Cascade Corporation, con sede a Portland, in Oregon (USA), è leader mondiale nelle attrezzature per la movimentazione dei materiali. Il gruppo americano conta oggi oltre 3.500 collaboratori, 33 stabilimenti produttivi e una presenza in più di trenta Paesi, in tutti e cinque i continenti. Dal 2003 il cuore europeo dell’azienda batte però nel Veronese, dove l’acquisizione della storica Roncari ha dato vita a un polo industriale oggi strategico per l’intero continente. A raccontarne il percorso sono il presidente e CEO di Cascade Corporation Davide Roncari e Andrea Testi, general manager di Cascade Italia.
Presidente Roncari, partiamo dalle origini. Che cos’è oggi Cascade Corporation?
Cascade nasce nel 1943 in Oregon ed è oggi il leader mondiale nella movimentazione dei materiali. La nostra missione è molto semplice: movimentare qualsiasi cosa. Operiamo con attrezzature destinate ai carrelli elevatori, alle macchine movimento terra e, sempre più, ai sistemi automatizzati per la logistica. Siamo presenti in oltre trenta Paesi con una rete produttiva e commerciale globale e continuiamo a investire per anticipare l’evoluzione del settore.
Quando si parla di movimentazione, di che cosa stiamo parlando concretamente?
Parliamo di qualsiasi tipologia di materiale. Qualunque oggetto debba essere sollevato, trasportato o movimentato può richiedere una soluzione specifica. È proprio questa la nostra specializzazione: progettare attrezzature capaci di adattarsi a materiali, forme e applicazioni completamente differenti tra loro.
Cascade arriva nel Veronese nel 2003 attraverso l’acquisizione della Roncari, azienda della sua famiglia.
Sì. Dopo molti anni di crescita come impresa familiare avevamo raggiunto un punto nel quale era necessario fare un salto di qualità. L’ingresso in Cascade ha rappresentato una grande opportunità. È stata una storia di successo perché l’azienda americana ha investito nel territorio, nelle strutture e soprattutto nelle persone. Molti collaboratori della vecchia Roncari sono ancora con noi e tanti altri sono cresciuti professionalmente all’interno del gruppo. Io stesso ho vissuto entrambe le fasi: quella dell’azienda di famiglia e quella della multinazionale.
Lei è entrato in Roncari subito dopo la laurea in ingegneria meccanica. Si sarebbe immaginato di diventare presidente e CEO del gruppo mondiale?
Assolutamente no. Ho iniziato facendo un po’ di tutto, come accade spesso nelle aziende familiari. Poi, passo dopo passo, sono cresciuto insieme all’organizzazione. Cascade ha sempre creduto nella valorizzazione delle persone e questo mi ha permesso di assumere responsabilità sempre maggiori fino ad arrivare all’attuale incarico. È un percorso del quale sono molto orgoglioso.
Lei cita spesso il valore delle persone.
Perché rappresenta il principio più importante della nostra cultura aziendale. Prima vengono le persone, poi il profitto e tutto il resto. Nei momenti difficili abbiamo sempre cercato di tutelare i collaboratori e, quando l’azienda cresce, investiamo sulla loro formazione e sul loro sviluppo professionale. Credo sia questa una delle ragioni principali del successo di Cascade.
Direttore Testi, oggi Cascade Italia rappresenta il quartier generale europeo del gruppo.
Esatto. La sede di Vago di Lavagno coordina tutte le attività europee e serve anche il Medio Oriente e l’Africa. Operiamo attraverso due stabilimenti nel Veronese, uno a Brescia e impieghiamo oltre 320 collaboratori. La nostra è una realtà fortemente orientata all’export e ogni giorno dai nostri impianti partono prodotti destinati a numerosi mercati internazionali.
Negli ultimi anni avete continuato a crescere anche attraverso nuove acquisizioni.
Sì. Nel 2021 abbiamo acquisito un’azienda a Piacenza specializzata nei gruppi di sollevamento, mentre nel 2026 è entrata nel gruppo una società di Torino dedicata all’automazione industriale. Sono operazioni che ci permettono di ampliare competenze e tecnologie in un settore in continua evoluzione.
Perché proprio l’Italia continua a essere così strategica?
Perché il nostro Paese possiede una tradizione straordinaria nella meccanica e nell’automazione industriale. Abbiamo trovato un tessuto imprenditoriale ricco di competenze e aziende di eccellenza. L’acquisizione della società torinese, ad esempio, nasce proprio dal riconoscimento di un know-how di livello mondiale sviluppato in Italia. Per noi questo rappresenta un valore enorme.
Uno dei vostri punti di forza è la personalizzazione delle soluzioni.
È probabilmente la nostra caratteristica più distintiva. Non esiste un’applicazione uguale all’altra. Ogni cliente ha esigenze specifiche e noi sviluppiamo attrezzature progettate su misura. Non diciamo quasi mai di no, perché ogni nuova richiesta rappresenta un’opportunità per imparare qualcosa e migliorare ulteriormente le nostre competenze.
Presidente, è qui che entra in gioco il concetto di continuous improvement.
Esattamente. È uno dei pilastri della cultura Cascade. Crediamo che ogni esperienza, anche un eventuale errore, possa diventare un’occasione di apprendimento. Migliorare continuamente significa mettere in discussione ciò che si è fatto il giorno prima e cercare ogni volta una soluzione più efficace. È questo approccio che ci ha permesso di diventare leader mondiali.
Il settore sta vivendo una profonda trasformazione tecnologica.
Sì. Stiamo passando da prodotti prevalentemente meccanici e oleodinamici a sistemi sempre più elettrificati, digitali e connessi. Oggi non movimentiamo soltanto materiali, ma raccogliamo dati preziosi durante ogni operazione. Peso, dimensioni e altre informazioni possono essere trasmesse automaticamente ai sistemi gestionali dei clienti, eliminando attività manuali e aumentando efficienza e precisione.
Quindi la movimentazione diventa anche una fonte di dati.
Esattamente. Ogni pallet che viene movimentato rappresenta anche un’informazione. Abbiamo recentemente acquisito un’azienda austriaca specializzata nello sviluppo software proprio per valorizzare questo patrimonio di dati. L’obiettivo è offrire ai clienti non soltanto un’attrezzatura, ma anche strumenti digitali che migliorino l’intera gestione logistica.
Direttore Testi, questo cambiamento modifica anche le competenze richieste ai collaboratori.
Moltissimo. Oggi cerchiamo figure sempre più preparate sul piano dell’automazione, dell’elettronica, dell’informatica e della meccatronica. Le tecnologie evolvono rapidamente e di conseguenza evolvono anche le professionalità necessarie. Per questo investiamo continuamente nella formazione e nella crescita delle persone.
L’impatto sul territorio è cresciuto in modo significativo.
Sì. Se nel 2008 la sede italiana contava circa ottanta collaboratori, oggi siamo oltre trecento. È una crescita importante che testimonia non soltanto lo sviluppo dell’azienda, ma anche il contributo che Cascade continua a offrire al territorio veronese sotto il profilo occupazionale e industriale.
Presidente Roncari, da veronese alla guida di una multinazionale americana, quale legame mantiene con il territorio?
È un legame molto forte. Sono cresciuto qui e continuo a considerare il Veronese un punto di riferimento fondamentale per il nostro gruppo. Sosteniamo il territorio con convinzione perché crediamo che le aziende abbiano anche una responsabilità verso le comunità nelle quali operano. È un motivo di orgoglio vedere che da qui continua a partire innovazione capace di competere in tutto il mondo.
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Matteo Scolari
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