Electronic Arts annuncia la chiusura dello storico studio canadese dopo oltre trent’anni di attività. La decisione rientra in una vasta ristrutturazione aziendale, accompagnata da centinaia di licenziamenti e dalla cancellazione del prossimo capitolo di Mass Effect.
Il 21 ottobre 2026 segna la fine di un’importante realtà dell’industria videoludica. Electronic Arts ha ufficializzato la chiusura di BioWare, lo studio canadese responsabile di alcune delle serie di giochi di ruolo più influenti degli ultimi trent’anni, tra cui Baldur’s Gate, Dragon Age, Mass Effect e Star Wars: Knights of the Old Republic.
La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale di Electronic Arts, comporta anche l’interruzione dello sviluppo del nuovo Mass Effect, annunciato nel 2020 e rimasto fino a oggi privo di una data di uscita.
Secondo le informazioni raccolte da Bloomberg, la riorganizzazione interesserà circa 400 dipendenti di Electronic Arts, pari a circa il 3% dell’organico complessivo. Di questi, approssimativamente 50 lavoravano presso BioWare.
La conferma arriva direttamente dai vertici di Electronic Arts, attraverso una comunicazione interna firmata da Cam Weber, responsabile degli studi EA, e David Tinson, direttore operativo dell’azienda.
Nel documento viene spiegato che, dopo un’analisi delle attività e delle prospettive di crescita, la società ha deciso di concentrare le proprie risorse su un numero più limitato di progetti, privilegiando quelli considerati maggiormente promettenti.
Tra le iniziative escluse dalla nuova strategia figura proprio il prossimo Mass Effect.
Electronic Arts ha precisato che il progetto era ancora nelle prime fasi di sviluppo ed era affidato a un piccolo gruppo di sviluppatori BioWare. La decisione di non proseguire comporta la chiusura dello studio e della sua sede di Edmonton, in Canada.

Anche BioWare ha confermato pubblicamente la notizia con un messaggio di commiato, ricordando le proprie produzioni storiche e ringraziando i giocatori che, attraverso le loro scelte e il rapporto con i personaggi, hanno contribuito a rendere memorabili i mondi creati dallo studio.
Una conclusione particolarmente significativa se si considera che il nuovo Mass Effect era stato presentato ai The Game Awards del dicembre 2020 e successivamente accompagnato da diversi teaser
Ancora nel novembre 2025, in occasione dell’N7 Day, il produttore esecutivo Mike Gamble aveva rassicurato i fan, confermando l’impegno di Electronic Arts e BioWare nello sviluppo del gioco.
A gennaio dello stesso anno, inoltre, lo studio aveva annunciato che il progetto era seguito da veterani della trilogia originale, tra cui Mike Gamble, Preston Watamaniuk, Derek Watts e Parrish Ley.
Il gioco, spesso chiamato informalmente Mass Effect 5, non aveva comunque ricevuto un titolo definitivo, una data di lancio o una presentazione estesa del gameplay.
Le motivazioni vanno ricercate soprattutto nella strategia economica e produttiva annunciata da Electronic Arts, ma anche nella difficile situazione attraversata da BioWare negli ultimi anni.
Lo studio aveva progressivamente perso diversi membri storici e affrontato produzioni complesse, talvolta caratterizzate da cambiamenti di direzione e risultati commerciali inferiori alle aspettative.
Nel 2017, Mass Effect: Andromeda aveva ricevuto un’accoglienza contrastante, soprattutto per alcuni problemi tecnici e per il confronto con la trilogia originale.
Nel 2019, invece, BioWare aveva tentato di entrare nel mercato dei giochi online continuativi con Anthem, una produzione che non raggiunse i risultati sperati. Il supporto allo sviluppo di una versione rinnovata venne successivamente abbandonato e i server del gioco sono stati definitivamente spenti il 12 gennaio 2026.
Un altro passaggio importante riguarda Dragon Age: The Veilguard, pubblicato nell’ottobre 2024.

Secondo i risultati preliminari comunicati da EA nel gennaio 2025, il titolo aveva coinvolto circa 1,5 milioni di giocatori nel trimestre terminato il 31 dicembre 2024, un risultato inferiore di quasi il 50% rispetto alle previsioni aziendali.
È importante precisare che Electronic Arts parlava di giocatori coinvolti e non di copie vendute: i due dati non sono necessariamente equivalenti.
Questi risultati costituiscono un elemento importante per comprendere le difficoltà dello studio, ma sarebbe scorretto considerarli l’unica causa della chiusura. EA non ha indicato un singolo videogioco come responsabile della decisione.
Il ridimensionamento era inoltre cominciato ben prima dell’annuncio odierno. Nel gennaio 2025, BioWare aveva già comunicato un’importante riorganizzazione del personale, trasferendo parte dei dipendenti verso altri studi del gruppo e concentrando il proprio nucleo operativo sul nuovo Mass Effect.
Un altro elemento fondamentale riguarda il recente cambiamento nella proprietà di Electronic Arts.
Il 4 agosto 2026 è stata completata l’acquisizione dell’azienda da parte di un consorzio formato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, dalla società di investimenti Silver Lake e da Affinity
Partners.

L’operazione, dal valore complessivo di circa 55 miliardi di dollari, ha portato Electronic Arts fuori dal mercato azionario, trasformandola in una società privata.
Secondo Bloomberg, l’acquisizione ha comportato circa 18 miliardi di dollari di debito e la prospettiva di interessi annuali nell’ordine di 1,8 miliardi.
Già nell’agosto 2026 erano emerse informazioni su un piano di riduzione dei costi di circa 700 milioni di dollari all’anno, comprendente 170 milioni legati a interventi di efficienza organizzativa.
La chiusura di BioWare si colloca quindi in un contesto di contenimento dei costi e ridefinizione degli investimenti, nel quale Electronic Arts sta privilegiando le attività ritenute più redditizie o strategicamente rilevanti.
Il collegamento temporale ed economico tra acquisizione e ristrutturazione è evidente. Tuttavia, non esistono elementi pubblici sufficienti per attribuire direttamente ai nuovi investitori un ordine specifico di chiudere BioWare.
La decisione viene presentata ufficialmente da Electronic Arts come parte di una più ampia revisione del proprio portafoglio produttivo.
La riorganizzazione non interessa esclusivamente lo storico studio canadese.
Nel documento pubblicato il 21 ottobre, Electronic Arts ha annunciato ulteriori cambiamenti che coinvolgono alcuni dei suoi marchi principali.
Per The Sims, verrà data priorità a Project Evergreen, mentre lo sviluppo di Project Lotus viene sospeso. Quest’ultimo, almeno nella comunicazione ufficiale, risulta messo in pausa e non definitivamente cancellato.
Anche skate., il titolo free-to-play sviluppato da Full Circle, proseguirà con un gruppo di lavoro ridimensionato.
Al contrario, Electronic Arts intende continuare a investire in Apex Legends, Battlefield, EA Sports FC, nel prossimo Star Wars Jedi e nel videogioco dedicato a Iron Man.

Sono stati inoltre annunciati nuovi investimenti in ambito sportivo, tra cui il ritorno della serie pugilistica Fight Night e un progetto open world dedicato al football americano, denominato Project Gridiron.
EA ha confermato anche una collaborazione tra Respawn Entertainment e DICE per un progetto non ancora identificato ufficialmente. Secondo quanto riportato da Variety, si tratterebbe di un nuovo Star Wars: Battlefront 3, ma il nome del gioco non compare nell’annuncio dell’azienda.
Si tratta di decisioni che evidenziano una strategia orientata verso produzioni selezionate e franchise considerati capaci di sostenere investimenti importanti.
La conseguenza immediata della chiusura di BioWare è la perdita dello studio responsabile dello sviluppo delle due serie.
Questo non equivale, tuttavia, alla cancellazione definitiva di tutti i marchi.
Electronic Arts ha confermato la fine dello sviluppo del prossimo Mass Effect, non la cancellazione permanente dell’intera proprietà intellettuale.

Al momento non è stato annunciato un nuovo team incaricato di proseguire la saga, né risultano piani ufficiali per trasferire il progetto cancellato a un altro sviluppatore.
Anche il futuro videoludico di Dragon Age rimane incerto. La chiusura di BioWare priva la serie del suo studio di riferimento, ma EA non ha annunciato formalmente la scomparsa definitiva del marchio.
Diverso è il caso di Star Wars: The Old Republic. Già nel 2023 BioWare aveva trasferito lo sviluppo e la gestione del MMORPG a Broadsword Online Games, mantenendo Electronic Arts come editore. La chiusura annunciata oggi non comporta quindi automaticamente la cessazione delle sue attività.
Resta inoltre aperta la questione dell’adattamento televisivo di Mass Effect sviluppato in collaborazione con Amazon.
Nel novembre 2025, Mike Gamble aveva spiegato che la serie avrebbe raccontato una storia originale, ambientata dopo gli eventi della trilogia classica, senza riproporre direttamente le vicende del comandante Shepard.
Al 21 ottobre 2026 non risulta un annuncio ufficiale che colleghi la chiusura di BioWare alla cancellazione della serie televisiva. Il suo futuro dovrà comunque essere chiarito dalle società coinvolte.
La storia di BioWare presenta anche un’origine piuttosto insolita.
Lo studio venne fondato il 1° febbraio 1995, a Edmonton, da tre medici: Ray Muzyka, Greg Zeschuk e Augustine Yip.
Prima di dedicarsi ai videogiochi, i fondatori avevano collaborato alla realizzazione di software per la formazione medica, tra cui un simulatore dedicato all’equilibrio acido-base e uno incentrato sulla gastroenterologia.
La prima produzione videoludica commerciale dello studio non fu un RPG, ma Shattered Steel, un gioco di combattimento tra mech pubblicato nel 1996.
Fu però con Baldur’s Gate, arrivato nel 1998, che BioWare iniziò a costruire la reputazione destinata a caratterizzarne la storia.
Negli anni successivi arrivarono Neverwinter Nights, Star Wars: Knights of the Old Republic, Jade Empire, Mass Effect e Dragon Age: Origins.




L’azienda entrò ufficialmente a far parte di Electronic Arts nel 2008.
La sua influenza sul genere ruolistico è legata soprattutto all’attenzione per i dialoghi, alla costruzione dei compagni di viaggio, alle relazioni tra personaggi e alla possibilità di modificare lo svolgimento delle vicende attraverso le decisioni del giocatore.
Con la chiusura di BioWare termina quindi l’attività di uno degli studi che hanno contribuito maggiormente a definire il linguaggio del gioco di ruolo narrativo moderno.
Il patrimonio creativo costruito in oltre trent’anni continuerà a esistere attraverso le opere pubblicate, ma rimane ancora da capire se e in quale forma Electronic Arts deciderà di valorizzarne le proprietà intellettuali in futuro.
Per il momento, il dato certo è la conclusione di un percorso iniziato nel 1995 e l’interruzione di quello che avrebbe dovuto rappresentare il prossimo capitolo dell’universo di Mass Effect.
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