Non sono solo gli scivoli o le attrazioni a distinguere Caribe Bay. Il parco acquatico di Jesolo, più volte premiato tra i migliori d’Europa, ha costruito la propria identità puntando sulla qualità dell’esperienza e su una cura del dettaglio che coinvolge ogni elemento, dalle scenografie alla vegetazione, dai costumi degli artisti fino alla colorazione delle piscine. Un approccio che ha permesso alla struttura di diventare un punto di riferimento del turismo esperienziale italiano, attirando ogni anno circa 300.000 visitatori.
A pochi chilometri da Venezia, il parco si estende su un’area tematizzata di 80.000 metri quadrati, con oltre 3.500 palme e tonnellate di sabbia bianca che ricreano l’atmosfera di un’isola caraibica. Dietro l’effetto scenografico, però, c’è un lungo lavoro di ricerca e progettazione.
Uno degli esempi più significativi riguarda proprio le lagune del parco. Il colore turchese dell’acqua non è ottenuto attraverso semplici rivestimenti azzurri, ma mediante una particolare tecnica di colorazione del fondale con tonalità naturali e texture studiate per riprodurre la trasparenza tipica delle spiagge tropicali e aumentare la percezione della profondità delle vasche.
Dall’intuizione di Aqualandia alla trasformazione in Caribe Bay
La storia del parco nasce nel 1989 con Aqualandia, fondato dall’imprenditore padovano Luciano Pareschi. Nel corso degli anni il progetto si è evoluto fino a trasformarsi nell’attuale Caribe Bay, grazie anche al lavoro artistico di Carla Cavaliere, direttrice artistica della struttura, che ha guidato la creazione dell’ambientazione immersiva oggi riconosciuta come uno degli elementi distintivi del parco.
«Caribe Bay è stato curato negli anni come si alleva un figlio: con amore, attenzione, responsabilità e una ricerca continua del miglioramento. Ogni dettaglio, anche quello che l’ospite non percepisce, contribuisce a creare l’esperienza complessiva», afferma Carla Cavaliere.
Ogni elemento scenografico nasce da un percorso di ricerca che coinvolge storia dell’arte, cinema, letteratura e viaggi. Dai primi bozzetti si passa alla realizzazione di villaggi, cascate, vegetazione tropicale e statue che popolano il parco.
Statue ispirate anche agli studi di Leonardo da Vinci
Tra le curiosità emerge anche il riferimento a Leonardo da Vinci. Alcuni studi fisiognomici del maestro rinascimentale hanno infatti ispirato la progettazione delle espressioni, delle posture e della gestualità delle statue che animano il villaggio dei pirati e le altre aree tematizzate.
La manutenzione rappresenta un altro aspetto fondamentale. Ogni anno vengono utilizzati oltre 700 litri di colori ad acqua anallergici per mantenere vive le scenografie, continuamente esposte all’azione combinata di sole, cloro, sabbia e salsedine.
Spettacoli dal vivo e costumi realizzati internamente
L’offerta di Caribe Bay va oltre le attrazioni acquatiche. Il parco è stato tra i primi in Italia a sviluppare un programma stabile di spettacoli dal vivo con standard teatrali, affidandosi a un cast residente di 25 artisti e performer.
Anche in questo caso la produzione è interna: costumi, accessori e scenografie vengono progettati direttamente dal team creativo utilizzando materiali tecnici studiati per resistere all’acqua, al sole e, in alcuni casi, anche al fuoco durante le performance.
Una cappella nel villaggio dei pirati
Tra gli elementi meno conosciuti del parco figura una cappella situata nell’area del villaggio dei pirati. Pensata come spazio di raccoglimento, nel corso degli anni ha ospitato anche alcuni matrimoni civili, confermando la volontà di offrire ai visitatori un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento.
I prossimi investimenti: piscina stile Mar Morto e surf con onde da tre metri
Lo sviluppo del parco proseguirà nei prossimi anni con un piano industriale che guarda al 2041. Il primo passo sarà l’apertura, prevista nel 2027, della nuova area Agua Azul, definita come un “parco nel parco”.
Tra le novità annunciate figura una piscina ad alta salinità, ispirata all’esperienza di galleggiamento del Mar Morto e presentata come una proposta unica nel panorama italiano.
In programma anche la realizzazione di una grande wave pool dedicata al surf, con onde alte fino a tre metri all’interno di una vasca lunga 200 metri.
«Porteremo il surf a Jesolo. In Europa esistono già impianti di questo tipo, ma il nostro sarà inserito nell’ambientazione di Caribe Bay e progettato con particolare attenzione alla sostenibilità energetica», spiega Luciano Pareschi, CEO e fondatore del parco.
Con un mix di tematizzazione, intrattenimento e investimenti nelle nuove attrazioni, Caribe Bay punta così a consolidare il proprio posizionamento come una delle principali destinazioni del turismo leisure italiano, intercettando un pubblico sempre più orientato a vivere esperienze immersive e ad alto contenuto emozionale.
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Redazione Qualitytravel.it
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