#Finsubito news dalla rete – Blocco dei tir, Meloni teme la paralisi dell’Italia: “Subito una risposta”. Pronto decreto da 560 milioni


“Non possiamo permettere che gli italiani restino senza pane, senza latte, senza farmaci, senza beni di prima necessità”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lancia l’allarme sulla paralisi dei trasporti che sta mettendo in difficoltà il Paese e convoca d’urgenza i vertici del governo a Palazzo Chigi. L’obiettivo è sbloccare le strade, garantire i rifornimenti e dare risposte immediate agli autotrasportatori, mentre cresce la preoccupazione per le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste.

Come ricostruisce la Repubblica, il vertice si è svolto nella serata di mercoledì alla presenza dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi e dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

“Dobbiamo dare subito una risposta, si deve tornare alla normalità, subito”, avrebbe scandito la premier durante la riunione, consapevole delle conseguenze economiche e sociali di un prolungamento dei blocchi.

La risposta dell’esecutivo dovrebbe arrivare già oggi, con un decreto da circa 560 milioni di euro, tra risorse già stanziate e nuovi finanziamenti, destinato principalmente al comparto dell’autotrasporto.

Il decreto: 126 milioni di nuove risorse e bonus gasolio

Secondo quanto riferisce la Repubblica, il governo ha individuato 126 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare gli interventi contro il caro-carburanti, aggravato dalla crisi internazionale legata alla guerra in Iran.

Una prima quota, pari a 66,4 milioni, servirà a rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio utilizzato dagli autotrasportatori, con una copertura che potrà arrivare fino al 70% della maggiore spesa sostenuta nel periodo compreso tra marzo e agosto. La dotazione complessiva della misura salirà così a circa 480 milioni di euro.

Altri 60 milioni saranno destinati a compensare i maggiori costi sostenuti tra il primo settembre e il 5 ottobre. Il relativo credito d’imposta potrà essere utilizzato fino alla fine del 2027.

Il provvedimento dovrebbe inoltre consentire lo sblocco di risorse già previste ma non ancora erogate.

Tra le misure annunciate figurano anche la sospensione per cinque mesi delle rate di leasing dei mezzi pesanti, interventi per contenere gli effetti del sistema europeo Ets sulle emissioni di CO2 e sostegni agli agricoltori per l’acquisto del gasolio.

Non dovrebbe invece trovare spazio nel pacchetto il decreto attuativo da 590 milioni di euro destinato al rinnovo dei veicoli.

L’allarme del Viminale: sospetti di infiltrazioni criminali

La preoccupazione del governo non riguarda soltanto le conseguenze economiche delle proteste. Sul tavolo del vertice è finito anche il possibile coinvolgimento della criminalità organizzata nella gestione di alcuni blocchi stradali.

Il ministro Lollobrigida ha parlato di possibili “infiltrazioni”, mentre Piantedosi, dopo un confronto con i prefetti, avrebbe evidenziato il rischio che gruppi criminali esercitino forme di controllo del territorio, ostacolando la libera circolazione dei mezzi.

Si tratta di sospetti e valutazioni delle autorità, non di responsabilità giudiziarie accertate.

Il fenomeno sarebbe particolarmente preoccupante perché, secondo quanto emerso nel vertice, anche alcuni autotrasportatori che hanno richiesto la protezione delle forze dell’ordine per riprendere il lavoro continuerebbero a non mettersi in viaggio.

Complessivamente sarebbero stati attivati circa 500 servizi di scorta per consentire la circolazione dei camion e garantire i rifornimenti.

Palazzo Chigi ha fatto sapere che il Viminale è impegnato a decongestionare la viabilità e assicurare la continuità delle forniture, con particolare attenzione ai generi alimentari e ai medicinali.

Tajani chiede sanzioni più dure, Salvini frena

All’interno del governo emergono anche sensibilità differenti sulle misure da adottare nei confronti di chi continua a bloccare la circolazione.

Tajani avrebbe proposto un inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione della patente e alla revoca delle licenze per i responsabili dei blocchi illegali. Una linea rilanciata anche dall’europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martusciello, impegnato sulla situazione dei tir fermi a Caianello, in Campania.

Più prudente la posizione di Salvini e Rixi, secondo i quali gli strumenti sanzionatori già esistono e occorre innanzitutto accompagnare il settore fuori dalla fase di difficoltà economica.

La linea che sembra prevalere è quella di intervenire prima con gli aiuti e con il ripristino della circolazione, riservandosi eventuali ulteriori provvedimenti repressivi qualora i blocchi dovessero proseguire.

La crisi partita dal Sud e le conseguenze sui rifornimenti

La situazione interessa direttamente anche la Puglia e la provincia di Foggia, dove da giorni le proteste degli autotrasportatori e del comparto agricolo hanno interessato importanti arterie stradali, dall’A14 all’A16, fino alla statale 16 e ai collegamenti con il Gargano.

Ai disagi per la circolazione si sono aggiunte le difficoltà nella distribuzione delle merci, con ripercussioni sulle attività commerciali, sui supermercati e sulle aziende agricole.

Il governo teme che il prolungamento della protesta possa compromettere ulteriormente la catena degli approvvigionamenti, con conseguenze per famiglie, imprese e servizi essenziali.

Meloni ha chiesto di distinguere le rivendicazioni legittime degli operatori da chi continua a impedire la circolazione nonostante l’apertura del governo al confronto.

Il decreto atteso oggi rappresenta dunque il primo banco di prova per l’esecutivo. Resta da capire se le nuove misure economiche saranno sufficienti a convincere i manifestanti a rimuovere i presidi e consentire il ritorno alla normalità.

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