Nel fine settimana, per effetto del riaccendersi del conflitto tra Iran e Stati Uniti, c’è stato un nuovo cambio di tono del mercato finanziario. Sale il petrolio e scendono sia le azioni che le obbligazioni.
Venerdì Wall Street ha chiuso in rialzo grazie alla spinta del tech. Nasdaq +1,7%, per una performance settimanale dell’1,7%. S&P500 +0,4%, +1,2% la settimana. L’indice Bloomberg Magnificent Seven è salito dell’1,5%, principalmente per il contributo di Meta Platforms (+6%) e di Nvidia (+4%).
Nel corso della notte, fino quasi a stamattina, sono andati avanti gli attacchi americani. Questo il resoconto dell’Ansa a ieri sera alle 20.
"Hormuz è aperto. Li abbiamo colpiti duramente", ha
assicurato Donald Trump senza esitazione ieri pomeriggio. Teheran "non controlla lo Stretto": le forze americane sono schierate e pronte a "garantire la libertà di navigazione, nonostante le ingiustificate aggressioni, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell'Iran", gli ha fatto eco il Centcom prima di procedere a nuovi attacchi vicino a Hormuz per colpire sistemi missilistici e di difesa aerea, ma anche piccole imbarcazioni
del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica in diverse aree nello Stretto.
Tutto è cominciato nella notte fra sabato e domenica, quando l'Iran
ha annunciato la chiusura dello Stretto dopo aver lanciato un drone contro una nave battente bandiera cipriota in navigazione su una rotta non autorizzata. Dopo poco è partito il terzo round di attacchi, 140 obiettivi militari colpiti vicino allo Stretto, per un totale di 310 in una settimana. Teheran ha risposto con raid mirati alla basi americane in Medio
Oriente: tre missili iraniani sono caduti in Giordania mentre il Qatar ha annunciato che tre persone sono rimasti feriti da schegge durante le intercettazioni di missili della Repubblica Islamica. Nel mirino dell'Iran è finito anche l'Oman che ha convocato l'ambasciatore in protesta contro i raid. Una dura condanna è arrivata anche dall'Arabia Saudita, che ha denunciato "il persistente comportamento destabilizzante dell'Iran che mette a rischio la stabilità della regione".
Iran ha alzato i toni e mostra di volere il controllo di Hormuz. "Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica Islamica dell'Iran lo proteggerà", ha chiarito il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei.
Brent in rialzo del 4% a 79 dollari il barile. Nelle ultime 24 ore circa 20 navi commerciali hanno transitato per lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze americane. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali altre navi sono invece transitate senza il coordinamento americano.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future dell’indice Dax di Francoforte -1%.
Quasi tutte in calo le borse dell’area. Nikkei di Tokyo -2%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -1,3%. In lieve rialzo l’Hang Seng di Hong Kong.
Taiwan Semiconductor Manufacturing, il più grande produttore mondiale di semiconduttori a contratto ha messo a segno un fatturato di 2.400 miliardi di dollari taiwanesi nel semestre (74,99 miliardi di dollari), segnando un aumento del 35,6% su base annua.
Molto volatile anche oggi la borsa della Corea del Sud: indice Kospi di Seul -8,5%.
Negli Stati Uniti, l’appuntamento più atteso è la pubblicazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) di giugno, in calendario il 14 luglio. Il consenso di mercato prevede una flessione mensile dello 0,1%, dopo il calo dello 0,5% registrato nel mese precedente. Sempre nella stessa giornata saranno diffusi l’indice di fiducia delle piccole imprese NFIB e i dati sui flussi di capitale internazionali (TIC).
Nel corso della settimana arriveranno inoltre importanti indicazioni sullo stato dell’economia americana attraverso gli indici manifatturieri Empire State e PPI (15 luglio), il Beige Book della Federal Reserve, le vendite al dettaglio e le scorte aziendali (16 luglio), oltre ai dati su edilizia residenziale, permessi di costruzione e fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan (17 luglio). Quest’ultima è attesa in miglioramento a 51,3 punti dai 49,5 precedenti.
In Europa, l’evento principale sarà la pubblicazione dell’inflazione dell’Eurozona di giugno il 17 luglio, accompagnata dai dati sul conto corrente della BCE. Tra i principali Paesi europei, l’attenzione sarà rivolta all’inflazione italiana e francese, entrambe in uscita il 15 luglio, mentre la Germania diffonderà i dati sul conto corrente e sui prezzi all’ingrosso.
Nel Regno Unito saranno monitorati i dati sulle vendite al dettaglio e, soprattutto, la produzione industriale, il PIL mensile e la bilancia commerciale, previsti per il 16 luglio.
In Asia, il Giappone pubblicherà una serie di indicatori relativi alla produzione industriale, agli ordini di macchinari e all’utilizzo della capacità produttiva. La Cina, invece, sarà sotto osservazione per i dati sul commercio estero (14 luglio) e per il pacchetto di statistiche macroeconomiche del 15 luglio, che includerà PIL, vendite al dettaglio e produzione industriale.
Nel Regno Unito, la corsa alla leadership del Partito Laburista sembra ormai indirizzata verso una soluzione rapida e ordinata. Alla chiusura delle candidature, prevista per la prossima settimana, non sono emersi rivali significativi per Andy Burnham, che appare quindi in posizione favorevole per assumere la guida del partito e, potenzialmente, diventare Primo Ministro entro il 20 luglio. Il leader laburista ha ribadito l’impegno a rispettare le attuali regole fiscali, pur riconoscendo la necessità di contenere la spesa per il welfare. Gli investitori sembrano intenzionati ad attendere la prossima Legge di Bilancio autunnale. “Sebbene settori fortemente esposti all’economia domestica, come edilizia residenziale e commercio al dettaglio, incorporino già un significativo premio per il rischio politico, una rivalutazione positiva appare improbabile nel breve termine, salvo un miglioramento del contesto macroeconomico”, afferma Barclays in un report sul tema.
In Francia, invece, una recente decisione giudiziaria ha riaperto la strada alla candidatura di Marine Le Pen alle prossime elezioni presidenziali. Negli ultimi anni il Rassemblement National ha cercato di costruire un’immagine più favorevole alle imprese e ai mercati, abbandonando posizioni particolarmente controverse del passato, come l’ipotesi di uscita dall’euro. Molte delle proposte programmatiche del partito restano poco dettagliate, soprattutto su temi sensibili come la riforma delle pensioni.
I mercati francesi sembrano già incorporare una quota significativa di rischio politico: lo spread dei titoli di Stato francesi (OAT) rispetto ai benchmark europei si mantiene sui massimi dell’anno, mentre i titoli domestici quotano vicino ai minimi recenti. Secondo Barclays, almeno per ora, il potenziale di recupero degli asset maggiormente esposti alla domanda interna francese, è limitato.
Stellantis ha annunciato stamani che le consegne di veicoli nel secondo trimestre sono stimate a 1,6 milioni di unità, pari a una crescita del 10% su anno, trainata da Nord America ed Europa.
Unicredit ha davanti ha sé tre possibili target per crescere in Italia, scrive l'Economia del Corriere: Banca Generali, "indicata da numerosi rumors di mercato", Banco Bpm e FinecoBank; "quest'ultima è la più intrigante" e "industrialmente un mosaico perfetto", secondo l'inserto.
Leonardo. La Coalizione dei volenterosi che si riunisce oggi a Parigi cercherà di ottenere ulteriori impegni per l'Ucraina nel campo della difesa aerea. Una delle opzioni allo studio prevede che diversi Paesi europei collaborino allo sviluppo di un sistema che integri il sistema di difesa aerea franco-italiano SAMP/T e/o gli intercettori Patriot statunitensi, assegnando inoltre all'Ucraina un ruolo significativo nella produzione.
Saipem. L'antitrust Ue si appresta ad aprire un'indagine approfondita sulla fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 per timori legati alla concorrenza, secondo fonti con conoscenza diretta della questione.
Eni. Il mercato petrolifero globale arriverà a "un punto di rottura" al più tardi entro il primo trimestre del 2027, alimentando l’inflazione e riducendo la domanda di energia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, ha dichiarato l'AD Claudio Descalzi in una intervista al Sole 24 Ore sabato.
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