Varese presenta il nuovo PGT



Cinque città in una: questa la Varese individuata dal nuovo Piano di Governo del Territorio presentato dall’Amministrazione comunale a Palazzo Estense. C’è una Varese della Rigenerazione e della crescita, una città dell’Ambiente e della biodiversità, una città del Welfare e del lavoro, una città della Cultura e del turismo, e una Varese dello sport e del tempo libero. Cinque piani che si intersecano e rilanciano a vicenda con premi, incentivi e limiti, con lo scopo di accrescere il benessere delle persone che vivono questa città.

«Il nuovo Pgt introduce strumenti concreti per rendere più semplice recuperare gli immobili esistenti, incentivare gli interventi di qualità e favorire investimenti capaci di generare benefici per l’intera comunità», ha detto il sindaco Davide Galimberti in apertura di presentazione, introducendo e ringraziando i docenti universitari che hanno collaborato alla progettazione, ciascuno nel suo ramo. «A questo Pgt hanno contribuito i migliori esperti nella pianificazione urbana – ha detto -Il piano sostiene le diverse vocazioni che emergono dal punto di vista urbanistico, ambientale ed economico con un forte accento su incentivi volumetrici e decontribuzioni, sempre con lo scopo di aumentare il benessere complessivo di Varese, perché sia sempre di più una città dove si vive e si lavora bene».

«Davvero il Pgt mostra attenzione soprattutto alle persone – ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Andrea CivatiPiù che su forme e spazi il Pgt è centrato su come i cittadini vivono in quegli spazi e in quali forme riescono a stare meglio. In questo senso rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, sviluppo economico e coesione sociale sono obiettivi che si sostengono reciprocaente in un’unica visione».

Generico 20 Jul 2026

LA VARESE DEL FUTURO IN 350 TAVOLE

Tra le linee guida due grandi no: niente consumo di suolo e no ai nuovi grandi centri commerciali: «Non ce n’è bisogno – spiega Civati – Per contro è incentivata la rete commerciale nel centro e di prossimità, il potenziamento delle aree industriali presenti e il sostegno alle aziende che investono sul futuro dell’energia e  sul turismo e più in generale sono incentivate le iniziative che aumentano benessere sociale e inclusione, dai nidi al portierato sociale, soloper citare alcuni esempi.

Il nuovo PGT di Varese conta oltre 350 elaborati suddivisi in 6 faldoni cartacei o compressi in 10 giga online, consultabili da tutti i cittadini in qualsiasi momento a QUESTO LINK, prima ancora della che si completi l’iter in Commissione e prima del voto del Consiglio comunale «per una maggiore trasparenza e per stimolare la partecipazione a una visione della città in cui ciascuno può dare il proprio contributo», spiega il dirigente Gianluca Gardelli. (QUI LE SLIDE DI SINTESI)

Per questo molte regole del PGT non sono di comando ma sono «regole incentivanti – a detto il prof Emanuele Boscolo dell’Università dell’Insubria, nel team che ha collaborato alla stesura – Ci sono regole che non impongono ma stimolano il cambiamento della città verso il futuro, per una partecipazione consapevole dei cittadini che diventano parte attiva della trasformazione disegnata dal Pgt. Un Pgt che non si occupa di territorio, nel senso tradizionale della norma ferma a 20 anni fa, ma si occupa ma di come le comunità vivono il territorio, in termini di benessere».

SPAZIO AL VERDE

Più incentivante che coercitivo il piano è anche flessibile, “perché possa adattarsi velocemente a una realtà che sempre più spesso anticipa le previsioni”, spiegano i tecnici considerando che il piano già rispetta e in alcuni casi rilanciare norme e indicazioni europee non il governo nazionale non ha ancora recepito.
In particolare questa flessibilità si basa su tre pilastri illustrati dal professore del Politecnico di Milano, Andrea Arcidiacono: «Il primo è la Transizione ecologica e attenzione al cambiamento climatico, con il progetto Rete VerdeBlu che prevede depavimentazione e nuove aree alberate. Il secondo pilastro è la Rigenerazione urbana che inventiva interventi di privati che creano vantaggio – misurabile e quantificabile – per l’intera collettività e canalizzato nelle Carte dei quartieri, che potranno beneficiare direttamente delle risorse generate dalle trasformazioni urbanistiche attraverso il Fondo di quartiere. Infine c’è la dimensione della Mobilità, comprensiva di reti di collegamento urbane che tornano ad essere spaz pubblici più confortevoli per chi cammina e più sicuri per chi si muove in bici, nel contesto urbano e in più in là in un contesto di rete e di paesaggio nel contesto provinciale, regionale e sovraregionale».

Alcuni numeri rendono l’idea della portata del cambiamento previsto in termini green e che non si limita al no consumo di suolo ma che prevede 130 mila mq di superficie che torna verde, 11 mila mq di terreno depermeabilizzato e 5 mila nuove piantumazioni tra pubblico (2 mila essenze) e privato (altri 3 mila alberi) , oltre a 20 km di strade da rendere più verdi.

IL TESSUTO ECONOMICO

Il nuovo PGT si basa anche su un’analisi demografica ed economica affidata ad un’altra squadra di professori e ricercatori dell’Università dell’Insubria, guidati dal docente di economia, Raffaello Seri: «Le previsioni confermano per Varese una decrescita demografica in linea con quella nazionale – ha detto – come è confermata la tendenza ad avere più famiglie monocomponente, e con una tendenza a perdere lavoratori a favore di Milano o della Svizzera ma non di residenti, che piuttosto fanno i pendolari, perché a Varese evidentemente si vive meglio».
Varese rimane uno dei tessuti più attivi a livello produttivo e imprenditoriale, con una densità di imprese che è quasi il triplo di quella Italiana e il 50% più alta rispetto alla media lombarda. Terzo settore e turismo di qualità – più esperienziale che stagionale – sono tra quelli a maggiore crescita.

LE CINQUE CITTÀ

Rigenerazione urbana: la lotta al degrado passa dai cambi d’uso facilitati

Il principio cardine resta il recupero del patrimonio edilizio esistente al posto della costruzione di nuovi quartieri. Le slide insistono in particolare su due strumenti di flessibilità: la facilitazione dei cambi di destinazione d’uso e l’introduzione di usi temporanei per attività sociali e culturali, pensati per rioccupare rapidamente spazi altrimenti destinati a restare vuoti. A questo si affianca il procedimento di accelerazione contro l’abbandono degli immobili, con una capacità edificatoria che si riduce progressivamente dopo alcuni anni di dismissione, fino ad azzerarsi del tutto. Restano confermati gli incentivi volumetrici già illustrati in commissione, con premi tra il 5 e il 15% di superficie lorda di pavimentazione per i recuperi filologici, le demolizioni di manufatti incongrui o gli interventi di elevata qualità architettonica.

Ambiente: nasce la Rete Ecologica Comunale

Il capitolo ambientale introduce come novità l’istituzione di una Rete Ecologica Comunale e il ricorso a soluzioni basate sulla natura, le cosiddette Nature Based Solutions. Chi migliora le prestazioni ecologiche del proprio progetto oltre le soglie minime previste potrà ottenere fino al 10% di volumetria aggiuntiva. Sul fronte della tutela del patrimonio storico, coerentemente con quanto già anticipato in commissione, gli interventi sugli edifici storici e sulle ville saranno gestiti con una procedura più snella, di competenza della sola commissione del paesaggio.

Lavoro e commercio: premi alle imprese che assumono e investono in energia rinnovabile

Il piano lega gli incentivi economici a scelte specifiche delle imprese. Le aziende che investono in innovazione, aderiscono a una Comunità Energetica Rinnovabile e assumono personale locale, anche attraverso i centri per l’impiego, potranno ampliare la propria superficie fino al 50% senza costi. Per il settore turistico sono previsti ampliamenti gratuiti fino al 20% per gli alberghi esistenti che vogliono innalzare i propri standard qualitativi, mentre sul fronte del commercio le slide indicano una limitazione alle grandi strutture di vendita, a tutela dei negozi di vicinato.

Casa e inclusione: nasce l’Agenzia per l’Abitare

Sul tema della casa, negli ambiti di trasformazione chi realizza alloggi a canone calmierato potrà ottenere fino al 20% di superficie aggiuntiva, un incentivo distinto rispetto a quelli a finalità sociale già illustrati in commissione. Viene inoltre annunciata la nascita di un’Agenzia per l’Abitare, di cui al momento non sono ancora stati precisati funzioni e ambiti di intervento. Per l’accessibilità, sarà possibile ampliare le abitazioni destinate a persone con disabilità o agli over 70 senza oneri urbanistici, mentre gli enti del terzo settore potranno insediarsi in immobili esistenti senza necessità di cambio di destinazione d’uso.

Sport, agricoltura e quartieri: un fondo per reinvestire nel territorio

L’ultimo pilastro riguarda sport, territorio rurale e quartieri. I servizi sportivi privati potranno ampliarsi fino al 25% senza costi, mentre le nuove infrastrutture sportive beneficeranno di una decontribuzione totale; la dotazione complessiva di servizi per abitante salirà, secondo le slide, a 39,92 metri quadrati per abitante. Per il territorio agricolo, gli edifici rurali dismessi da almeno tre anni potranno essere recuperati per funzioni turistico-ricettive come agriturismi, campeggi o glamping, a condizione di mantenerne i caratteri architettonici originari. Viene infine istituito un Fondo di Quartiere, pensato per reinvestire le risorse generate dagli interventi urbanistici direttamente nel verde e nei servizi del quartiere in cui l’intervento viene realizzato.




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