Chi sale da Palermo verso l’altura che domina la Conca d’Oro entra in una città concepita fin dal dodicesimo secolo come un immenso testo visivo e multilingue: sotto le volte della cattedrale voluta da Guglielmo II, le maestranze arabe, i mosaicisti bizantini e i chierici latini composero sulle pareti dorate una narrazione biblica pensata per farsi leggere da chiunque varcasse la soglia. Otto secoli più tardi quella vocazione all’incontro tra alfabeti differenti diventa l’ossatura amministrativa e tecnologica della nuova Capitale italiana del libro.
Riferimento normativo: il conferimento del titolo di Capitale italiana del libro, disciplinato dalla legge n. 15 del 13 febbraio 2020 per il sostegno strutturale della filiera editoriale e della lettura, finanzia interventi destinati alle reti bibliotecarie e scolastiche territoriali.
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Otto secoli di scritture incrociate tra l’app Leggo il Duomo e cinquanta ceramiche georeferenziate
Il perno operativo della proposta “Monreale legge il mondo” poggia sulla traduzione del patrimonio monumentale Unesco in un dispositivo di lettura attiva, superando la fruizione passiva del bene storico. Accanto alla realizzazione di un portale bibliotecario multilingue, che recupera sul piano digitale l’antica tradizione trilingue latino-greco-araba della cancelleria normanna per aprirsi ai lettori internazionali e alle comunità straniere residenti, il programma introduce l’applicazione mobile “Leggo il Duomo”, concepita per guidare cittadini e visitatori nella decodifica iconografica e testuale dei cicli musivi della cattedrale, secondo quanto attestato anche da Agenzia ANSA.
Lungo le strade del centro storico e del territorio comunale verranno inoltre installati 50 supporti ceramici georeferenziati dotati di contenuti in realtà aumentata: inquadrando con il proprio dispositivo le formelle in maiolica realizzate secondo la storica scuola ceramica monrealese, i passanti potranno attivare brani letterari, approfondimenti storici e tracce audio… trasformando i muri della città in pagine sfogliabili a cielo aperto.
Come ha osservato il ministro Alessandro Giuli durante la cerimonia di proclamazione in via del Collegio Romano, nessun volume basta davvero a sé stesso quando rimane isolato dallo spazio civico, poiché la scrittura esprime per intero la propria funzione educativa nel momento in cui opera quale veicolo di relazione e di dialogo tra i cittadini dei territori circostanti, superando l’opposizione tra pagina cartacea e strumenti digitali.
Dal turismo di poche ore al lettore in viaggio: le residenze a San Martino delle Scale e la tenuta dei conti
Uno degli aspetti più rilevanti messi in rilievo nelle motivazioni ufficiali della giuria riguarda la strategia economica disegnata dall’amministrazione comunale per convertire il visitatore occasionale in un “lettore in viaggio”. Chi conosce i flussi turistici della provincia palermitana sa bene che Monreale sconta da decenni il fenomeno delle visite lampo: comitive che sostano un’ora e mezza per ammirare il Duomo e il Chiostro dei Benedettini prima di fare immediato rientro nel capoluogo, lasciando margini ridotti al tessuto ricettivo e culturale cittadino, come confermato anche dalle cronache de Il Sole 24 ORE.
Per invertire questa dinamica e allungare i tempi di permanenza sul territorio, il programma istituisce residenze creative presso la storica Abbazia benedettina di San Martino delle Scale, presidio monastico immerso tra i monti sopra la città che custodisce una secolare tradizione libraria e di restauro: autori, traduttori, studiosi e operatori editoriali troveranno negli spazi abbaziali un polo di produzione culturale continuativa, affiancato da percorsi di formazione per gli addetti del settore.
Sul piano strettamente finanziario, i commissari ministeriali hanno rimarcato un elemento amministrativo decisivo per il voto unanime: sebbene la candidatura non prevedesse cofinanziamenti monetari aggiuntivi rispetto ai 500mila euro erogati dallo Stato, la rete di partner territoriali ha garantito solidi conferimenti in natura attraverso la messa a disposizione gratuita di sedi storiche, competenze professionali e logistica operativa, assicurando la piena credibilità del piano economico e del cronoprogramma esecutivo.
Il decentramento nelle frazioni, i presidi per le fasce fragili e il Patto per la Lettura oltre il 2027
Un secondo pilastro del programma riguarda la distribuzione capillare dei servizi librari fuori dal perimetro monumentale. La conformazione geografica del Comune di Monreale abbraccia infatti un vasto entroterra punteggiato da frazioni collinari distanti dal centro urbano: il piano d’intervento destina risorse mirate al potenziamento delle biblioteche di prossimità, all’attivazione di laboratori di narrazione digitale rivolti agli adolescenti e alle scuole e all’abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali per garantire l’accesso alla lettura agli anziani, alle persone con disabilità e ai nuclei familiari in condizione di fragilità economica.
A blindare la durata di queste infrastrutture ben oltre la chiusura dell’anno solare 2027 interverrà il Patto per la Lettura, lo strumento convenzionale stabile che vincola amministrazione pubblica, istituti scolastici, librerie ed enti del terzo settore a proseguire la gestione condivisa dei presidi aperti. L’accoglienza del verdetto in Sicilia ha unito le voci istituzionali: il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono e l’assessora alla Pubblica Istruzione Patrizia Roccamatisi hanno espresso gratitudine a nome dell’intera cittadinanza annunciando l’immediata apertura dei tavoli di lavoro anche alle altre amministrazioni concorrenti, mentre il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni hanno richiamato la capacità del progetto di proiettare la storia millenaria dell’isola dentro una prospettiva duratura di crescita civile.
La sfida tra 31 candidature e 92 Comuni: il quadro delle sette finaliste e la rete nazionale
Il traguardo tagliato da Monreale arriva al termine di una selezione nazionale che ha visto concorrere 31 progetti di candidatura rappresentativi di 92 Comuni italiani, molti dei quali riuniti in forme di cooperazione intercomunale, dato riscontrato anche da L’Arena e da Il Piccolo. Accanto al centro normanno erano approdate all’audizione conclusiva altre sei realtà distribuite lungo tutta la penisola e le isole: il comune lucano di Chiaromonte (in provincia di Potenza, con la proposta “Le trame di Calliope”), le due città sarde di Iglesias (nel Sulcis Iglesiente, con “Iglesias, Il Libro nel Mediterraneo”) e di Nuoro (con “Nuoro: radici di carta, visioni di futuro”), il polo campano di Pomigliano d’Arco (nell’area metropolitana di Napoli, con “Città officina del leggere”), la veneta Treviso e la vasta aggregazione abruzzese “Teramo e le sue valli”, capace di riunire intorno al capoluogo teramano altri diciannove municipi tra la fascia adriatica e il Gran Sasso (da Alba Adriatica, Atri, Giulianova, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi Marina e Tortoreto fino a Campli, Civitella del Tronto, Isola del Gran Sasso e Montorio al Vomano).
Proprio per evitare che il lavoro progettuale maturato da quasi cento amministrazioni comunali vada disperso dopo la proclamazione, il presidente della giuria Adriano Monti Buzzetti ha rimarcato il valore nazionale delle sette proposte finaliste, mentre il capo del Dipartimento per le attività culturali Massimo Osanna ha annunciato l’impegno diretto del Ministero per accompagnare e sostenere la realizzazione delle iniziative più meritevoli anche nelle altre città giunte in finale, collegando biblioteche, cinema, arti visive e spettacolo dal vivo in una rete cooperativa permanente.
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