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di Céline Camoin
Dalle operazioni sul campo di battaglia alla difesa delle miniere: ecco come le società militari private straniere stanno rimodellando il conflitto e l’economia estrattiva nella Repubblica Democratica del Congo
Compagnie militari private, subappaltatori stranieri e contractors salvadoregni operano nella Repubblica Democratica del Congo a sostegno delle Forze armate regolari (Fardc) e delle milizie alleate Wazalendo, svolgendo un ruolo militare strategico e operativo in prima linea nel Nord-Kivu e nel Sud-Kivu. Queste informazioni sono contenute nell’ultimo rapporto deel Gruppo di esperti sulla Repubblica Democratica del Congo, nominati dal Segretario generale dell’Onu, consegnato nelle scorse settimane al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il ruolo operativo
Da un lato, si legge nel rapporto, queste compagnie sono attive in settori quali la gestione di mezzi aerei militari, il supporto logistico, l’addestramento militare specializzato (tra cui il pilotaggio di droni, l’utilizzo di radar, l’addestramento al pilotaggio di aerei Sukhoi e la guerra nella giungla), il supporto alla pianificazione operativa, la raccolta e l’analisi di informazioni, le comunicazioni tattiche e l’identificazione degli obiettivi. Nel periodo preso in esame, di circa sei mesi fino ad aprile scorso, avevano sede a Kisangani, Kinshasa, Walikale, Kalemie e Kindu.
D’altro canto, tra gennaio e marzo 2026, le compagnie militari private hanno condotto operazioni a fianco delle Fardc nel Sud-Kivu. Il loro intervento ha coinciso con un’intensificazione degli attacchi con droni e delle offensive di terra coordinate a livello locale. Alle unità Wazalendo è stato ordinato di ritirarsi dalle zone montuose dove operavano le forze speciali delle Fardc («Gufi») e il personale di compagnie militari private straniere.
Le compagnie militari private hanno fornito un supporto altamente specializzato durante operazioni di notevole importanza strategica, ma non sono state sistematicamente impiegate su tutti i fronti. Il supporto operativo fornito alle Fardc nel Sud-Kivu si è caratterizzato, in particolare, per il coordinamento di attacchi di artiglieria e droni, e per l’assistenza di intelligence. Queste società hanno anche accompagnato le Fardc durante il loro ingresso a Uvira nel gennaio 2026.
Il 1° febbraio 2026, poi, diversi attacchi con droni, condotti con il supporto di alcune di queste società, hanno colpito postazioni dei ribelli M23 intorno a Minembwe. Tra il 2 e l’8 febbraio 2026, compagnie militari private hanno paracadutato unità delle forze speciali “Gufi” delle Fardc a Point Zero.
La rete di Erik Prince e la componente militare segreta
Nel dicembre 2024, il governo congolese ha stipulato un contratto quinquennale con Erik Prince, fondatore della società militare privata statunitense Blackwater. Attraverso una complessa rete di società, Prince si è impegnato a fornire alle Fardc supporto militare specializzato, nonché servizi di controllo finanziario e di consulenza. Nel giugno 2025, la società di Prince con sede negli Emirati Arabi Uniti, la Quantum Global Consulting, ha registrato una nuova società congolese, la Quantum Global Consulting Africa, quale sua entità legale per rappresentarla nella Repubblica Democratica del Congo. Questa entità ha quindi registrato Vectus Global nel Paese africano. Vectus Global, le cui attività nella Rdc sono coordinate da Christophe Sirot, un cittadino franco-americano, ha stipulato un contratto con il ministero delle Finanze per aumentare le entrate pubbliche provenienti dalle miniere combattendo il contrabbando transfrontaliero, la corruzione e l’evasione fiscale. Alla fine di aprile, il ministero delle Finanze ha annunciato la creazione di una «guardia mineraria» paramilitare con l’obiettivo di sostituire le forze di difesa attualmente dispiegate a protezione dei siti.
Il contratto firmato con Vectus includeva anche una componente militare segreta, inizialmente incentrata sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere, in particolare con il Ruanda e lo Zambia. Prevedeva inoltre la fornitura di consulenza militare strategica alle Fardc, l’acquisizione e il dispiegamento di mezzi aerei e il reclutamento di ex militari stranieri. L’obiettivo era «aiutare le Fardc a diventare efficaci contro obiettivi strategici, come le tecnologie di disturbo ruandesi», in particolare attraverso la fornitura di «addestramento, consulenza e attrezzature». Alla fine del 2025, un membro dello staff di Vectus informò il gruppo di esperti che, viste le ostilità in corso, l’attenzione si era spostata maggiormente sulla sicurezza piuttosto che sulla raccolta di fondi. Nel febbraio 2026, un rappresentante di Vectus Global informò il gruppo di esperti che il governo congolese aveva incaricato la società di pianificare le operazioni per la riconquista di Uvira e che il personale di Vectus era stato dispiegato nella Repubblica Democratica del Congo orientale a tale scopo. In un incontro con il gruppo di esperti nel marzo 2026, Sirot ha negato qualsiasi coinvolgimento negli aspetti militari del contratto. Tuttavia, diverse fonti, tra cui membri dello staff di Vectus, hanno confermato che ha svolto un ruolo di coordinamento.
I “contractors” salvadoregni
Gli esperti parlano anche del coinvolgimento di compagnie militari private reclutate in El Salvador. Il personale salvadoregno presente nella Repubblica Democratica del Congo almeno dal luglio 2025 ha ampliato il proprio raggio d’azione, passando dal fornire supporto logistico a Kisangani a schieramenti attivi in prima linea, in particolare a Walikale, Baraka e Kalemie.
Il gruppo di esperti ha accertato che la società Importaciones de Productos Americanos S.a. de C.v. ha agito da intermediario nel reclutamento di almeno 300 cittadini salvadoregni destinati alla Repubblica Democratica del Congo. La società era registrata in El Salvador a nome del colonnello in pensione Juan Emilio Velasco Alfaro e del tenente in pensione Rodrigo Antonio Tejada Alvarenga. La maggior parte delle reclute erano ex militari e agenti di polizia assunti con contratti annuali a partire da luglio 2025, con uno stipendio mensile di 4.225 dollari. Diversi di loro sono rientrati in El Salvador a causa del ritardo o del mancato pagamento degli stipendi o per problemi di salute insorti durante il periodo di servizio.
Il governo salvadoregno ha informato il gruppo di esperti di non essere a conoscenza della presenza di cittadini salvadoregni nella Repubblica Democratica del Congo e che il reclutamento o il loro invio non era stato autorizzato dallo Stato.
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claudia
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