richieste. Per questo motivo, prima di considerare le 10 ore come un diritto automatico, è necessario verificare la propria situazione personale e i requisiti previsti.
Da settembre 2026 nuovi obblighi per le aziende
Un’altra modifica riguarda direttamente i datori di lavoro e gli adempimenti amministrativi collegati alla gestione dei permessi. Da settembre 2026 diventa obbligatoria la compilazione del campo BaseRif all’interno dei flussi UniEmens utilizzati dalle aziende per il conguaglio delle somme relative ai permessi della Legge 104 e ai congedi straordinari. L’intervento interessa quindi soprattutto la gestione delle comunicazioni contributive e punta a rendere più precisa la trasmissione delle informazioni all’INPS.
La riforma in arrivo a gennaio 2027
La riforma in arrivo a gennaio 2027, nata dal Decreto Legislativo n. 62/2024, rivoluziona linguaggio, criteri e procedure, segnando l’addio definitivo alla parola “handicap” e a una visione della disabilità basata su vecchie etichette. Chi ha ottenuto un riconoscimento definitivo con le vecchie procedure non deve temere alcuna interruzione. Il passaggio alla nuova riforma non comporterà alcuna riconvocazione automatica né la perdita dei diritti, delle agevolazioni o dei permessi lavorativi già acquisiti. Per quanto riguarda invece le persone con una visita di revisione già programmata, i controlli entro il 31 dicembre 2026 seguiranno le regole attuali, mentre quelli successivi adotteranno i nuovi criteri. In ogni caso, viene assicurata la continuità dei sostegni economici e assistenziali durante l’attesa della nuova valutazione.
Le nuove domande e l’iter Inps
Dal 2027, per chi presenterà una domanda di accertamento per la prima volta, le procedure cambieranno radicalmente grazie all’introduzione di un percorso unificato, semplificato e digitalizzato presso l’INPS. Il medico curante invierà direttamente il certificato introduttivo all’Istituto in via telematica, e sarà lo stesso ente a convocare l’interessato, eliminando la necessità di presentare domande separate.
La grande novità strutturale è l’unificazione dei percorsi: invalidità civile, cecità, sordità e disabilità lavorativa confluiranno in un unico procedimento. Anche l’approccio medico-legale sarà rinnovato, poiché la valutazione non si baserà più soltanto sulla patologia clinica, ma analizzerà l’impatto effettivo della condizione sulla vita quotidiana, scolastica e professionale della persona.
Il Progetto di Vita personalizzato
Un pilastro fondamentale della riforma è rappresentato dal “Progetto di vita”, uno strumento di pianificazione personalizzato pensato per costruire insieme alla persona con disabilità un percorso su misura. L’obiettivo è individuare i sostegni, i servizi e gli adattamenti necessari per favorire una reale e piena partecipazione alla vita sociale e lavorativa. Questa opportunità è aperta a tutti e non richiede una nuova valutazione di base. Anche i cittadini che possiedono già una certificazione di Legge 104, ottenuta prima del 2027, potranno farne richiesta per migliorare il proprio percorso di autonomia e inclusione.
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