- I bonus in busta paga 2027 già garantiti dalla legge sono i fringe benefit esentasse fino a 1.000 euro (2.000 con figli a carico), i premi di produttività all’1% fino a 5.000 euro, i buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro e il taglio del cuneo fiscale.
- Senza una proroga nella legge di Bilancio 2027, a fine 2026 scadono la tassazione al 5% sugli aumenti contrattuali, quella al 15% su notturni, festivi e turni, il bonus mamme da 60 euro e l’esonero totale per le madri con tre figli.
- La detassazione della tredicesima e le proroghe annunciate restano ipotesi fino all’approvazione definitiva della Manovra, attesa entro il 31 dicembre 2026.
Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027, come risulta dal comunicato stampa n. 192 di Palazzo Chigi. Il DPB fissa i saldi e le grandi voci di spesa, ma non contiene le singole misure fiscali sul lavoro dipendente.
Visto che il testo della legge di Bilancio 2027 non è ancora disponibile nella sua versione definitiva, conviene distinguere con precisione tre gruppi di agevolazioni:
- le misure già in vigore per il 2027, perché previste da leggi pubblicate in Gazzetta Ufficiale;
- le misure che scadono il 31 dicembre 2026 e che resteranno attive solo se prorogate;
- le ipotesi discusse in vista della Manovra, che oggi non hanno valore di legge.
Fringe benefit 2027: soglie di 1.000 e 2.000 euro confermate
I fringe benefit sono beni e servizi che il datore di lavoro riconosce al dipendente in aggiunta allo stipendio: buoni spesa, buoni carburante, rimborsi delle bollette, contributi per l’affitto. In via ordinaria l’art. 51, comma 3, del TUIR (D.P.R. 917/1986) li esenta solo fino a 258,23 euro l’anno.
La legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. 207/2024) ha alzato questa soglia per il triennio 2025-2027. Anche nel 2027, quindi, i fringe benefit non concorrono a formare il reddito fino a:
- 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti;
- 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.
La legge di Bilancio 2026 non ha modificato questo impianto, che resta valido senza bisogno di proroghe. Ricorda però che il benefit non è un diritto automatico: dipende dalle scelte dell’azienda o dagli accordi contrattuali.
Scopri di più leggendo la guida sui Fringe benefit 2026: cosa sono, soglie aggiornate e vantaggi per aziende e dipendenti
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Cosa rientra nei fringe benefit esenti
Nel tetto di 1.000 o 2.000 euro entrano, oltre ai beni e servizi in natura, anche le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per:
- le utenze domestiche di acqua, luce e gas;
- l’affitto della prima casa;
- gli interessi sul mutuo della prima casa.
I buoni pasto seguono una regola propria e non si sommano a questa soglia. Se il valore complessivo dei benefit ricevuti nell’anno supera anche di poco il limite, diventa interamente imponibile, e non solo la parte eccedente. Per questo è utile tenere traccia dei benefit ricevuti, soprattutto se cambi lavoro durante l’anno.
Per i redditi di lavoro dipendente vale il principio di cassa allargato (art. 51, comma 1, TUIR). I fringe benefit del 2026 consegnati entro il 12 gennaio 2027 si considerano percepiti nel 2026; quelli del 2027, allo stesso modo, possono arrivare fino al 12 gennaio 2028.
Il benefit per l’affitto dei neoassunti fuori sede
La legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 386-389, L. 207/2024) prevede un’esenzione fino a 5.000 euro annui per i rimborsi di affitto e manutenzione dell’abitazione. Riguarda i dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025, con reddito 2024 fino a 35.000 euro, che hanno trasferito la residenza a oltre 100 chilometri. L’agevolazione dura due anni dall’assunzione: chi è entrato in azienda a fine 2025, quindi, la conserva per buona parte del 2027.
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Premi di produttività 2027: imposta all’1% fino a 5.000 euro
I premi di risultato sono somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, previsti da contratti aziendali o territoriali. La disciplina di base è nell’art. 1, comma 182, della L. 208/2015.
La legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 8-9, L. 199/2025) ha previsto che per il biennio 2026-2027 questi premi scontano un’imposta sostitutiva dell’1% al posto di IRPEF e addizionali. Il limite agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro lordi l’anno.
Le condizioni restano due:
- il beneficio spetta ai dipendenti del settore privato;
- richiede un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente. Per un premio erogato nel 2027, quindi, conta il reddito del 2026.
Dal 2028, senza nuovi interventi, l’aliquota torna al 10% ordinario. Se l’accordo aziendale lo consente, il premio può anche essere convertito in welfare aziendale, che resta esente da imposte e contributi entro i limiti di legge.
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Buoni pasto elettronici e cuneo fiscale
Alcuni vantaggi in busta paga non hanno scadenza e valgono anche nel 2027 senza bisogno di proroghe. Il primo riguarda i buoni pasto elettronici. L’art. 1, comma 14, della L. 199/2025 ha modificato l’art. 51, comma 2, lett. c), del TUIR e ha portato la quota esente da 8 a 10 euro al giorno; per i buoni cartacei il limite resta di 4 euro. L’aumento della soglia non obbliga l’azienda ad alzare il valore del buono.
Il secondo è il taglio del cuneo fiscale, reso strutturale dall’art. 1, commi 4-9, della L. 207/2024. Il meccanismo prevede:
- una somma esente da tasse per chi ha un reddito da lavoro dipendente fino a 20.000 euro, calcolata in percentuale sul reddito;
- un’ulteriore detrazione di 1.000 euro per redditi tra 20.000 e 32.000 euro, che poi decresce fino ad azzerarsi a 40.000 euro.
Entrambe le voci arrivano in busta paga tramite il sostituto d’imposta e vengono ricalcolate con il conguaglio di fine anno.
Bonus mamme 2027
Il bonus mamme è un contributo di 60 euro al mese, fino a 720 euro, per le lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e reddito da lavoro fino a 40.000 euro. L’INPS ha pubblicato le istruzioni con la circolare 16 ottobre 2026, n. 106, e ha aperto il servizio per presentare la domanda. La somma non è tassata, non rileva ai fini ISEE e viene pagata in un’unica soluzione.
Questo contributo, però, è una misura transitoria legata al solo 2026. Dal 2027 è previsto l’avvio dell’esonero contributivo parziale per le madri con due o più figli, introdotto dall’art. 1, comma 219, della L. 207/2024 e rinviato di un anno dalla legge di Bilancio 2026. In questo caso il vantaggio non arriva con un bonifico INPS, ma con meno contributi trattenuti in busta paga.
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Quali agevolazioni spariscono nel 2027?
Alcune misure del 2026 hanno una data di scadenza scritta nella legge. Se la Manovra 2027 non le rinnova, da gennaio non compariranno più nel cedolino. Per esempio, l’art. 1, comma 7, della L. 199/2025 prevede un’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovo dei contratti collettivi firmati tra il 2024 e il 2026. Vale solo per le somme pagate nel 2026 ai dipendenti privati con reddito 2025 fino a 33.000 euro.
I commi 10 e 11 della stessa legge applicano invece un’imposta del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo e a turni. Il tetto è di 1.500 euro annui, per chi aveva un reddito 2025 fino a 40.000 euro. Entrambe le agevolazioni riguardano, attualmente, il solo periodo d’imposta 2026. Il Governo ha annunciato l’intenzione di prorogare la tassazione agevolata degli aumenti contrattuali, ma la conferma, i limiti di reddito e i requisiti dipendono dal testo della nuova legge di Bilancio.
Esonero totale dei contributi per le madri con tre figli
L’art. 1, comma 180, della L. 213/2023 riconosce alle madri di tre o più figli con contratto a tempo indeterminato l’esonero del 100% dei contributi IVS a loro carico, fino a 3.000 euro l’anno. La norma copre i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. Senza un intervento del legislatore, quindi, dal 2027 questo sgravio cessa.
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Riferimenti normativi
- art. 51, commi 1, 2 lett. c) e 3, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;
- art. 1, comma 182, L. 28 dicembre 2015, n. 208;
- art. 1, comma 180, L. 30 dicembre 2023, n. 213;
- art. 1, commi 4-9, L. 30 dicembre 2024, n. 207;
- art. 1, comma 219, L. 30 dicembre 2024, n. 207;
- art. 1, commi 386-389, L. 30 dicembre 2024, n. 207;
- art. 1, commi 390-391, L. 30 dicembre 2024, n. 207;
- art. 1, commi 7, 8-9, 10-11 e 14, L. 30 dicembre 2025, n. 199.
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