Dai nuovi satelliti di sicurezza all’acquisto urgente di navi rompighiaccio, il Grande Nord diventa la prima linea d’Europa
Anche l’Europa ha un piano riguardante l’area del nord Atlantico e dei mari polari. Si chiama Pan-Arctic Cable e punta a realizzare un’infrastruttura di comunicazione digitale sottomarina diretta tra l’Europa continentale e la Groenlandia, per poi estendersi in un secondo momento verso l’Asia orientale (Giappone e Corea del Sud).
L’obiettivo principale è difendere l’indipendenza tecnologica dell’Unione Europea e mettere in sicurezza i corridoi informativi mondiali. Nel nuovo ordine geopolitico, infatti, i canali di comunicazione non sono più semplici reti tecniche ma infrastrutture critiche fondamentali, pilastri della sicurezza nazionale.
La vulnerabilità delle dorsali sottomarine è emersa in tutta la sua gravità dopo i recenti danneggiamenti alle reti energetiche e di telecomunicazione nei mari europei.
L’obiettivo
L’obiettivo dell’UE è quindi prevenire attacchi fisici distruttivi alle linee in fibra ottica, garantendo la continuità assoluta delle trasmissioni finanziarie, governative e civili anche in caso di crisi conclamata.
L’area artica è sempre più teatro di una crescente attività di disturbo coordinata da Mosca, che spazia dal monitoraggio sottomarino tramite navi spia fino alle interferenze cyber e ai blocchi dei sistemi di posizionamento globale.
A coordinare le difese sarà la Maritime Security Hub, una centrale di intelligence creata per unire le informazioni provenienti da diverse fonti e Paesi partner dell’UE, comprese le nazioni artiche Danimarca, Finlandia e Svezia, per tracciare i movimenti navali civili e militari della Russia dai fondali marini allo spazio.
La difesa dell’Europa si allarga anche allo spazio e alle navi polari. Il programma spaziale europeo lancerà nuovi satelliti dedicati, chiamati IRIS², che avranno due compiti: inviare dati scientifici sul clima e creare canali di comunicazione blindati e segreti per i governi, al sicuro dagli hacker.
Il nuovo centro speciale
In più, nasce l’EU Polar Research Hub, un centro speciale che trasformerà subito gli studi scientifici sul ghiaccio in decisioni politiche e di difesa.
Infine, l’Europa affronterà lo scioglimento dei ghiacci. Poiché il riscaldamento globale sta aprendo nuove rotte marittime che Russia e Cina potrebbero sfruttare per scopi commerciali o militari, l’Unione Europea ha deciso di comprare con urgenza nuove navi rompighiaccio per controllare e proteggere l’estremo Nord. Questo non significa che arretrerà sulle sue posizioni riguardanti il clima: viene infatti confermato il veto europeo sullo sfruttamento energetico dei fondali: ogni giacimento residuo di petrolio, carbone e gas naturale deve rimanere nel sottosuolo dell’artico.
“L’Artico è il vicinato settentrionale dell’Europa: vicino, connesso e fondamentale per il nostro futuro”, ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, spiegando la necessità del cambio di passo.
“Il ghiaccio si sta sciogliendo e le nuove rotte marittime insieme alle relative risorse stanno alimentando la competizione strategica. Con questo progetto investiamo in una sicurezza più forte, infrastrutture resilienti e nuove opportunità economiche”.
Sulla stessa linea d’allarme si è schierata l’Alta Rappresentante Kaja Kallas, definendo l’area come una vera e propria trincea geopolitica: “La sicurezza dell’Artico è la sicurezza dell’Europa. Con la Russia e la Cina che aumentano la loro presenza e le loro ambizioni, l’estremo Nord è diventato la linea del fronte della competizione globale per il potere. La nostra nuova strategia riflette questa realtà e mette la sicurezza fermamente al centro”.
Bruxelles persegue una precisa finalità: sottrarre l’Europa dai ricatti geopolitici e garantire che il Vecchio Continente mantenga il pieno controllo strategico, tecnologico e normativo sui dati che collegano l’Occidente ai mercati chiave dell’Asia orientale.
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