Dopo i pagamenti del 23 ottobre 2026, alcuni assistenti amministrativi e tecnici ritengono che NoiPA abbia sbagliato i calcoli e manchi una mensilità. Ma attenzione: confrontare gli arretrati con il compenso mensile senza considerare le ritenute previdenziali e le tredicesime porta a risultati sbagliati. Ecco il calcolo, euro per euro, su un cedolino reale.
Arretrati NoiPA, il dubbio sulla mensilità di settembre 2026
Con lo stipendio del 23 ottobre 2026, numerosi assistenti amministrativi e assistenti tecnici hanno ricevuto gli arretrati relativi alla seconda posizione economica ATA, prevista dal D.M. 140/2024.
Dopo il pagamento, alcuni dipendenti hanno sollevato dubbi sulla correttezza delle somme liquidate, sostenendo che gli arretrati si fermerebbero al 31 agosto 2026, senza comprendere settembre.
Ma è davvero così?
L’analisi di un cedolino NoiPA effettivamente liquidato permette di ricostruire i conteggi e verificare se la mensilità contestata sia stata corrisposta.

Il problema nasce spesso dal confronto tra importi espressi con criteri differenti: il compenso mensile lordo previdenziale e gli arretrati esposti come imponibili fiscali.
Per questo motivo, prima di contestare un pagamento, è indispensabile ricondurre tutte le somme alla stessa base di calcolo.
Seconda posizione economica: 166,67 euro mensili e ritenute previdenziali
Nel cedolino esaminato, la seconda posizione economica degli assistenti ATA è identificata dal codice NoiPA 968/001, con un importo mensile di 166,67 euro lordi previdenziali.
Gli arretrati sono invece riportati attraverso due distinti codici:
- 806/4MG: arretrati anni precedenti (AP), pari a 2.665,62 euro.
- 806/4MF: arretrati anno corrente (AC), pari a 1.332,81 euro.
Il totale degli arretrati esposti ammonta quindi a 3.998,43 euro.
La particolarità è che gli arretrati AP e AC sono indicati al netto delle ritenute previdenziali, mentre i 166,67 euro della voce mensile rappresentano il lordo previdenziale.
Nel caso esaminato, considerando una ritenuta previdenziale dell’11,15%, il coefficiente da utilizzare è 0,8885.
La formula è semplice:
Lordo previdenziale = Imponibile fiscale ÷ 0,8885
In questo modo è possibile ricostruire il valore lordo delle somme arretrate e confrontarlo correttamente con il compenso mensile.
Arretrati AP: perché bisogna conteggiare anche le due tredicesime
La decorrenza economica della seconda posizione considerata è il 1° settembre 2024.
Per ricostruire gli arretrati degli anni precedenti, occorre considerare tutte le competenze fino al 31 dicembre 2025.
Il conteggio comprende:
- 4 mensilità da settembre a dicembre 2024;
- 12 mensilità da gennaio a dicembre 2025;
- 2 tredicesime, relative al 2024 e al 2025.
Il totale è quindi di 18 mensilità equivalenti, nell’ipotesi del dipendente già in ruolo, con servizio continuativo e trattamento spettante per intero sulle due tredicesime.
Un aspetto importante riguarda proprio la tredicesima del 2024: nel caso considerato, il dipendente era già in servizio durante l’intero anno. L’aumento riconosciuto sulla retribuzione di dicembre viene quindi considerato anche nella tredicesima, senza limitarlo automaticamente a quattro dodicesimi.
Il calcolo teorico è:
166,67 × 18 = 3.000,06 euro lordi previdenziali.
Applicando la trattenuta previdenziale dell’11,15%, si ottiene un imponibile fiscale teorico di circa 2.665,55 euro.
Nel cedolino esaminato gli arretrati AP ammontano a 2.665,62 euro.
La differenza è di appena 7 centesimi, riconducibile agli arrotondamenti applicati nelle elaborazioni stipendiali.
Arretrati AC: il calcolo conferma anche settembre 2026
Passiamo ora agli arretrati dell’anno corrente, quelli che hanno generato maggiori dubbi tra alcuni dipendenti.
Dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 devono essere considerate 9 mensilità.
Utilizzando il compenso mensile di 166,67 euro, il conteggio è:
166,67 × 9 = 1.500,03 euro lordi previdenziali.
Applicando il coefficiente 0,8885, si ottiene un imponibile fiscale teorico di circa 1.332,78 euro.
E quanto risulta effettivamente nel cedolino?
La voce 806/4MF – Arretrati AC riporta 1.332,81 euro.
La differenza tra il valore teorico e quello effettivamente liquidato è di appena 3 centesimi.
Questo risultato è particolarmente significativo: l’importo degli arretrati AC corrisponde a nove mensilità, non a otto.
Pertanto, nel cedolino esaminato settembre 2026 risulta compreso negli arretrati liquidati, contrariamente a quanto potrebbe sembrare confrontando direttamente l’imponibile fiscale con il lordo mensile.
Come verificare il proprio cedolino NoiPA senza commettere errori
Il procedimento può essere utilizzato anche dagli altri assistenti amministrativi e tecnici beneficiari della seconda posizione economica, adattandolo alla propria situazione.
La prima operazione consiste nell’individuare il compenso mensile della posizione economica, riportato tra gli assegni del cedolino.
Successivamente bisogna controllare gli arretrati AP e AC, verificando l’effettiva aliquota previdenziale applicata alla partita stipendiale.
Nel caso illustrato, per ricostruire il lordo previdenziale è sufficiente dividere gli importi degli arretrati per 0,8885.
Occorre infine confrontare il risultato con le mensilità spettanti e le due tredicesime, tenendo conto dell’eventuale presenza di periodi non retribuiti, part-time o altre situazioni individuali.
Il controllo non deve essere effettuato sul netto effettivamente accreditato in banca, perché su quest’ultimo incidono anche le ritenute fiscali applicate agli arretrati.
Il cedolino esaminato offre dunque una dimostrazione concreta: un importo apparentemente inferiore può essere perfettamente corretto quando viene ricostruito sulla giusta base previdenziale.
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