Il mobile usato esce dalla dimensione del semplice risparmio e diventa sempre più una scelta di design. Il mercato globale dei mobili di seconda mano dovrebbe raggiungere 50,06 miliardi di dollari entro la fine del 2026, per poi superare i 73 miliardi nel 2034, con una crescita annua composta del 4,83%. Anche in Europa la tendenza resta positiva, con un CAGR previsto del 4,95%. A spingere il settore sono prezzo, ricerca di pezzi particolari e maggiore attenzione al cosiddetto F-waste, i rifiuti generati da mobili e arredamento.

La diffusione delle piattaforme digitali non ha però cancellato il ruolo di mercatini e negozi. Proprio nel second hand, l’acquisto fisico mantiene un peso rilevante.

Il mobile usato diventa una scelta di stile

Vintage e modernariato stanno cambiando posizione all’interno del mercato dell’arredamento.

La convenienza economica resta una delle ragioni d’acquisto, ma non è più l’unica. Cresce la ricerca di mobili capaci di distinguersi dalla produzione seriale e di aggiungere carattere agli ambienti.

Un oggetto del passato può essere scelto per il design, per la storia che porta con sé o semplicemente perché difficilmente replicabile.

A questa dimensione estetica si affianca quella ambientale. Il recupero di mobili esistenti permette di rimettere in circolazione prodotti che altrimenti potrebbero diventare rifiuti.

Il tema interessa anche le imprese. Secondo i dati riportati nel materiale, il costo medio della gestione dei rifiuti può arrivare fino al 4% dei costi complessivi.

L’e-commerce cresce, ma per il vintage conta ancora vedere e toccare

Smartphone, piattaforme digitali e sistemi di pagamento sicuri hanno reso più semplice acquistare e vendere mobili usati a distanza.

Eppure il canale offline resta dominante e viene indicato in crescita del 4,55% l’anno.

La ragione riguarda direttamente il tipo di acquisto.

Quando si cerca un mobile vintage, poter osservare materiali, dimensioni, condizioni e dettagli dal vivo resta una parte dell’esperienza. Il negozio o il mercato permettono inoltre di chiedere informazioni e conoscere provenienza e caratteristiche dell’oggetto.

Laura Poli e Giulia Menalli, ideatrici di Super Duper Market, spiegano: “Il dato più interessante è che il mercato dei mobili di seconda mano continua a crescere nonostante la possibilità di acquistare qualsiasi cosa con un clic. Questo ci dice che, quando si parla di vintage e modernariato, il valore non è soltanto nell’oggetto che si acquista, ma anche nella ricerca, nella scoperta e nella storia che quell’oggetto porta con sé. È proprio questa esperienza che vogliamo riportare al centro con Super Duper Market: creare uno spazio in cui incontrare pezzi unici, conoscere chi li ha scelti e scoprirne le storie”.

L’evento dedicato a design vintage e modernariato è in programma il 10 e 11 ottobre 2026 negli spazi di Spazio Fase, ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo.

Da Dakota Johnson a Liv Tyler, il vintage entra nelle case delle celebrity

La ricerca di arredi d’epoca coinvolge anche personaggi dello spettacolo e della moda.

Diane Keaton, appassionata di architettura e interior design, ha legato parte del proprio stile alla ricerca di mobili del passato.

Liv Tyler ha raccontato la passione per i lampadari degli anni Cinquanta, mentre Dakota Johnson ha scelto diversi arredi Mid-Century per la propria casa.

In Italia, la stilista Carolina Castiglioni ha condiviso in più occasioni il proprio interesse per i mercatini dell’usato, frequentati anche insieme alla madre.

Il dato suggerisce come l’usato stia conquistando un pubblico che non cerca necessariamente la soluzione meno costosa, ma oggetti capaci di differenziare gli interni.

Anche il Como arreda le suite dello stadio con mobili del Settecento e Ottocento

Il fenomeno ha raggiunto anche sport e hospitality.

Per le suite private del nuovo stadio Sinigaglia, il Como ha scelto mobili del Settecento e dell’Ottocento acquistati nei mercatini dell’usato.

Una scelta che porta il second hand in un ambiente lontano dalla tradizionale casa privata.

Il presidente del club, Mirwan Suwarso, ha spiegato: “Tutti i mobili sono del Settecento e dell’Ottocento. Andiamo ai mercatini dell’usato a cercarli. Così quando ci vai diventa un’esperienza”.

L’acquisto diventa quindi parte della costruzione dell’ambiente e non un semplice passaggio per procurarsi gli arredi.

Il F-waste spinge il riuso dei mobili

Dietro la crescita del second hand c’è anche l’attenzione verso il F-waste, termine utilizzato per indicare i rifiuti derivanti da arredamento e mobili.

Rimettere sul mercato un tavolo, una poltrona, una lampada o un mobile contenitore significa allungarne il ciclo di utilizzo.

Questa dinamica si intreccia con l’interesse per la sostenibilità, ma anche con un fenomeno economico più ampio. Se gli arredi usati mantengono o recuperano un valore commerciale, diventano beni da cercare e scambiare invece che materiali da eliminare.

Il Nord America resta l’area con la quota maggiore del mercato, ma anche l’Europa continua a crescere con una dinamica leggermente superiore al dato globale riportato per il periodo fino al 2034.

Modernariato e pezzi unici contro l’omologazione

L’attrattiva del vintage risiede anche nella possibilità di costruire ambienti meno uniformi.

Mobili provenienti da epoche differenti possono entrare in case contemporanee e convivere con elementi nuovi.

Il mercato si muove quindi tra recupero, ricerca estetica e desiderio di personalizzazione.

Poli e Menalli sintetizzano così questa trasformazione: “Il vintage non è più un linguaggio riservato a collezionisti, addetti ai lavori o appassionati di design. Oggi sempre più persone cercano nei mobili e negli oggetti del passato un modo per rendere gli spazi più personali, riconoscibili e lontani dall’omologazione. Con Super Duper Market vogliamo proprio avvicinare questo mondo a un pubblico più ampio, offrendo la possibilità di scoprire, confrontare e scegliere pezzi capaci di avere una nuova vita e un nuovo significato. Per noi il valore del vintage sta anche nella possibilità di incontrare oggetti che non si trovano ovunque e che possono continuare a raccontare una storia anche dentro case e spazi contemporanei”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione

Source link