#Finsubito news dalla rete – La Galleria Russo lancia il libro, diventato progetto, “Collezionare cultura”: presentato alla Biaf 2026, ora va in tournée


La copertina

Presentato alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze 2026, conclusa lo scorso 4 ottobre, il libro Collezionare cultura. Guida pratica per un collezionismo consapevole, curato dal titolare della Galleria Russo di Roma, Fabrizio Russo, con due co-curatrici Virginia E. Montani Tesei e Marta Tosi (Allemandi Editore), fa parte di un progetto più ampio: formare più che informare i collezionisti circa opportunità, rischi del mercato dell’arte, norme e procedure con una chiave, quella della sintesi e della semplicità, allo scopo di tutelare il patrimonio culturale e diffondere una cultura del collezionismo responsabile.

Fabrizio Russo, che BeBeez ha incontrato nella Galleria di via Margutta, ha raccontato: “L’idea, fortemente voluta dalla Galleria con un proprio investimento, è offrire un breviario di supporto per il collezionista, facile da consultare. Ogni capitolo sviluppa in poche pagine un argomento, per la tutela del cliente e di collaborazione con l’attività del gallerista.”

Il progetto, che la galleria porta avanti da anni, con un lavoro di documentazione e archivio scrupoloso ad esempio sulla tracciabilità dell’opera d’arte, rientra non solo nel servizio all’acquirente quanto nella tutela del mercato dell’arte che, insieme a quello delle gemme, ha ricordato Fabrizio Russo, è stato definito “oscuro”, basti pensare alle opere d’arte false o alle attribuzioni sbagliate, ed è una considerazione che non deve ripetersi.

Se i galleristi generalmente sono informati e preparati in materia di documentazione e procedure per la transizione delle opere, il libro e l’attività di sensibilizzazione aiutano l’individuazione degli operatori seri e possono rappresentare un’occasione di cultura per gli anelli intermedi della catena. Il volume raccoglie infatti tutti gli operatori del settore coinvolti dagli avvocati del comparto, agli specialisti della custodia, agli spedizionieri, a chi si occupa di restauro e ai professionisti della fiscalità e della materia che sovrintende in particolare alla gestione delle opere d’arte in caso di eredità.

Fabrizio Russo di fronte alla sua Galleria a Roma in via Margutta

Il collezionista dal canto suo deve sapere cosa richiedere in caso di acquisto, vendita, cessione o scambio per tutelarsi sotto l’aspetto civile e penale. Questa sorta di sussidiario prende per mano la persona interessata, dalla fiscalità alla circolazione internazionale delle opere, dall’acquisto alla conservazione fino alla pianificazione del passaggio generazionale e alla valorizzazione delle raccolte; accanto ai temi della tutela e della due diligence, trovano spazio approfondimenti dedicati ai diritti d’autore, alle opere vincolate, alle assicurazioni, alla movimentazione, alle corporate collection e ai modelli di condivisione pubblica del patrimonio artistico. Con il contributo di avvocati, fiscalisti, esperti del mercato dell’arte e professionisti della conservazione, si offre una panoramica aggiornata delle principali sfide attuali. “La prima difesa del collezionista”, ha spiegato Russo, “è infatti la sua preparazione”.

Quest’alfabetizzazione, oggetto di una tournée italiana che toccherà Torino, Milano, Venezia, Roma e Napoli in particolare, è anche un modo per valorizzare il mercato dell’arte e leggerlo in termini economici e finanziari come un settore di redditività al pari di altri, anche se forse in termini superficiali non è immediatamente riconoscibile il suo peso.

Il punto di partenza è l’acquisto per passione o per investimento: il gallerista raccomanda di comprare innanzitutto qualcosa che piace e che nel godimento abbia già la sua moneta. Nell’arte infatti più che di investimento si può parlare di salvadanaio. Essenziale quanto trascurata in vista dell’acquisizione la due diligence, il processo di indagine approfondita: conoscenza della produzione dell’artista nei vari periodi della sua attività; varie fasi espositive e collaborazione con le gallerie; padronanza dei materiali; conoscenza del periodo storico di riferimento; e una biblioteca il più ampia possibile per facilitare le ricerche sull’opera (le pubblicazioni, ad esempio i cataloghi delle esposizioni); oltre naturalmente il contatto diretto con il maggior numero possibile delle opere.

Un ruolo importante è giocato dagli archivi, soprattutto per gli artisti del primo e secondo Novecento, un vero e proprio scudo. Il professionista deve procedere all’identificazione del venditore, con inserimento del documento di identità, la compilazione del documento di vendita, la rimessa tracciabile e l’apposizione della firma sul retro dell’opera da parte del venditore che in caso di vendite illecite anche a insaputa del venditore e professionista consente di risalire al primo venditore.

Fondamentale l’indagine sulla liceità della provenienza per la quale oltre la documentazione cartacea, si può ricorrere a banche dati specializzate in beni: il database privato più completo a livello mondiale è l’Art Loss Register di Londra (servizio a pagamento) e tra le banche pubbliche quella gestita dal nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

La presentazione del libro alla Biaf 2026

L’autenticità e la provenienza sono fissate dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, parametri obbligatori che nel caso di opere antiche può essere l’attribuzione. Nell’acquisto ci sono molti elementi da tener presente quali ad esempio la sussistenza di vincoli che comportano limitazioni nella circolazione dell’opera come la sua esportabilità e diritto di prelazione dello Stato.

Complessa è la materia fiscale che tiene conto del fatto che tendenzialmente un’opera d’arte mantiene o incrementa nel tempo il proprio valore, difficilmente assimilabile ad altri beni. Ad esempio le nuove forme di arte digitali. dalla digital art alla cryptoart e agli NFT, hanno messo in luce i limiti del quadro normativo. Un caso emblematico ha portato ad esempio l’Agenzia delle Entrate a escludere l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata alla cessione, effettuata dallo stesso artista, di figure progettate con software di modellazione tridimensionali, prodotte mediante stampanti 3D poi rifinite con lavorazioni artigianali, tra cui la verniciatura. Ora il DL 41/1995 con riferimento alle sculture richiede che le opere siano “interamente eseguite dall’artista”.

L’acquisto di collezioni comporta poi specifiche in merito ai vincoli di non smembramento in particolare. La pianificazione della collezione e il passaggio generazionale porta al centro la scelta di un collezionismo consapevole e della visione di chi la realizza che si esprime anche nella trasmissione, a seconda del tipo di testamento e delle soluzioni adottate, il Trust, di diritto inglese, recepito in Italia con la L.364/1989, o la Fondazione. Il primo offre vantaggi significativi e in particolare permette “la segregazione delle opere trasferite e la separazione delle vicende personali e patrimoniali del trustee e dei beneficiari in modo che non incidano sulle opere”. La Fondazione, utile soprattutto per scopi culturali e filantropici, è certamente prestigiosa per il collezionista anche se più onerosa per i profili organizzativi e nella gestione contabile trasparente, nonché l’eventuale assoggettamento alla conservazione e alla circolazione dei beni culturali. Se poi il beneficiario fosse un’azienda e non un privato, si parla di Corporate Art Collection con una differenza non solo burocratico; si cambia infatti paradigma entrando nell’ottica di avere uno scopo utilitaristico e misurabile.

 

 

a cura di Ilaria Guidantoni


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